La vera storia di Pablo Escobar, che non è proprio come l'hai vista in Narcos

Di Redazione
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Photo credit: Eric VANDEVILLE - Getty Images
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From Esquire

Il figlio di Pablo Escobar, non appena è uscita la seconda stagione di "Narcos", ha pubblicato uno status su Facebook in cui elenca i 28 errori più gravi della serie TV Netflix. Juan Pablo Escobar Henao, che più volte per smarcarsi dell'ingombrante eredità paterna si è fatto chiamare Sebastián Marroquín, è il personaggio più in vista della famiglia Escobar da quando suo padre è morto.

Juan Pablo si definisce pacifista, lontano da qualsiasi attività criminale e impegnato a fare in modo che su suo padre venga detta la verità, e che nessuno più intraprenda "carriere" criminali come quella di suo padre Pablo. In più occasioni ha girato i teatri raccontando la sua storia, con lo spettacolo «Pablo Escobar. Una storia da non ripetere» è andato in scena anche al Brancaccio di Roma. Davanti agli spettatori dice, con aria sicura, che sua madre non ha mai preso un'arma in mano (al contrario da ciò che si vede nella serie TV), ma anche che suo padre si è ucciso prima di essere catturato mentre fuggiva sui tetti, e che non è vero che a sparargli furono i militari.

La famiglia di Escobar, dalla sua morte in poi, ha avuto mille problemi che noi comuni mortali estranei alle logiche dei boss non possiamo immaginare: Juan Pablo racconta che fu avvicinato, insieme a sua madre, dai boss dei cartelli avversari. Erano persone che avevano l'interesse a uccidere ed eliminare in questo modo alla radice il potere ereditario lasciato da Escobar. Ma, alla fine, lui e sua madre rimasero vivi in cambio di tutti i loro soldi. La povertà è comunque meglio della morte, pensò il giovane figlio di Escobar quando incontrò quei boss a soli 17 anni.

Photo credit: Eric VANDEVILLE - Getty Images
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Ci sono tante cose che secondo il figlio del narcotrafficante non sono state ricostruite fedelmente alla realtà nei documentari e nelle serie TV, ed è per questo, dice, che ha deciso di scrivere più libri per raccontare la sua versione. Di recente anche le memorie di sua madre sono state messe nero su bianco con un libro ed è sempre lui, Juan Pablo, a fare da ideatore della pubblicazione. "Ripercorrendo quel periodo mi sono reso conto di molti aspetti di mio padre che non avevo mai capito", ha detto intervistato sul tema. Il rifiuto della sua figura paterna si fa sempre più forte man mano che legge documenti, scrive libri e scopre dettagli sulla sua infanzia. Il più terribile di cui ha memoria è la tranquillità con cui suo padre gli disse, mentre i due guardavano la tv, che era lui ad aver fatto mettere le bombe di cui parlavano al notiziario.

Pablo Escobar, suo padre, ancora oggi è considerato uno dei più ricchi e famosi trafficanti di droga di tutti i tempi. Della sua vita si sanno, con assoluta certezza, molte cose: nacque nel 1949 a Rionegro, un villaggio nei pressi della città di Medellín, la seconda città più grande di tutta la Colombia. Si sa con certezza che l'inizio dei traffici in cocaina fu negli anni Settanta, che il cartello di Medellin diventò in poco tempo potentissimo e spietato, e sappiamo anche che oggi quell'eredità criminale, purtroppo, è viva e vegeta. La Colombia non è più il primo paese a cui pensiamo per quanto riguarda il narcotraffico, oggi è il Messico il protagonista dei cartelli, ma quel tipo di potere criminale e omicida, anche stragista, non è scomparso.

Photo credit: Eric VANDEVILLE - Getty Images
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Ci sono anche altre certezze sulla vita di Pablo Escobar: il suo cartello ebbe un potere politico immenso, la sua ricchezza personale fu tale che rischiò di poter comprare il debito pubblico del suo paese, e riuscì ad auto-arrestarsi in un carcere che lui stesso fece costruire e dal quale poteva evadere quando gli pareva. In quello stesso carcere i giocatori della nazionale colombiana entravano per fare delle partite di calcetto. Ed è tutto vero.

Nel 1989 la celebre rivista americana Forbes stilò la classifica dei dieci uomini più ricchi al mondo e c'era anche Escobar. Proprio nel 1989 il boss fece esplodere una bomba su un aereo di linea, causando la morte di 107 persone. L'unica ragione per cui decise di ucciderle fu che su quel volo credeva che ci fosse anche il candidato del partito liberale colombiano, César Gaviria.

La storia di Escobar, in ogni caso, rimane piena di segreti e non detti. Solo qualche mese fa, per esempio, il nipote di Pablo Escobar ha trovato mazzette per un totale di 18 milioni di dollari murate dentro una parete della casa di Medellin. Come ha fatto? Una "visione" gli avrebbe detto dove cercare. Questa è la versione ufficiale dei fatti.