La storia di Marcella Pedone, la prima fotografa freelance italiana

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Photo credit: Museo della Scienza e Tecnologia, Milano
Photo credit: Museo della Scienza e Tecnologia, Milano

Ha scalato montagne, ha vissuto con i contadini di zone remote del mondo, si è calata nelle miniere. Ha mangiato con i pescatori, ha girato per cantieri e fabbriche, trascorrendo ore con operai e manovali. Si è spostata con mezzi di fortuna, spesso improvvisando progetti e percorsi, sempre con le sue amate macchine fotografiche al collo, alla ricerca dello scatto perfetto. Marcella Pedone - che quest'anno ha compiuto la bellezza di 102 primavere - è stata la prima fotografa freelance in Italia, ma è stata anche una donna coraggiosa, anticonformista, curiosa. Fotografa infaticabile, decise di diventare fotografa mentre era in viaggio in Germania: fu a Norimberga che acquistò la sua prima Rolleiflex, con i suoi risparmi. Nata a Roma da una famiglia toscana, si trasferì a Milano, che divenne la sua città, anche se viaggerà per tutta la vita, fotografando con uno sguardo attento e grande curiosità etnografica. In Germania, dove aveva intrapreso la carriera di fotografa, realizza i suoi primi lavori: sono proiezioni dei suoi scatti accompagnate da canti popolari, che presentano al pubblico tedesco un’Italia in gran parte sconosciuta, un paese prevalentemente preindustriale, “raffinato e insieme arcaico”. Tornata in Italia, comincia a lavorare con la Ferrania, che le affida la promozione della sua pellicola a colori. La fotografa può sperimentare liberamente, ma quando l'azienda viene acquistata dall'americana 3M, decide di cominciare a lavorare in maniera autonoma.

Photo credit: Archivio Marcella Pedone
Photo credit: Archivio Marcella Pedone

Da una parte non fu per lei facile lavorare senza il supporto economico di una grande azienda, ma Marcella riuscì a ritagliarsi un proprio spazio nel settore dell’editoria divulgativa e scolastica. Nacque così il suo “negozio” di fotografie: una fornita banca di immagini articolata per soggetti, in cui fosse possibile scegliere scatti adatti ad una varietà di prodotti editoriali. Dalla fine della Seconda Guerra Mondiale fino ad anni più recenti, Marcella Pedone gira l'Italia da sola, con la sua roulotte, definita anche il suo “studio viaggiante”. Fotografa natura, società, feste, tradizioni che documentano un Paese, l'Italia, nel suo passaggio da società agricola a Paese industrializzato, ma non solo: al centro delle sue fotografie c'è l'essere umano, i suoi riti collettivi.

Photo credit: Marcella Pedone
Photo credit: Marcella Pedone

Operai, minatori, contadini, pescatori, ma anche bambine, mogli, madri con i loro figli, ritratte con semplicità, immerse nel loro ambiente, oppure ritratte durante un viaggio o nel giorno delle nozze. Marcella Pedone è stata la testimone silenziosa e discreta dell'Italia che cambiava, ma anche una donna coraggiosa che girava in roulotte, che viveva con le persone che ritraeva, come per entrare dentro le loro esistenze, mimetizzandosi con loro. Una donna che difronte ai rifiuti delle aziende che preferivano fotografi maschi non si scoraggiava, e che trasformava ogni rifiuto in una nuova idea, in una intuizione. Nel 2017, la fotografa ha donato al Museo della Scienza e della Tecnologia Leonardo Da Vinci di Milano la sua banca immagini, che conta la bellezza di 170mila scatti. Sono fotografie uniche per la loro bellezza e il loro valore etnografico: senza Marcella Pedone la contadina calabrese, la mondina piemontese, la cantante delle feste paesane non avrebbero mai avuto un volto.

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