La storia di Valentina Polci, che con creatività ha ridato vita a borgo San Ginesio dopo il terremoto

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Photo credit: REDA&CO - Getty Images
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Era il 2016: la prima scossa è stata il 24 agosto, la seconda il 30 ottobre. San Ginesio, piccolo borgo medievale nel cuore delle Marche (Bandiera Arancione del Touring Club Italiano) ne è uscito distrutto, strutture inagibili, edifici storici da ristrutturare, attività da rimettere in piedi. Eppure questa non è una storia di sconfitta, ma di rinascita. Valentina Polci con la sua storia dimostra che anche i momenti più bui possono essere fonte di creatività e di spinta salvifica. Possono essere un'occasione per creare qualcosa di nuovo, non solo per noi, ma anche per gli altri. Dopo il terremoto Polci ha acquistato una casa nel centro storico di San Ginesio, l'ha ristrutturata e ha inaugurato Est Locanda, l’unica struttura ricettiva del centro storico del borgo di San Ginesio.

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"L’Est Locanda nasce dopo il terremoto del 2016 perché nel centro storico di San Ginesio tutte le strutture ricettive erano inagibili, chiuse", spiega Polci a Bandierearancioni.it, "Ho pensato a cosa potessi fare per contribuire a far resistere e a rilanciare la bellezza che abbiamo ereditato, dalla natura e dal nostro passato. Un luogo per l’ospitalità, con una finestra sulle mura castellane affacciata sui monti Sibillini, mi è sembrata una buona risposta al periodo terribile che avevamo passato". Valentina Polci è non si ferma mai: è una docente a contratto all’Università di Macerata, ha un dottorato di ricerca, è esperta di Dolores Prato e sta studiando per la seconda laurea in Storia. A questo si aggiungono l'attività giornalistica, i tre figli e ora la locanda che ha riscosso finora un grande successo. “L’ospitalità è un sentiero nuovo nella mia vita professionale", racconta, "e offre molti spunti. Faccio parte della generazione che il lavoro se lo deve continuamente inventare e in cui la formazione dura davvero tutta una vita".

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Per il momento l'esperimento sta funzionando nonostante le restrizioni per il Covid. Agli stranieri piace in modo particolare poter alloggiare in un edificio antico e dalle finestre guardare il panorama dei Sibillini e l'orizzonte segnato dalle colline. "La bellezza dei luoghi, il 'paesaggio' a tutto tondo offerto dai nostri paesi sono una chiave importante per lo sviluppo di un mondo che segue un nuovo umanesimo", spiega Polci, "Valori antichi, modernità nel pensiero, nuove tecnologie, una vita più calma ma non per questo meno densa". Est Locanda riparte da qui e dietro non c'è solo spirito imprenditoriale, voglia di dare valore al territorio, ma anche incontro, relazione, condivisione di spazi che acquistano così nuovi significati. "Le riflessioni scaturite in questi giorni di Coronavirus sono state molte, anche di rabbia", dichiara Polci, "Quando ho visto masse di persone in fuga dalla zona rossa ho subito pensato che noi terremotati, al contrario, da tre anni e mezzo difendiamo le nostre zone rosse con le unghie e con i denti. Il nostro attaccamento ai nostri luoghi è ciò che ha permesso la famosa 'resilienza' dell’entroterra". Ed è una resilienza che va riscoperta, ora più che mai come vero antidoto ai momenti di crisi.

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