La storia d’amore tra Clotilde Courau e Emanuele Filiberto di Savoia merita di essere raccontata per bene

Di Elisabetta Moro
·3 minuto per la lettura
Photo credit: Toni Anne Barson Archive - Getty Images
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From ELLE

Poco importa che i loro profili Instagram siano seguiti da migliaia di follower (compreso quello di loro figlia Vittoria che ha già la stoffa da vera influencer), di Clotilde Courau e Emanuele Filiberto di Savoia non si sa poi così tanto. La coppia è altamente riservata quando si tratta di parlare della loro relazione tanto che, anche a scorrere i loro feed, sono poche le testimonianze social del loro amore. Eppure i due sono felicemente sposati dal 2003 e, nonostante i normali alti e bassi, vivono la loro love story coronata da due splendide figlie. Un amour che dura da 18 anni e che, nonostante lui viva tra Montecarlo e il resto del mondo (ha aperto il suo primo ristorante a Los Angeles durante la pandemia) e lei invece faccia base a Parigi, non sembra risentire della lontananza. "Tra noi c’è un’amicizia fortissima, c’è complicità. E un desiderio fortissimo di verità. Tutto questo, insieme, è il nostro amore". Ok, ma noi vogliamo saperne di più.

Photo credit: Eric VANDEVILLE - Getty Images
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Partiamo dal principio: è il 2001 quando il principe, allora ventinovenne, incontra Clotilde Courau. Lei, all'epoca, è già una nota attrice: è cresciuta tra l’Egitto e il Benin, per via del lavoro del padre e poi ha studiato recitazione passando dal teatro al cinema e venendo premiata nel 1990 al Festival Internazionale del Cinema di Berlino come migliore attrice. A presentarli è il loro comune amico, Alberto di Monaco, durante il vip master di pentathlon. "Gareggiavano in due squadre diverse e si sono scontrati, faccia a faccia, nella gara di fioretto", racconta il Corriere della Sera. A quel punto, come in ogni favola che si rispetti, arriva il colpo di fulmine e così Emanuele Filiberto chiede alla bella attrice di rivedersi. Lei però non è per nulla convinta e per quasi un anno lo tiene sulle spine: "Non avevo alcuna fiducia", spiega in un'intervista, "non ho mai amato gli uomini ricchi e potenti. La sola nobiltà in cui credo è quella del cuore. Ma Emanuele è un uomo determinato, mi ha bombardata di telefonate" .

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Tra i due inizialmente le cose non sono così semplici: le due famiglie sono molto diverse e lei, come riporta La Repubblica, si definisce "una gauchista, anarchico-comunista", cosa non proprio gradita ai Savoia. A questo si aggiunge il fatto che l'attrice non è di sangue reale, dettaglio che non sfugge a Vittorio Emanuele IV, suo futuro suocero. Emanuele Filiberto, però, non sente ragioni: "Non ha sangue blu, ma la sua anima è nobile. Questo è il titolo più bello che possa indossare", ha confidato quasi vent'anni dopo. Le perplessità delle famiglie capitolano davanti all'amore dei due giovani.

Photo credit: Franco Origlia - Getty Images
Photo credit: Franco Origlia - Getty Images

Nel 2003 arriva il matrimonio celebrato nella basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri (già luogo del matrimonio del bisnonno Savoia) e poi, lo stesso anno, la nascita di Vittoria e tre anni dopo quella di Luisa. "Abbiamo attraversato, come tutte le coppie, alti e bassi. Ma siamo riusciti a trovare l'ascolto e un vero dialogo tra noi" ha raccontato il principe lo scorso febbraio. "L’amore deve essere per forza vicinanza? Stare insieme sempre?" si chiede pensando ai loro equilibri a distanza, "L’amore è pensare all’altro quando si è lontani ed essere felici quando si sta insieme". Parole sante.