La storia di Nina Leen, fotografa di un mondo favoloso e pieno di poesia

Di Daniela Ambrosio
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Photo credit: Nina Leen, Life
Photo credit: Nina Leen, Life

From ELLE

Coraggiose, glamorous, osannate, sconosciute, avventurose. Sempre vigili e pronte a cogliere l’attimo più fuggevole, oppure estremamente riflessive, alla ricerca dell’inquadratura perfetta. Sono le donne fotografe, coloro che sono riuscite, attraverso l’obbiettivo, ad abbattere i pregiudizi di una pratica considerata “maschile”. Ma non solo: hanno lavorato in situazioni di pericolo, mettendo spesso a rischio la loro stessa vita. Si tratta di donne che hanno contribuito a cambiare i costumi, a far uscire le donne dalla loro posizione di "angeli del focolare", per conquistare, finalmente anche se faticosamente, il loro posto nel mondo.

Ha fotografato animali, donne, ha realizzato indimenticabili servizi di moda. Tra le prime fotografe della rivista americana Life, Nina Leen ha saputo raccontare il Novecento con un tocco poetico, originale, ironico. Nata in Russia forse nel 1909 - ha saputo tenere nascosta la sua reale nata di nascita, fino alla morte, sopraggiunta nel 1995 - Nina apparteneva probabilmente a una famiglia agiata, visto che fu mandata a studiare a Berlino, viaggiò in Svizzera e in Italia, prima di emigrare negli Stati Uniti. Ventenne, arrivò a New York con una formazione da fotografa: la rivista Life pubblicò le sue foto nel 1940. Erano scatti realizzati con una Rolleiflex, macchina che poi diventò un oggetto dal quale non si separava mai, e realizzati allo Zoo del Bronx. Da quel momento, fu notata dal grande pubblico e cominciò a lavorare assiduamente come fotografa per il magazine, realizzando servizi di moda, di costume e - ovviamente - di animali. Fotografa dallo spirito libero e indipendente, non accettò mai di firmare alcun contratto di esclusiva, pur realizzando oltre cinquanta copertine per riviste celebri e un numero incalcolabile di scatti per testate internazionali. Ancora oggi, nonostante la Leen ci abbia lasciato un'immenso eredità fotografia, resta un personaggio misterioso e poco conosciuto. A partire dalla sua età, fino alla sua vita personale, di cui conosciamo veramente poco: sappiamo che sposò un collega fotografo, Serge Balkin, noto per i suoi servizi di moda realizzati in deliziosi toni pastello. Resteranno insieme per tutta la vita, complici e amanti.

Photo credit: Serge Balkin
Photo credit: Serge Balkin

Curiosa, ironica, nei suoi scatti Nina Leen mette in scena un mondo favoloso fatto di buffi animali, donne ritratte nei momenti di vita quotidiana (dal parrucchiere, a far la spesa), adolescenti assorte sui banchi di scuola. E ancora, star del cinema, donne circensi ritratte dietro le quinte, prima di andare in scena, affollati caffè cittadini. In ogni immagine scattata da Nina, c'è il suo tocco "magico", soprattutto nei suoi servizi di moda, in cui le donne non si prendono mai troppo sul serio: sorridono alla vita nei loro abiti firmati, si divertono in compagnia di altre donne su assolate spiagge estive. Il suo modello preferito era il suo cagnolino Lucky, ritratto con cappelli, occhialoni e vestitini, così come i pipistrelli, che lei chiamava ironicamente "i miei gattini volanti". Negli anni Cinquanta si legò al gruppo degli "Irascibili", la generazione di artisti newyorkesi che, sulla scia delle nuove avanguardie del Dopoguerra, sconvolse l'arte figurativa, imponendosi sulla scena internazionale. A capo del movimento c'era Jackson Pollock, il padre dell'Action Painting, di cui la Leen era probabilmente amica.

Photo credit: Life
Photo credit: Life

I suoi scatti per Life che immortalano il gruppo di artisti sono veramente indimenticabili, così come le fotografie della bellissima Lauren Bacall, di Gregory Peck e Barbara Laage, fotografata in bici con un paio di "modernissimi" sandali plateau. Rivedere gli scatti di Nina Leen oggi è come entrare in un mondo favoloso e surreale, in cui graziosi animaletti ci osservano con i loro buffi vestitini, pin-up sfoggiano con ironia la loro bellezza e adolescenti imbronciate seguono annoiate una lezione a scuola. È un mondo in cui la fotografa ci conduce per mano e in cui ognuno può sentirsi a suo agio.