La storia dell'infermiera che ha salvato un bimbo donandogli un rene si nutre della nostra gratitudine

Di Elisabetta Moro
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Photo credit: Photo by Ignacio Campo on Unsplash
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From ELLE

Taylor Pikkarainen è semplicemente instancabile: ha 27 anni e la scorsa primavera ha trascorso più di due mesi in missione nel New Jersey nei reparti di Covid-19 per salvare la vita dei suoi pazienti. Ore e ore, giorni e giorni passati con le protezioni (ce le ricordiamo bene le foto, vero?) a lavorare come infermiera quando tutto sembrava perduto. Già questo sarebbe sufficiente per prenderla come esempio di dedizione e impegno, ma c'è di più (molto di più, in effetti). Finito il suo periodo di mandato in ospedale, Taylor Pikkarainen ha fatto ritorno in Minnesota, il suo Stato natale, dove ha scoperto che un bambino di poco più di un anno era in attesa di un donatore per un trapianto di rene. In poco tempo la ragazza si è convinta di volerlo aiutare e così la scorsa estate ha donato il rene al bimbo cambiandogli la vita per sempre. Insomma, Taylor Pikkarainen è una forza della natura e questa storia sa di good news che riempie il cuore.

Il piccolo Bodie è nato con la sindrome nefrosica congenita, una condizione pericolosa per la vita che fa sì che il corpo scarichi troppe proteine nelle urine fino a portare all'insufficienza renale. Bodie ha trascorso un mese in ospedale dopo la sua nascita e ha dovuto sottoporsi a frequenti interventi per migliorare la sua funzione renale. L'unica soluzione per lui era il trapianto, ma sua mamma aveva già donato un rene a un altro dei suoi figli - nato con la stessa sindrome - e suo padre purtroppo non era compatibile. Pikkarainen ha scoperto la storia di Bodie da sua cognata, amica della madre del bambino, e ne è subito rimasta colpita. "Ero seduta lì e continuavo a pensarci, poi ho cercato rapidamente gli effetti collaterali che avrei avuto come donatrice", racconta l'infermiera. "C'è sempre un rischio con la chirurgia", spiega, "ma vivere con un rene solo non aumenta il rischio di malattie renali o di insufficienza renale". Così, "nel giro di mezz'ora", si è convinta.

"Da un giorno all'altro abbiamo scoperto di avere un donatore", racconta la madre di Bodie, "Non potevamo crederci, onestamente: qualcuno che conoscevamo appena e nemmeno un membro della famiglia era disposto a fare una cosa simile. Ci siamo sentiti immensamente sollevati perché sapevamo che era arrivato il momento di procedere con l'intervento, ma ovviamente non potevamo farlo senza un donatore di rene". L'intervento del piccolo è stato ritardato a causa della pandemia di coronavirus, ma il 9 luglio - proprio nel giorno del ventisettesimo compleanno di Pikkarainen - Bodie ha ricevuto il suo nuovo rene dopo una procedura di trapianto che è durata circa sei ore.

Inizialmente Pikkarainen aveva scelto di rimanere anonima come donatrice, ma poi ha deciso di mettersi in contatto con la famiglia inviando loro una lettera e un peluche per il piccolo Bodie. Da lì è nato un ottimo rapporto e ora la madre del bambino aggiorna costantemente Taylor sui miglioramenti post intervento. "Siamo davvero grati che si sia fatta avanti dopo aver fatto una cosa così bella per noi", ha detto a Good Morning America. Dal canto suo anche Taylor Pikkarainen è soddisfatta della sua decisione: "Ora se lo guardi vedi che sta molto meglio", dice, "Lo rifarei al 100%". Non c'è che dire: chapeau!