La storia di Mariasilvia Spolato, prima donna a dichiararsi pubblicamente lesbica in Italia

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Photo credit: Barbara Alper - Getty Images
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Il Pride Month è un momento di festa, è un'occasione per celebrare le conquista fatte, ma è anche il momento di ripensare al passato, a chi ha combattuto per i diritti della comunità LGBTQ+ prima di noi, a chi ha rischiato e si è esposto perché le cose cambiassero e venisse riconosciuto il diritto ad amare chi si desidera. Ecco perché oggi (e sempre) dobbiamo ricordare Mariasilvia Spolato, la prima donna in Italia a essersi dichiarata pubblicamente lesbica e ad aver pagato caro questo suo gesto per tutta la vita. È una storia ancora poco conosciuta che ci racconta un'Italia di non così tanti anni fa dove chi amava una persona del proprio sesso poteva perdere il lavoro e finire su una strada.

Mariasilvia Spolato nasce a Padova il 25 giugno 1935, si laurea a pieni voti in scienze matematiche e inizia a insegnare. In seguito si trasferisce a Milano e fonda nel 1971 il Flo (Fronte di Liberazione Omosessuale). L'attivismo è parte integrante della sua vita e si nutre dell’idea che le donne lesbiche vivano una “doppia oppressione”, in quanto donne e in quanto omosessuali. C'è anche chi ipotizza, come racconta l'Enciclopedia delle donne, che dietro la sigla Flo in realtà ci fosse solo Mariasilvia e che la usasse nei volantini che distribuiva per la città nell’attesa di aggregare altre donne. Il Flo, comunque, confluisce nel Fronte Unitario Omosessuale Rivoluzionario Italiano (Fuori) e Spolato fonda insieme ad Angelo Pezzana l’omonima rivista. La svolta avviene con il trasferimento a Roma dove Mariasilvia continua la sua militanza, frequenta il collettivo femminista di via Pompeo Magno, scrive (è rimasto famoso il suo libro I movimenti omosessuali di liberazione. Documenti, testimonianze e foto della rivoluzione omosessuale), organizza collettivi e non si tira mai indietro nel far valere i propri diritti di donna lesbica in un'epoca in cui la società italiana era ancora fortemente conservatrice, bigotta e omofoba.

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La sua vita cambia per sempre l'8 marzo 1972. Mariasilvia partecipa a quella che è stata definita “la Stonewall italiana”: una manifestazione di protesta per il primo Congresso internazionale di Sessuologia del CIS (Centro Italiano di Sessuologia) che come tema aveva i “Comportamenti devianti della sessualità umana”. Gli attivisti LGBT+, con l'aiuto di militanti arrivati anche dall’Inghilterra, dal Belgio e dalla Francia, protestano senza sosta e riescono a far chiudere anticipatamente il congresso. In quell'occasione Spolato viene intervistata dal Corriere della Sera e dà il proprio nome e cognome. Lo stesso giorno viene immortalata a una manifestazione con in mano un cartello che recita “Liberazione omosessuale” e la foto finisce sulla copertina di Panorama.

In poco tempo Mariasilvia diventa famosa in tutta Italia, la scuola statale dove insegna la considera improvvisamente "indegna" e così viene licenziata. Per colpa dell’eccessiva esposizione mediatica perde tutto: la sua compagna, il suo lavoro e il sostegno della famiglia. Si ritrova completamente sola. Per un po' continua la sua militanza, scrive, si fa ospitare a casa di amici, cerca di andare avanti come può. Poi crolla. Inizia a vivere come senzatetto, si allontana da tutti, rifiuta di farsi aiutare e di lei si perdono le tracce. Negli anni 90 è a Bolzano dove viene ricoverata per una cancrena alla gamba e solo allora accetta di farsi ospitare nella casa di riposo “Villa Armonia”. Lì passa gli ultimi anni della sua vita, pian piano ritrovando un po' di serenità e un certo senso di comunità e senza mai rinunciare a leggere, a scrivere e a tenersi informata. Mariasilvia Spolato è morta il 31 ottobre 2018 e la notizia non sarebbe probabilmente nemmeno stata diffusa a livello pubblico. A ricordarla è stato il fotografo Lorenzo Zambello che ha avuto "il grande onore poterla fotografare" prima che morisse contribuendo così a mantenere viva la memoria di una persona che ha messo la lotta per i propri ideali e un mondo meno crudele al di sopra di tutto.

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