La serie tv in uscita questa settimana da non perdere: La regina degli scacchi

Di Paola Jacobbi
·2 minuto per la lettura
Photo credit: Hearst Owned
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From Harper's BAZAAR

La regina degli scacchi di Scott Frank e Allan Post, con Anya Taylor-Joy, Marielle Heller e Thomas Brodie-Sangster (mini serie, 7 puntate, Netflix).

Sono fan di Anya-Taylor Joy dalla primissima ora, dai tempi di The Witch, quindi avrei visto questa serie in ogni caso perché trovo sia una delle giovani attrici migliori su piazza. La regina degli scacchi (tratto da un romanzo degli anni Ottanta) le rende giustizia più che mai con un ruolo di protagonista che mette in luce tutte le sue capacità. È la storia di un’orfana che si scopre scacchista prodigio e che si fa strada, una partita dopo l’altra, in un mondo di maschi. Fin qui, sarebbe tutto abbastanza banale. Ma non lo è, perché regia, fotografia e scenografia fanno molto di più: rendono gli scacchi sexy, impresa difficilissima. Anzi, rendono sexy molte cose: l’intelligenza, la solidarietà, la capacità di affrontare il dolore e le proprie debolezze. Beth, il personaggio, è un’eroina e una seduttrice a modo suo: raramente ho visto personaggi femminili scritti così bene. La vicenda della scacchista del Kentucky che arriva a misurarsi con i grandi campioni russi dell’epoca è fittizia, anche se quello strano universo di cervelloni competitivi è stato studiato dagli showrunner con acuta precisione, basti dire che il consulente per il gioco è nientemeno che Garry Kasparov, campione del mondo per quindici anni.

Ma soprattutto, credo che La regina degli scacchi contenga un messaggio di cui abbiamo bisogno in questo periodo: dobbiamo contare su noi stessi. A un certo punto dice Beth: “C’è un intero mondo in solo 64 quadri. Mi ci sento sicura dentro. Lo posso controllare. Lo posso dominare. Ed è prevedibile, quindi se mi faccio male, posso prendermela solo con me stessa”.

Si viene trasportati in un mondo di eleganza esteriore (ah, quel guardaroba Sixties, tra Givenchy e Courrèges!) e di complessità interiore. Anya ipnotizza lo spettatore, difficile toglierle gli occhi di dosso, sia quando è concentrata prima di muovere un pezzo, sia quando balla ubriaca Venus degli Shocking Blue.

Nonostante qualche smagliatura del racconto, la serie è appassionante e gli attori di contorno sono eccellenti, in particolare Marielle Heller nel ruolo della malinconica, romantica, madre adottiva e Thomas Brodie- Sangster, collega scacchista, vestito come un giovane Johnny Depp (parlandone da vivo!). Se vi sembra di riconoscerlo è perché era il bambino, figlio di Liam Neeson, in Love actually.