La versione italiana (sostenibile) di Zara è il brand rivelazione del momento e dell'Estate 2021

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Photo credit: COURTESY NUNA LIE
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Come rendere l’industria della moda più sostenibile? Il piccolo (grande) marchio italiano low cost Nuna Lie ha la risposta. In primis, svisceriamo il connubio low cost e sostenibilità: può esistere? Si può essere sia l’uno sia l’altro? Sì, se si controllano accuratamente ritmi e modalità di produzione. Lo dimostra questo giovane brand che dal 2003 ha il suo quartier generale a Monterotondo Scalo, in provincia di Roma. Oltre a essere un’azienda (quasi) tutta al femminile con il 97% di dipendenti donne, Nuna Lie ha anche 110 punti vendita in Italia. E resta fedele alla sua identità di fast fashion sostenibile.

Non solo Italia. Oltre ai negozi monomarca italiani, Nuna Lie sta puntando anche all’estero: ad oggi, il marchio low cost italiano ha già aperto quattro punti vendita in Svizzera e uno in Spagna. Ma in che modo Nuna Lie sposa la filosofia della moda etica e i principi di una produzione responsabile? Come riporta ilsole24ore.com, “il 70% della produzione avviene nei distretti italiani” e – ancor più interessante! – è stato sviluppato un algoritmo (insieme al Dipartimento di Informatica dell’Università di Verona) che consente all’azienda di monitorare i volumi di produzione tenendo conto di dati specifici, quali: acquisti di ogni negozio, taglie e colori preferiti, orientamento su capi casual o da cerimonia, etc. “Il nostro obiettivo - spiega alla fonte Berniero Scarpa, amministratore delegato di Nuna Lie e suo socio fondatore insieme a Samuele Di Nepi - è avere meno rimanenze possibili al termine di ogni stagione. Per questo non siamo nella rete wholesale e produciamo per le reali necessità dei nostri negozi. Il 70% dei nostri capi sono peraltro fatti in Italia, nei distretti di Prato, Napoli e Como, con aziende con cui condividiamo anche il processo creativo, che ogni settimana porta nei nostri negozi 30-40 capi nuovi”.

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L’impegno del marchio italiano low cost Nuna Lie a supporto di moda sostenibile e produzione responsabile passa anche per l’attuale collezione moda Primavera Estate 2021. Per ridimensionarsi in un contesto produttivo più etico, Nuna Lie ha infatti realizzato una capsule collection ideata sul concetto di upcyling. Si chiama Bohémien Collection e, come ci spiega la casa di moda stessa, “è una collezione che dà nuova linfa e vita a tessuti inutilizzati e a giacenze di magazzino”. Il mood possiamo ben immaginarlo: è pienamente bohémian e si ispira anche al gusto dei festival californiani (si pensi al Coachella!).

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La missione della capsule sostenibile di Nuna Lie? A spiegarla è Samuele Di Nepi: “Il nostro obiettivo – conclude direttore di produzione e socio fondatore del brand - è ascoltare i desideri e le ambizioni delle nostre clienti e soddisfarli attraverso gli abiti. Questa piccola collezione è nata per dimostrare che essere sostenibili è possibile, ottimizzare e avviare i processi in un’ottica etica senza perdere la propria identità si può fare, senza per forza aumentare i prezzi. Perché la sostenibilità non deve essere a carico del cliente, ma un percorso da fare insieme, soprattutto quando si parla di fast fashion”. Che orgoglio, che Nuna Lie sia un marchio italiano.

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