La Svizzera ha approvato la legge sui matrimoni omosessuali ed è una grande vittoria (che ci fa pensare)

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Photo credit: FABRICE COFFRINI - Getty Images
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In Svizzera non è stato così semplice cambiare la normativa per passare dalle unioni civili al matrimonio, c'è voluta pazienza e determinazione come spesso accade quando si tratta di diritti civili osteggiati dai conservatori. Lo scorso dicembre era stata approvata una nuova legge (e anche con una netta maggioranza), ma la norma non era potuta entrare in vigore perché alcuni partiti contrari avevano raccolto le 50mila firme necessarie per sottoporre il testo a un referendum. Il quesito, dunque, è stato rimesso alla volontà popolare: "Volete accettare la modifica del 18 dicembre 2020 del Codice civile svizzero (Matrimonio per tutti)?". Domenica il popolo svizzero si è espresso e, con una notevole maggioranza (64%), ha vinto il "Sì". La Svizzera ha approvato i matrimoni omosessuali allineandosi così a Francia, Germania, Austria, Spagna, Paesi Bassi e Regno Unito. È una good news per cui vale la pena festeggiare.

Fino a questo momento, nel Paese, le coppie omosessuali potevano accedere solo alle unioni civili con minori diritti rispetto ai matrimoni previsti solo per le coppie eterosessuali (proprio come in Italia). Con la nuova legge, invece, il matrimonio sarà finalmente equiparato con tutte conseguenze del caso, come anche la possibilità di adottare un figlio e quella, per le coppie lesbiche, di poter ricevere donazioni di sperma per la procreazione assistita. Questo era uno dei punti più osteggiati della legge, dato che le coppie eterosessuali possono ricorrere alla donazione di sperma solo in caso di infecondità o per evitare il rischio di una malattia grave e i conservatori sostenevano che aprire alle coppie lesbiche costituisse una disparità di trattamento. Il governo svizzero, al contrario, è convinto che, con la vittoria del "sì", si appianeranno le differenze anche su questo punto garantendo una maggiore parità di diritti a tutti i cittadini.

Photo credit: FABRICE COFFRINI - Getty Images
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Già dall’inizio del 2020, la Svizzera ha messo in atto un processo di graduale apertura verso il mondo LGBT+. Si è infatti tenuto un referendum che ha reso reato l’omofobia (forse servirebbe anche da noi?) segnando così un fondamentale passo avanti nella tutela della comunità. Nel Paese, infatti, l'omosessualità era stata depenalizzazione ancora nel 1942, ma la Polizia continuava a tenere dei “registri gay", come eventuale prova della condotta morale in caso di crimini. Ora, con il referendum sul matrimonio, la Svizzera aggiornerà anche la norma sulle unioni civili del 2007 e andrà ad allungare la lista di Paesi europei che prevedono il matrimonio omosessuale. Sono ormai quasi la maggioranza e l'Italia rimane uno degli ultimi, assieme a Polonia e Ungheria, a non aver ancora una legge in proposito. È un dato che dovrebbe far pensare: oggi - mentre in Svizzera si festeggia - ancora più che mai.

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