La Spagna azzera la disparità genitoriale e concede ai papà 16 settimane di congedo, e in Italia?!

Di Carlotta Sisti
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Photo credit: Seif Eddin Khayat su unsplash
Photo credit: Seif Eddin Khayat su unsplash

From ELLE

La Spagna ha ingranato la quarta, in tema di parità di genere, e ha superato a destra i paesi del nord Europa, prima fra tutte la Finlandia governata da donne, che notoriamente sono da anni i più avanti di tutti su queste tematiche. E invece, ecco che dalla nazione che racchiude in sé, come ma forse più di altre, un'anima nostalgica di un passato machista e dittatoriale, indigesto ai più, e uno spirito votato al progresso ed ai diritti civili, arriva la notizia dell'approvazione definitiva del congedo genitoriale anche per i papà di 16 settimane e, attenzione, a stipendio pieno.

Nello specifico, l’introduzione delle nuove disposizioni segue l’applicazione di un decreto legge approvato dal Consiglio dei Ministri nel marzo 2019, che nel corso degli ultimi due anni ha gradualmente incrementato il permesso a disposizione dei padri: all’inizio del 2020 si è passati dalle 8 alle 12 settimane per poi raggiungere le 16. Entrando nel merito della normativa, questa prevede che entrambi i genitori debbano condividere le prime sei settimane, mentre delle successive dieci, volontarie, sarà possibile usufruirne part time, a tempo pieno o alternandosi, in quanto non trasferibili.

In Italia, come sappiamo fin troppo bene, siamo lontanissimi dal modello spagnolo, ma pure, tanto per rimanere "in zona", da quello francese, che ha raddoppiato da 14 a 28 i giorni di congedo per i neo papà. Nel 2019 Giuditta Pini, deputata emiliana del Pd, classe 1984, depositò alla Camera una proposta di legge per estendere il congedo di paternità: l'idea era portarlo a quattro mesi obbligatori, di cui i padri avrebbero dovuto usufruire dopo il parto, oppure dopo la fine del congedo di maternità. Un modo per allargare la condivisione dei primi giorni con un neonato, ma anche per abbattere il gender gap, e quella fastidiosa domanda che le donne spesso sentono ai colloqui di lavoro: ha intenzione di fare figli? Non è, almeno per ora, andata così, e i giorni per i padri italiani sono arrivati soltanto a 10 nel 2021 (nel 2020 erano 7).

Nonostante ai nostri occhi quello della Spagna sia per noi, bacchettati anche dalla Ue per la disparità di genere dura a morire, un invidiabile passo avanti, nel Paese iberico non mancano le critiche alla nuova legge. Come ha spiegato a El Pais, secondo María Pazos, della Piattaforma per congedo di nascita e adozione uguale e non trasferibile (PPiiNA), anche se "il congedo spagnolo è più lungo che nell'Europa settentrionale, essendo trasferibile, viene solitamente utilizzato dalle donne, il che alla fine è una trappola". Ci sono, in parallelo, anche altre questioni, come la raccomandazione dell'Organizzazione mondiale della sanità per le donne di allattare esclusivamente al seno per i primi sei mesi, "il che - dice sempre Pazos - è difficile se hanno diritto a quattro mesi di congedo di maternità".

Fonti del Ministero per la parità, riporta di nuovo El Pais, riconoscono che, nonostante gli aspetti positivi della nuova politica, non è stato ancora possibile garantire il fatto che crescere una famiglia non danneggi professionalmente le donne. "Abbiamo bisogno di una nuova formula per la cura e l'educazione dei bambini, da conciliare con il lavoro - ha detto un portavoce del Ministero - Nonostante il fatto che il congedo di paternità si stia dimostrando qualcosa di positivo e ben accetto tra gli uomini, le donne continuano ad essere quelle che più spesso riducono il loro orario di lavoro per motivi di assistenza". E questo vale per l'assistenza sia ai bambini che agli anziani a carico.

Patricia Merino, autrice del libro Maternity, Equality and Fraternity, sottolinea che 16 settimane è uno dei congedi di maternità più brevi nell'UE, mentre i padri avranno uno dei congedi più lunghi e meglio pagati del continente. Crede che questo non risolva nessuno dei conflitti esistenti tra l'essere madre e l'esercizio di una professione: "Le donne ora rimarranno parimenti rispetto a prima, se non di più, senza garanzie dopo il loro congedo. Quelle con maggiori mezzi finanziari, potranno prendere un congedo extra, mentre il resto dovrà scegliere tra lasciare il mercato del lavoro per prendersi cura del proprio figlio o tornare alla propria professione. Con i ben noti sensi di colpa".

La sociologa Teresa Jurado teme che, dopo quelle sei settimane obbligatorie congiunte di congedo, i datori di lavoro possano esercitare pressioni sugli uomini perché rinuncino al resto del congedo di paternità o perché acconsentano a prenderlo a tempo parziale. Questa possibilità potrebbe perpetuare lo stereotipo della madre come designata alla cura e alle faccende domestiche. Tuttavia, ammette Jurado, che questa è "un'opportunità per gli uomini di assumersi la stessa responsabilità per la cura del bambino, piuttosto che agire come aiutanti sporadici della moglie o compagna. Perché ciò funzioni, gli uomini devono far valere i propri diritti in azienda". Quel che, in conclusione, fa ben sperare è che pare proprio che ci sia un cambiamento in atto, nelle prossime generazioni. La differenza rispetto ai modelli di coppia del passato, non per tutti ma per molti, è evidente ed è questo lo spirito con cui bisogna guardare anche ai nostri piccoli passi avanti, e cioè lo spirito di chi crede che sempre più maschi rivendichino i loro diritti di genitori, per il semplice fatto che li desiderano davvero.