La storia della sfarzosa movida di St. Moritz

Di Vittoria Frontini
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Photo credit: Slim Aarons - Getty Images
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From Harper's BAZAAR

La chiamavano il luogo dal clima di champagne. St. Moritz, la località montana nel cuore della valle svizzera dell'Engadina, preserva ancora oggi quell’esclusività e quel fascino che conquistò fin dai primi anni del Novecento. Caratterizzata da una natura mozzafiato, fu considerata per molto tempo una meta vacanziera unicamente estiva a causa dell’eccessivo freddo che, si diceva, la congelasse durante l’inverno. Le cose cambiarono quando Johannes Badrutt, pioniere albergatore del primo hotel di St. Moritz, l’Hotel Kulm, riuscì tramite una scommessa a cambiare le sorti del turismo locale. Era il 1864, e quattro clienti inglesi erano stati invitati a rimanere per godersi il sole invernale dell’Engadina che Badrutt aveva giurato loro li avrebbe addirittura fatti abbronzare. Se così non fosse accaduto, aveva promesso, tutto il soggiorno sarebbe stato loro offerto. Gli inglesi accettarono, ed è facile immaginare come questa scommessa andò a finire.

Iniziò dunque così il mito di St. Moritz, diventato da quel momento un luogo da vivere tutto l'anno, ed ebbe così inizio l’epoca dei grandi fasti, degli smoking e degli abiti lunghi indossati sotto a pellicce di visone o zibellino. Il fulcro della movida era il Palace Hotel, aperto nel 1896 dagli eredi della famiglia Badrutt, la cui consacrazione definitiva avvenne grazie ai giochi Olimpici invernali, ospitati prima nel 1928 e poi nel 1948. Anche nell’immediato dopo guerra, infatti, St. Moritz dimostrò di aver preservato intatto tutto il suo charme: sul magazine LIFE del marzo 1947 furono pubblicate delle foto straordinarie che ritraevano gli ospiti della valle godersi le lussuose vacanze.

Photo credit: Getty Images
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Così la località edonistica divenne la meta prediletta del jet set di tutto il mondo che, tra cocktail sorseggiati su banconi scolpiti in ghiaccio e soirée nell’esclusivo club Dracula, viveva la Dolce Vita. Il pubblico esclusivo di St. Moritz non rinunciava mai ai rendez-vous e partecipava con gioia alle feste poi divenute tra le più memorabili. Come quella improvvisata una volta al ristorante Chesa Veglia, che ebbe inizio quando il valletto dei padroni di casa, facendo il giro degli hotel alle 6.30 del mattino, andò a svegliare gli ospiti invitandoli a recarsi sul luogo della festa vestiti così com’erano, per un party decisamente fuori dal comune.

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Facile immaginare quale passerella di outfit variegati si presentò: dai pigiami alle vestaglie fino agli abiti da sera dei leoni notturni appena rientrati o quelli che, pronti a partire alle prime luci del giorno, avevano già indossato le tute da sci. Un mix di ospiti che gli Heinz, i magnati americani del ketchup, accolsero comodi, distesi su un letto che avevano fatto portare all’interno del ristorante.

Anche l’ora del tè non era esente dalle pubbliche relazioni e il Cafè Hanselmann, collocato al centro della città, era ed è tuttora rimasto il luogo prediletto per il rito pomeridiano. Fondato da due coniugi nel 1864, ebbe il privilegio di ospitare personaggi del calibro di John Lennon o Audrey Hepburn e diede anche il titolo al romanzo di Rosetta Loy Cioccolata da Hanselmann.

Non solo: tra le pittoresche vie della cittadina passeggiarono alcune tra le più celebri donne del secolo - Brigitte Bardot, Rita Hayworth o Marlene Dietrich – ma anche artisti, filosofi e scrittori come Friedrich Nietzsche ed Herman Hesse, che sostarono a St. Moritz, incubatrice di arti e poesia. Fu sempre questo il luogo le cui fronde di alberi spoglie e ghiacciate diventarono soggetto delle opere del pittore italiano Giovanni Segantini - al quale, per altro, è stato dedicato anche un museo commemorativo nel 1908. Anche il genio di Alfred Hitchcock trasse ispirazione dalla Valle, e il risultato fu la pellicola del 1963 Uccelli - pare infatti che il regista nutrisse una grande passione per l’Engadina, tanto da aver alloggiato al Palace ben trentaquattro volte ed averci trascorso anche la luna di miele.

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Ancora oggi la valle gode di immensa popolarità e gli eventi che sono indubbiamente i più attesi e amati son quelli che avvengono proprio sulla superficie ghiacciata del lago, come la Snow Polo World Cup, highlight fin dal 1985, o l’esposizione di auto d’epoca, passione che combina eleganza e tradizioni dal 1929. E così questa è St. Moritz che, tra magia, tradizioni e una riservatezza propria solo di un luogo amato da una tanto raffinata élite, continua a farsi strada conservando il leggendario fascino senza tempo, consacrato da eventi e tradizioni che continuano, e continueranno, a rinnovarsi.