La vera storia di The Digg, la nave sepolta protagonista del nuovo film Netflix

Di Carlotta Marelli
·2 minuto per la lettura
Photo credit: Larry Horricks/Netflix
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The Dig, La Nave Sepolta, è il film su Netflix dal 29 gennaio 2021 che ricalca la storia del ritrovamento di due cimiteri anglosassoni medievali, risalenti al VI-VII secolo, a Sutton Hoo, nel Suffolk. La vicenda è un adattamento dell'omonimo romanzo di John Preston dedicato a uno dei reperti storici più significativi mai trovati sulle isole britanniche: il ritrovamento della nave funeraria di re Raedwald, sovrano anglosassone dell'Anglia orientale del VII secolo.

Alla fine degli anni 30 Edith Pretty (Carey Mulligan), vedova con uno spiccato interesse per lo spiritualismo affascinata dalle leggende locali che raccontavano di un tesoro vichingo sepolto in quelle terre, contatta l’archeologo autodidatta Basil Brown (Ralph Fiennes) per effettuare degli scavi nei terreni di sua proprietà.

Photo credit: LARRY HORRICKS/NETFLIX © 2021
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I primi scavi, iniziati a giugno 1938, portano alla luce dei piccoli tumuli, già saccheggiati dai ladri di tombe, ma anche un disco di bronzo, indizio che i resti potessero essere precedenti all'era vichinga. La scoperta più straordinaria arriva però nell’estate dell’anno successivo, quando viene alla luce un incredibile scheletro navale da 27,4 m, abbastanza grande da ospitare fino a 20 vogatori su ogni lato. Il ritrovamento richiama l'attenzione del British Museum, che invia sul posto il noto archeologo Charles Phillips, insieme all’assistente Stuart Piggott (Ben Chaplin) e alla Peggy (Lily James): professionisti che non potevano accettare di lavorare con un uomo del posto senza nemmeno una laurea e relegheranno Brown alla bassa manovalanza.

Photo credit: LARRY HORRICKS/NETFLIX © 2021
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Il 21 luglio, due giorni dopo il suo arrivo, Peggy Piggott trova il primo pezzo d’oro che in pochi giorni si trasforma in un bottino di oltre 250 oggetti tra vasi, corni, gioielli, monete, scettri, e ornamenti. Un vero e proprio tesoro, che ha contribuito a far luce su un periodo – quei quattro secoli intercorsi tra la ritirata dei romani e l’arrivo dei vichinghi – su cui si sapeva davvero poco. E ha riabilitato la cultura artistica, artigianale e commerciale di un popolo fino ad allora considerato rozzo e arretrato.

Ma il messaggio di questo film Netflix, ambientato in un momento in cui sull’Europa si addensavano le nubi dell’imminente Guerra Mondiale, è anche un altro: “Penso che sia interessante e forse fortunato che il film esca quando siamo in un altro periodo di incertezza a causa di Covid” ha spiegato Fiennes a BBC. “Spero che le persone ne traggano un messaggio positivo, su ciò che possiamo ottenere attraverso uno sforzo e una determinazione comuni”.

Photo credit: LARRY HORRICKS/NETFLIX © 2021
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