La storia di Zahra Ahmadi, da Kabul a Venezia per raccontare l'Afghanistan

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Photo credit: Courtesy Photo
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La storia di Zahra Ahmadi è quella di tante donne afghane che sono state costrette a fuggire dal loro paese all'arrivo dei talebani. La storia di Zahra Ahmadi, proprio come quella delle altre donne, è una testimonianza vitale, che dobbiamo ascoltare e riascoltare per capire cosa succede nel mondo e cosa possiamo fare per aiutare. L'imprenditrice e attivista condividerà la sua esperienza durante il Festival della Politica, che si tiene dal 9 al 12 settembre a Mestre, in conversazione con Piero Fassino e Marco Damilano. Oggi Zahra è in Italia e può testimoniare davanti a tutti, ma la sua storia comincia molto lontano.

A Kabul Zahra è un'imprenditrice di 32 anni e mentre tutta la sua famiglia - i genitori, le sorelle e il fratello Hamed Ahmadi - hanno lasciato il paese nei primi Anni 2000 e si sono trasferiti a Venezia, Zahra ha trascorso diversi anni in Iran per poi tornare nella sua città natale, Kabul. Lì prende in gestione il ristornate Saharpaz e con i risparmi messi da parte progetta di aprire entro la fine del 2021 il suo secondo locale, il Mehman-e Sahar. Tuttavia, verso l'estate la situazione in Afghanistan inizia a farsi tesa, Zahra si oppone fermamente alla presa di Kabul da parte dei talebani e scende in piazza a manifestare, mettendoci la faccia. Forse si espone anche troppo, tant'è che all'effettivo arrivo dei talebani il fratello Hamed lanciato un appello di solidarietà per portare Zahra in Italia.

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Le parole di Hamed Ahmadi, noto fondatore dell’Orient Experience, rete di ristoranti che aiuta l’inserimento professionale dei rifugiati afghani in Italia, raggiungono presto alcuni esponenti politici come il deputato veneziano Nicola Pellicani, direttore del Festival della Politica. Pellicani lavora sul caso degli Ahmadi con il ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, e il Presidente della Commissione Esteri della Camera, Piero Fassino, e il 18 agosto Zahra arriva in Italia. Occorrono alcuni giorni nascosta in casa, diversi tentativi per raggiungere l'Abbey Gate, incontri ravvicinati con i talebani ma, Zahra Ahmadi riesce a raggiungere la zona sicura, salire su quel volo e arrivare in Italia. All'aeroporto l'attende Hamed, con il quale si ricongiunge, in lacrime.

Dopo le prime settimane di quarantena e smarrimento, Zahra ha deciso di prendere in mano la sua vita e diffondere la sua testimonianza per aiutare le donne afghane. Al Festival della Politica, l'Afghanistan sarà il filo conduttore degli incontri, che prevedono anche un talk sull'opera di Gino Strada, e l'appuntamento di sabato 11 con Zahra dedicato al presente e futuro del Paese. Come ha raccontato Zahra Ahmadi a Repubblica, la sua missione adesso è quella di "cercare di aiutare le persone che sono ancora in Afghanistan, in particolare le donne" poi continua: "Io e Hamed ci stiamo impegnando con la spin off di Cultura Italiae, Solidarietà Italiae, per elaborare dei progetti di accoglienza e testimoniare quanto sia importante creare dei corridoi umanitari o degli accordi con i Paesi limitrofi".

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