La vita dell'ereditiera Christina Onassis tra lusso ed eccessi

Di Anna Siccardi
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Photo credit: Slim Aarons - Getty Images
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From Harper's BAZAAR

“Pensavo che essere ricchi fosse una specie di nirvana. Non lo è”. Suona così una delle ultime dichiarazioni pubbliche di Christina Onassis, rilasciata pochi mesi prima di essere trovata morta in una vasca da bagno per overdose da barbiturici. Era il 19 novembre del 1988 e l’ereditiera si trovava a Tortuguitas, vicino a Buenos Aires, ospite dell’amica Marina Dodero che la stava aiutando a trovare una nuova residenza per ricominciare da capo, con la piccola Athina, dopo la burrascosa fine del matrimonio con Thierry Roussel. Da lì a pochi giorni (l’11 dicembre) la donna più ricca del mondo avrebbe compito 38 anni e festeggiato, come sempre, da Maxim’s.

Nata a New York nel 1950 da Aristotele Onassis e Tina Livanos (a sua volta erede di un impero armatoriale), Christina è la copia del padre: tanto è esile, bionda ed eterea la madre, tanto è tarchiata, scura e sgraziata la figlia. Già nei suoi tratti, e nella distanza sia genetica che emotiva dalla madre, si può presagire che la sua vita sarà quella che Joseph Bolker, il suo primo marito, definirà una “goddam Greek tragedy”.

Photo credit: Bettmann - Getty Images
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Cresciuta tra Parigi, Buenos Aires, Londra e i migliori collegi svizzeri, lontana dai genitori e persino dal fratello maggiore Alexander (troppo introverso per reggere il carattere drammatico della sorella), Christina ha come unico riferimento la balia Eleni, che la segue dal primo all’ultimo giorno della sua vita, e come principale aspirazione un matrimonio stabile, cosa che neanche la sua spettacolare ricchezza riuscirà ad assicurarle. Anzi, è forse la straordinaria fortuna del clan Onassis-Livanos ad aver compromesso il matrimonio dei suoi genitori, prima ancora di gettare la sua ingombrate ombra sui tentativi della figlia.

Aristotele e Tina divorziano nel 1959, quando Christina è ancora una bambina, e i tabloid attribuiscono la rottura alla relazione appena sbocciata tra Onassis e Maria Callas: Christina nutrirà verso “la cantante” un rancore eterno, eguagliato solo, un decennio più tardi, dal disprezzo verso “la vedova”, la filiforme e rapace Jackie Bouvier Kennedy che convolerà a nozze con suo padre nell’ottobre del 1968, sotto un diluvio memorabile sull’isola privata di Skorpios. Proprio durante il celebre matrimonio che Christina e il fratello Alexander sembrano riavvicinarsi, uniti dal fastidio verso la nuova step-mother. Quasi a consolare Christina, pare che Alexander le abbia detto: “Vedi, è una coppia perfettamente assortita: nostro padre adora i nomi, Jackie adora i soldi”.

Photo credit: Bettmann - Getty Images
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Nel frattempo, per completare la trama della perfetta tragedia, la madre Tina Livanos convola in terze nozze (dopo Onassis aveva sposato John Spencer Churchill, Marchese di Blandford, ma si era presto annoiata della vita aristo-country inglese) con nientemeno che Stavros Niarchos, l’altro armatore greco per eccellenza, acerrimo rivale di Onassis e, soprattutto, vedovo di Eugenie Livanos, sorella di Tina e zia di Christina, morta in circostanze così dubbie da convincere gli Onassis e buona parte dell’opinione pubblica che l’apparente suicidio di Eugenie – attribuito agli onnipresenti barbiturici - fosse stato in realtà un omicidio da parte del marito Niarchos.

Ma il peso di certe fortune e la necessità di vendette e alleanze sembra convincere Tina che sposare il sospetto assassino di sua sorella sia una buona idea, e Christina reagisce reclamando per sé il diritto di sposare chi le pare: il primo eletto è Joseph Bolker, un imprenditore americano che Christina incontra nel 1971 a bordo piscina dell’Hotel de Paris di Montecarlo. Quello che per Bolker è un flirt da viaggio d’affari con un’eccentrica ereditiera diventa una caccia all’uomo: Christina lo chiama venti o trenta volte al giorno (quello di telefonare incessantemente è un vizio che tutti i suoi amanti e mariti raccontano) e dopo appena una paio di settimane dirige il suo jet privato a Los Angeles per installarsi in casa di lui e minacciarlo di suicidarsi se non la sposa. Christina ha ventun’anni, Bolker 48, ma gli argomenti sono convincenti e i due si scambiano le fedi. Ma l’unione è avversata da Onassis, che minaccia di diseredare la figlia e di non rivolgerle più la parola fino a che non vedrà i documenti del divorzio, che puntualmente arriva dopo nove mesi. Forse pensando di compiacere papà, come secondo marito Christina sceglie un banchiere greco incontrato al Palace Hotel di St. Moritz, Alexandros Andreadis.

Photo credit: Bertrand LAFORET - Getty Images
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Nonostante sia impossibile per Christina trovare un uomo alla sua altezza economica, Andreadis viene dal suo stesso ambiente e da una famiglia molto benestante, e insieme vivono due anni di feste, scorribande tra il King’s Club e il Dracula di St. Moritz, dinner parties a Londra e shopping a Parigi; i loro sperperi sono mitologici, e lo spiccato amore per i tavoli da gioco del nuovo Mr. Onassis vi contribuisce non poco. Ma non è vero amore, e dopo due anni anche il greco viene archiviato e profumatamente liquidato, per lasciare il posto al russo Sergei Kauzov, un intermediario navale che Christina incontra per lavoro. Sì, perché dopo la tragica morte del fratello Alexander in un incidente aereo nel 1973, Christina diventa erede unica del padre che la introduce al mondo degli affari, dove pare che l’ereditiera dimostri un piglio e una capacità fuori dal normale.

Photo credit: Daniel SIMON - Getty Images
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È per una compravendita di petroliere, dunque, che Christina incontra il russo Kauzov, così descritto dall’amica Florence Grinda: “Praticamente pelato, con un occhio offeso che resta fisso mentre muove l’altro, e un dente d’oro. Non esattamente un uomo attraente”. Ma su Kauzov aleggiano voci di spionaggio per il KGB, cosa che lo rende oltremodo affascinante nel jet set internazionale a cui lo introduce Christina. Per lei lui divorzia, ma di lasciare Mosca non se ne parla e, nonostante le amiche la mettano in guardia sul fatto che l’Unione Sovietica non sia esattamente il luogo ideale per un’ereditiera dipendente dalla Coca–Cola (ne beve, ai tempi, una trentina al giorno), Christina ha deciso: sposa il russo ma, come confessa qualche anno più tardi, le perplessità iniziano già alla cerimonia, officiata in una sala congressi comunale da un grigio burocrate sulle note della Marcia Rossa, senza che alcun amico possa parteciparvi. Il domicilio della nuova coppia è un piccolo appartamento in cui risiede anche la madre di Kauzov, che la guarda con sospetto e con cui non è possibile alcun dialogo.

Christina tenta di ricreare la propria corte chiamando gli amici da Parigi, Londra e Atene a venirla a trovare: ma quando il governo sovietico le proibisce il transito del suo nuovo LearJet nell’aeroporto di Mosca la misura è colma e Christina torna a Parigi, nel suo appartamento da mille e una notte all’88 di Avenue Foch. Da qui intrattiene telefonate malinconiche con il marito moscovita per qualche mese, fino a comunicargli, a due anni dalle nozze, che il matrimonio è finito. Per dimostrargli stima e affetto, chiude i rapporti regalandogli un paio di petroliere per un valore di 5 milioni di dollari (dei tempi): Kauzov aveva timidamente suggerito che gli sarebbe piaciuto entrare nel business.

Photo credit: Tom Wargacki - Getty Images
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Dopo la morte del fratello nel ‘73, della madre nel ’74 (altro “suicidio” da barbiturici che rianima i soliti sospetti su Niarchos) e quella del padre nel ’75, gli anni settanta si chiudono dunque con il terzo divorzio e l’entrata in possesso di un patrimonio che, solo considerando la liquidità, si aggira intorno ai 500 milioni di dollari, con investimenti che le garantiscono una rendita di un milione di dollari a settimana. L’ex matrigna Jackie, due volte vedova, verrà liquidata da Christina con 26 milioni di dollari cash, una cifra superiore a quella disposta nel testamento del padre. Al biografo Peter Evans che le chiede il motivo di tanta “generosità”, Christina risponde che si era stufata di discutere con Jackie; rumors suggeriscono che la vedova fosse in possesso di informazioni sugli affari di Onassis che avrebbero gettato una luce poco lusinghiera sul ricordo del grande armatore, e Christina sembra confermare questa versione quando, sempre a Evans, dice che “se davvero non sono soldi del tutto puliti, sono perfetti per Jackie”.

Agli inizi degli anni Ottanta, single e in lotta perenne con il proprio peso che arriva a oscillare di trenta chili in pochi mesi, Christina inizia un’altalena tra antidepressivi, barbiturici per dormire e anfetamine per darsi tono (le sue amate mavro mavro, “nero nero” in greco: le pillole scure). La corte di amici è sempre lì, e molti di loro sono legati a Christina da sincero affetto: il suo senso dell’umorismo, la vitalità incontenibile dei momenti buoni e il suo caloroso bisogno d’affetto sono genuini. Ma non è sempre facile starle vicino, come racconta il suo ex fratellastro Jamie Spencer Churchill: “Doveva essere intrattenuta costantemente, giorno e notte: se era a dieta, nessuno in casa poteva mangiare, neanche i domestici. Non stava mai ferma. A Villa Chrystal (lo chalet di St. Moritz) c’era la sala cinema e obbligava gli ospiti a vedere un film; a metà lo spegneva e dovevamo andare tutti al King’s. Poi si stufava, tornavamo tutti a casa a vedere la seconda parte del film e poi tutti al Dracula fino alle sei del mattino. Nessuno poteva andare a letto prima di lei”. Se sentiva che qualche membro dei suo circolo iniziava a sottrarsi, spesso distribuiva generosi emolumenti, che arrivano anche a trentamila euro al mese per essere sempre disponibili a raggiungerla a Skorpios o a St. Moritz e intrattenerla.

Photo credit: Michel Dufour - Getty Images
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È in questo contesto che Christina incontra Thierry Roussel, erede di una discreta fortuna farmaceutica, portato a Skorpios da amici comuni, di tre anni più giovane di lei e decisamente più attraente dei suoi mariti precedenti. L’infatuazione di Christina è – come sempre – pressoché fulminea, e, se non completamente corrisposta, certamente assecondata dal giovane ambizioso che accetta e ricambia il corteggiamento della donna più ricca del mondo. Christina vuole farne il suo quarto marito dopo pochi mesi, nonostante le amiche le riportino voci di altre relazioni che Roussel intrattiene con altre donne, su tutte Gaby Landhage, una splendida nordica bionda da cui lui non sembra voler affatto prendere le distanze. Ma i miracoli accadono, e Roussel e Christina si sposano nel 1984. Il miracolo in questione, come si saprà poi, potrebbe avere a che fare con un bonifico da dieci milioni di dollari che Christina dispone per il futuro sposo. Nel 1985 nasce Athina, unica figlia ed erede dell’impero Onassis, e il matrimonio finirà appena un anno dopo, questa volta per una “questione d’onore”: Roussel ha avuto un figlio dalla Landhage pochi mesi dopo la nascita di Athina e lo scandalo finisce su tutti i giornali. Se Christina sente di dover reagire chiedendo il divorzio, non chiude mai con Thierry, che anzi continua a frequentare e a cui chiede ripetutamente di avere un altro figlio. Nell’88, quando è in visita in Argentina per iniziare una nuova vita, confessa all’amica Marina Dodero di avere un progetto nuovo con Thierry: non è scritto da nessuna parte che un uomo non possa amare due donne e anche lei, presto, avrà la sua parte di felicità.

Photo credit: Frederic GARCIA - Getty Images
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Ma le pillole arrivano prima della felicità e, come per sua madre e sua zia, l’autopsia parla di un edema polmonare causato da un overdose. Athina, che ai tempi aveva tre anni, ha da poco ricevuto l’ultima parte della sua eredità, scaglionata dai 18 ai 38 anni, che si aggira intorno al miliardo di dollari. Ha venduto parte dei gioielli di Christina e, nel 2013, vende l’isola di Skorpios, dove riposano Aristotele, Alexander e Christina Onassis, al miliardario russo Dmitry Ribolovlev per 117 milioni di euro. Una cifra così trascurabile, per Athina, da far pensare che forse nel vendere Skorpios c’è solo il tentativo di chiudere le porte a un destino oscuro che, come le onde dello Ionio, sembra tornare incessantemente.