La storia di Alhambra, la collezione di gioielli che incantò principesse e star del cinema

Di Ilenia Carlesimo
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Photo credit: 3.	Nel 1974 Françoise Hardy posa adorna di creazioni Van Cleef & Arpels. © Catherine Rotulo
Photo credit: 3. Nel 1974 Françoise Hardy posa adorna di creazioni Van Cleef & Arpels. © Catherine Rotulo

From Harper's BAZAAR

“Per avere fortuna, bisogna credere nella fortuna”, amava ripetere Jacques Arpels. Appassionato collezionista, il nipote dei fondatori di Van Cleef & Arpels aveva anche l’abitudine di raccogliere quadrifogli nel giardino della sua proprietà di Germigny-l’Évêque e regalarli ai suoi collaboratori come buon auspicio. E non è un caso, visto che la fortuna e i suoi simboli hanno sempre ispirato la maison. Come il quadrifoglio, presente negli archivi Van Cleef & Arpels fin dagli anni Venti e più tardi protagonista di una delle sue collezioni più significative. Era il 1968, infatti, quando ispirandosi alla forma del quadrifoglio l'azienda ideava e realizzava il primo sautoir Alhambra: una sorta di armonioso ed elegante portafortuna con venti elementi in oro giallo froissé profilati di perle d’oro.

Photo credit: © Leonard de Raemy/Sygma/Corbis
Photo credit: © Leonard de Raemy/Sygma/Corbis

Il successo è immediato. Ma anche davvero duraturo: “Ha saputo catturare lo spirito del tempo e offrire nuovi modi d’indossare un gioiello nella quotidianità e in oltre cinquant’anni è diventato una referenza che ha profondamente influenzato la storia della gioielleria”, ha detto Nicolas Bos, presidente e ceo di Van Cleef & Arpels, ripercorrendone la fortunata storia. Merito del design particolare capace coniugare eleganza intramontabile e spirito del tempo, della vestibilità, della lavorazione ma anche di alcune note “influencer” ante litteram. Sono tante, infatti, le donne dello spettacolo che negli anni hanno scelto di indossare questo emblematico gioiello. Dalla cantante francese Françoise Hardy, che nel 1974 posa inghirlandata di creazioni Alhambra facendosi fotografare con il collo cinto da un sautoir e due collane, fino all'attrice austriaca Romy Schneider, che nel film di Michel Deville Le Mouton Enragé (1974) è immortalata con una lunga collana.

Photo credit: © Getty Images. Hulton Archives.
Photo credit: © Getty Images. Hulton Archives.

Senza dimenticare, infine, i diversi modelli indossati negli anni Settanta da Grace Kelly, appassionata cliente del marchio che tra l'altro, come dono di nozze, aveva ricevuto dal principe Ranieri III proprio una parure Van Cleef & Arpels con perle e diamanti.

Photo credit: Courtesy
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Un motivo iconico - quello della collezione Alhambra - che resistendo al tempo e all'alternarsi delle tendenze ha travalicato le epoche e non ha mai smesso di rinnovarsi, arricchendosi di un ampio assortimento di pietre preziose e di motivi differenti per forma, colore e taglia. Anelli, bracciali, orecchini e pendenti che, tra oro, diamanti, madreperla, calcedonio, agata, onice e altre gemme, a cinquantadue anni dalla creazione di quel primo sautoir, conservano ancora lo stesso appeal. E quella dimensione talismanica che, in fatto di gioielli, affascina fin dalla notte dei tempi.