La taglia XL (dei tavoli) rispolvera il galateo e detta le regole del distanziamento sociale a cena

Di Alessia Musillo
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Photo credit: Courtesy Molteni
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From ELLE Decor

La taglia XL non viene sempre per nuocere, anzi: perché fra questo Natale e il prossimo Capodanno ci allarghiamo (e non nei bottoni dei jeans). La mise-en-place delle festività più calde dell'anno, nel mese più freddo, sarà un po' diversa da come ce l'aspettiamo e la disposizione dei commensali sarà simile alle colazioni della Regina Elisabetta e il Principe Filippo, seduti ai due estremi di una tavolata lunghissima. La tradizione inglese vuole infatti che i padroni di casa stiano a capotavola, mentre quella francese li affianca lungo il lato più lungo del tavolo. Oggi nelle nostre case, spesso, chi ha preparato la cena sta vicino ai fornelli - per agevolare l'andirivieni dalla cucina. Il punto è: affiancati sì, ma distanti. Perché, se il 2020 è l'anno del distanziamento sociale, allora è opportuno che si rispetti la regola anche a Natale. In due, massimo in quattro e meno di sei: questo è il momento in cui la socialità e l'affetto vengono messi a dura prova, così l'interior design (d'autore) prova a dare una risposta alla domanda: come mangiamo tutti insieme in sicurezza?

E se oggi non c'è un vero e proprio galateo moderno, il bon ton (anche quello in riferimento alle buone maniere da tenere a tavola) ha origini cinquecentesche ed è frutto della penna di Giovanni Della Casa. Quando il Monsignor toscano pubblicò il suo trattato Galateo ovvero de’ costumi (1558) fu una piccola rivoluzione per i benestanti dell'epoca: ci sono delle regole, dobbiamo rispettarle. "Trattato di messer Giovanni della Casa, nel quale sotto la persona d'un vecchio idiota / ammaestrante un suo giovanetto, si ragiona / de modi, che si debbono o tenere, o schifare / nella comune conversatione, cognominato Galatheo overo de costumi". Il suo prezioso contenuto si districa tra comportamenti di buona norma cinquecentesca e capitoli quali "Sui motti di spirito" o "La bellezza è armonia: anche il vestire deve essere armonico". Poi, ne spunta uno dal titolo: "A tavola: modi dei commensali e dei servitori".

Fra i numerosi comportamenti da tenere mentre si mangia (non grattarsi, non riempirsi troppo la bocca, non pulirsi i denti con il tovagliolo) ce n'è uno che, oggi, è un comandamento sacro: rispettare lo spazio dell'altro. Fra Natale e Capodanno, immaginiamo di essere come i commensali cinquecenteschi - ma senza servirci dallo stesso piatto - e seguiamo un bon ton che ancora oggi è d'ispirazione Oltremanica: distanti non vuole dire che non ci vogliamo bene, ma che possiamo sedere intorno a tavoli extralarge e mangiare da un capo all'altro senza alcun pericolo su tavoli (di design) lunghissimi.

Photo credit: Courtesy forma&cemento
Photo credit: Courtesy forma&cemento

Il tavolo Fusto di Marialaura Rossiello Irvine per forma&cemento richiama i tratti dell'architettura classica e li traspone in chiave contemporanea per arricchire di bellezza e sensualità gli ambienti che abita. Il punto focale del design risiede nelle gambe del tavolo, un chiaro richiamo alle colonne d'ispirazione greca. Così, volumi e proporzioni realizzano una geometria senza tempo e la casa diventa un'opera d'arte.

Photo credit: Courtesy B&B Italia
Photo credit: Courtesy B&B Italia

"Blitz più che solo un tavolo è stato un colpo di fulmine che è passato dalla mia mente alle mani e attraverso la matita sulla carta”, ha dichiarato il designer Mario Bellini, che ha realizzato questo pezzo d'autore per B&B Italia. Scultoreo, fatto di legno di bambù con inserti pregiati della lavorazione a massello, il tavolo è preziosissimo - realizzato in edizione limitata e numerata in soli 100 esemplari. Tutta l'attenzione va sulle gambe, così inaspettate da conservare una bellezza inattesa.

Photo credit: Courtesy Molteni
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Il tavolo D.859.1 di Gio Ponti per Molteni è un pezzo classico e imponente, statuario e armonico. La geometria rigorosa e allungata del piano apre un piacevole contrasto attraverso curve dolci e bombate, che trasformano il tavolo in un'architettura morbida. Le gambe somigliano alle punte di un compasso pronte a tracciare le linee più artistiche negli ambienti di casa. Ecco cosa vuol dire abitare con un pezzo firmato Gio Ponti.

Photo credit: Courtesy Desalto
Photo credit: Courtesy Desalto

Il tavolo Fourmore di Gordon Guillaumier per Desalto rappresenta una sfida progettuale per coniugare l'estetica e l'efficienza. In un geometrico equilibrio delle forme, con un gesto semplice e meccanico, esprime tutta la sua versatilità nel saper accogliere più persone una volta aperto. Così diventa spazioso e arricchisce l'ambiente di un volume inatteso e sorprendente. Quando il distanziamento sociale non è più un problema.

Photo credit: Courtesy MDF Italia
Photo credit: Courtesy MDF Italia

Il tavolo Tense Material Diamond di MDF Italia è “una bellezza intelligente, frutto di un pensiero e di un saper fare in grado di trasmettere un'emozione profonda attraverso una sapiente accentuazione delle peculiarità dei materiali usati”, affermano i suoi due designer Piergiorgio e Michele Cazzaniga. Fra le pareti di casa e negli ambienti, il tavolo assume una funzione estetica importante, ispirandosi all'antica tecnica della lacca cinese, e in un gioco di ombre il top dà spazio e accoglienza a chi è pronto a vivere il soggiorno o la sala da pranzo alla volta della convidisione (anche a distanza).

Photo credit: Courtesy De Padova
Photo credit: Courtesy De Padova

Il tavolo Campo d'Oro di Paolo Palluccio e Mireille Rivier per De Padova vanta una dimensione statuaria e sembra realizzarsi con rigore su una geometria studiata per interpretare le diverse esigenze dell'abitare. Da chiuso è quadrato, da aperto è trapezoidale e allungato: così da garantire il giusto distanziamento dei commensali intorno alla tavola. Con la sua capacità di adattarsi agli ambienti a seconda delle dimensioni necessarie, l'oggetto si trasforma in un elemento flessibile e variabile - comunque simbolo della condivisione.