La storia bellissima di Lali Juàrez e dei suoi tatuaggi curativi che l'hanno aiutata a rinascere

Di Elena Fausta Gadeschi
·3 minuto per la lettura
Photo credit: meegan zimmerman - Getty Images
Photo credit: meegan zimmerman - Getty Images

Si dice che i tatuaggi siano la storia della nostra vita che ci portiamo addosso. Disegni intricati e misteriosi di cui nessuno sa, tranne chi li indossa come una corazza. Ebbene la storia di Lali Juàrez è scritta a fuoco sulla sua pelle, lei che proprio a causa delle fiamme ha quasi rischiato di perdere la vita. È una mattina come tante del 2011, il padre è al lavoro, la mamma è uscita per andare dal parrucchiere. Lali si alza dal letto e decide di prepararsi un the, con indosso ancora il pigiama e una vestaglia in nylon. Accende la stufa e un istante dopo, nemmeno il tempo di realizzare, il suo corpo viene investito dalle fiamme. D’istinto comincia a correre per la casa, non pensa nemmeno che così alimenterà il fuoco che infatti arriva ad avvolgerle il petto e il collo. Se si fosse rotolata sul pavimento o avesse cercato di tamponare con una coperta probabilmente le fiamme non si sarebbero propagate in questo modo. Ma Lali è a casa da sola e in un momento di puro terrore pensa solo a scappare per chiedere aiuto.

Questo contenuto non è disponibile a causa delle tue preferenze per la privacy.
Per visualizzarlo, aggiorna qui le impostazioni.

I suoi familiari non hanno il cellulare, decide quindi di correre dai vicini per ricevere soccorso. Non appena arriva in ospedale i medici le riscontrano ustioni di terzo grado sul 30% del corpo. La situazione è critica e Lali viene messa in coma farmacologico per una settimana perché non senta il dolore. Segue un mese di ricovero in terapia intensiva in completo isolamento per evitare infezioni dopo le 33 operazioni in anestesia generale, necessarie per rimuovere parti di pelle sana e trapiantarle nelle zone ustionate. Gli interventi vanno a buon fine, ma quando Lali viene dimessa si ritrova in un corpo che non riconosce più come il proprio. A disagio per le cicatrici e i segni indelebili sulla pelle decide di non tornare a scuola e comincia a chiudersi in se stessa.

Questo contenuto non è disponibile a causa delle tue preferenze per la privacy.
Per visualizzarlo, aggiorna qui le impostazioni.

Ha solo 18 anni e la terribile sensazione di non poter riavere più il proprio aspetto la perseguita. Negli anni accetta di sottoporsi anche a una nuova operazione per far riempire il seno e rilassare la pelle, ma il processo di auto accettazione è lungo e faticoso. Fintanto che insieme a sua mamma e a un’amica non scorre le foto su Instagram Candelaria Tinelli, influencer argentina ricoperta di tatuaggi su tutto il corpo, compreso petto, collo e braccia. “E se i tatuaggi potessero servire a coprire anche le mie cicatrici?” si domanda Lali Juàrez, che quasi per caso con @Mandinga Tattoo scopre i tatuaggi curativi, un progetto che mette l’arte a servizio di quanti sono sopravvissuti a un grave incidente o a un intervento chirurgico come la mastectomia, coprendo grazie ai tatuaggi gravi ustioni, ma anche importanti cicatrici. “Il dolore che ho provato nel farmi tatuare non è niente in confronto a quello che ho provato quando non sono riuscita a guardarmi allo specchio per 10 anni”, ha raccontato Lali Juàrez, che dopo una serie di sedute è riuscita a coprire collo, seno e parte delle braccia. Oggi Lali ha 28 anni e ha ricominciato a vivere. Non teme più di mostrarsi in pubblico, si è da poco laureata in Criminologia e con il proprio profilo social da 154mila follower cerca di aiutare altre persone che hanno subìto incidenti come il suo. Perché anche loro trovino la forza di rinascere.