La storia incredibile di Anna Maria Traglia, l’italiana che amò Fidel Castro

Di Elisabetta Moro
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Photo credit: David Hume Kennerly - Getty Images
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From ELLE

Chiusi in una cassaforte in una banca nel centro di Roma, Anna Maria Traglia custodisce due ricordi preziosi: un anello di ferro e una vecchia maglietta. Sono la testimonianza tangibile del suo grande amore per Fidel Castro, tutto il resto è conservato nella sua memoria e ora in un libro, Fidel in Love scritto da Paola Sorge, che racconta questa incredibile storia. Lei cattolica, di famiglia conservatrice e anticomunista, nipote del cardinale vicario di Roma, lui il rivoluzionario marxista che tutti conosciamo. "Entrai nella Nunziatura apostolica all’Avana con un mazzo di fiori da portare al ritratto della Madonna. Sul divano c’erano alcune persone. Riconobbi quell’uomo in uniforme, seduto con aria annoiata: era Fidel Castro. Lui mi vide, scattò in piedi, si avvicinò e disse: sei la Primavera del Botticelli". Inizia così la storia d'amore tra Anna Maria Traglia e Fidel Castro che durerà più di quarant'anni.

Photo credit: Stefano Montesi - Corbis - Getty Images
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Oggi Traglia ha 72 anni ma ricorda tutto perfettamente: "Era il 20 maggio 1975. Io avevo 27 anni, ero sposata, due figli. Avevo accompagnato sull’isola la mia amica Margherita Alcalde, primo segretario dell’ambasciata cubana a Roma e zia di Fidel". Come racconta il Corriere della Sera, le due si conoscono a Roma in una palestra di judo dove portano i rispettivi figli, Traglia ha due lauree - in medicina e in lettere - ed è tra le fondatrici della sede romana di Amnesty Internacional, Alcade ha molti anni più di lei ma rimane affascinata dalla giovane italiana al punto di organizzare una visita a Cuba. "Lui mi colpì subito", racconta, "Fu galante e immediato. Volle togliermi dalle mani il mazzo di rose, le spine punsero entrambi. Mesi dopo mi disse: quello fu il nostro bodas de sangre, le nostre nozze di sangue".

Nonostante i vent'anni di differenza tra i due nasce subito un legame: "Castro veniva a trovarmi ogni sera verso le 11", racconta Traglia a Quotidiano.net, "parlavamo per ore, le mie mani nelle sue. Un uomo tenero, dolce, coltissimo. Amava la musica e scriveva poesie d’amore: era lontano dal dittatore descritto dai detrattori. Avevamo lo stesso modo di pensare, anche se su sponde diverse". Lei del resto ha una famiglia profondamente conservatrice, legata al Vaticano e anticomunista. "I miei imponevano regole molto rigide ma questo mi ha reso una ribelle", spiega raccontando di una sua fuga d'amore in Spagna a 19 anni, in autostop e senza una lira in tasca.

Photo credit: Keystone - Getty Images
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Col tempo la storia con Castro diventa sempre più totalizzante e difficile da nascondere. "Facevo su e giù da Cuba", racconta, "Giuliano aveva dei sospetti su quella amicizia particolare. Una sera a Roma impazzì di gelosia. Buttò all’aria il mio cassetto e strappò tutte le foto di me e Castro insieme scattate da Alexander Korda, un maestro dell’obiettivo. Mi chiusi a chiave in camera, la mattina dopo scappai all’Avana". Nei loro momenti di intimità lui le legge i discorsi in anteprima, lei gli fa domande sulla povertà delle donne di Cuba che al suo passare la fermano per ammirare le semplici scarpe che ha ai piedi. Parlano anche di religione e Traglia è certa di avere avuto un'influenza sulla spiritualità del leader cubano contribuendo "Ad aprire una chiesa all’Avana su mia preghiera. E forse al viaggio di tre papi sull’isola". Nel 1979 al figlio più grande di Anna Maria Traglia viene diagnosticato un tumore e lei lascia Cuba per portarlo in Svizzera a curarsi. "Lo operarono d’urgenza e io feci un voto: se guarisce non vedrò più Fidel". Ma la lontananza accresce solo il desiderio, Castro crea una linea telefonica criptata per parlare con la sua amante italiana: "Più ci sentivamo e più cresceva la voglia di stare insieme", racconta lei, "Così mi dissi 'Andrò all’inferno ma devo tornare da lui'".

Il loro amore continua a lungo e nel 2006 si incontrano per l'ultima volta. Lui è ricoverato in ospedale per un tumore al colon, le regala un anello di ferro con sopra scritto "Hasta la muerte", fino alla morte.