La vita di Barbara Allen de Kwiatkowski, musa di Andy Warhol e meravigliosa socialite

Di Vittoria Meloni
·5 minuto per la lettura
Photo credit: Ron Galella - Getty Images
Photo credit: Ron Galella - Getty Images

From Harper's BAZAAR

Musa di Andy Warhol, amore impossibile di Mick Jagger, cigno dalla bellezza ineguagliabile per Truman Capote, Barbara Tanner nacque a Roswell, New Mexico nel 1951. A soli sei mesi insieme alla sua famiglia, composta da padre, madre e tre sorelle si trasferì nel Suffolk, in Inghilterra, prima di stabilirsi definitivamente a Parigi, dove visse fino al momento in cui non decise di far ritorno alla madrepatria per frequentare il Finch College nell’Upper East Side di Manhattan. Fu qui che iniziò la meravigliosa e scintillante vita di Barbara Tanner poi Allen e infine de Kwiatkowski, una vita di cose che "capitavano", come era solita dire, senza che lei le cercasse.

A 19 anni, ancora studentessa conobbe infatti Joseph Allen, con il quale convolò a nozze immediatamente. “Mi faceva sentire sicura. Non c’era motivo per cui uno potesse non amare Joe, tuttavia non avremmo mai dovuto sposarci”, dichiarò anni dopo la socialite all’Observer. All’epoca Allen aveva 27 anni, 8 più della moglie e poco dopo il matrimonio acquisto il 25% della rivista Interview di Andy Warhol, perché la consorte “avesse qualcosa da fare” - cosa che fece imbestialire Barbara che tuttavia si stava imbarcando in un'esperienza che le avrebbe cambiato per sempre la vita. Quel momento avrebbe segnato la fine della felice unione tra i due, dichiarò infatti anni dopo la giornalista Fran Lebowitz.

Photo credit: Slim Aarons - Getty Images
Photo credit: Slim Aarons - Getty Images

Tra Barbara e Andy la sintonia fu immediata e tra i due nacque un legame speciale che rimarrà saldo tutta la vita. “Barbara ha le chiavi dell’altro lato della storia di Warhol,” ha dichiarato in più occasioni il fotografo Peter Beard con la quale la musa ebbe una breve storia, “Barbara rappresenta la rottura tra la Factory degli anni Sessanta e quella degli anni Settanta”, ha aggiunto lo scrittore e amico Bob Colacello, una rottura tra la Factory del disagio sociale e quella dell’upper middle class, che almeno all’apparenza non sembrava autodistruttiva quanto la prima. Sebbene New York fosse pieno di belle ragazze e affascinanti muse, ricordano gli amici di Warhol, c’era un motivo specifico per cui l’aspetto dell’allora Allen aveva colpito così tanto l’artista da farne la sua inseparabile compagna ed ispirazione: “Andy scelse Barbara per l’idea di bellezza americana che era in grado di rappresentare. Non credo fosse qualcosa legato a Barbara come persona. Dubito che Andy se ne sarebbe accorto o anche in caso che gliene sarebbe importato,” ha affermato Lebowitz, come riportato dall’Observer.

Photo credit: Ron Galella - Getty Images
Photo credit: Ron Galella - Getty Images

Nel 1972 fu la prima donna ad apparire in jeans sulla copertina di Harper’s Bazaar: sullo sfondo una grande bandiera a stelle e strisce. Nel 1977 fu protagonista della cover di Interview, eletta come la donna dell’anno anche se dichiarò in seguito di aver odiato moltissimo quello scatto ("Sembravo uno scoiattolo!"). A pranzo si incontrava da Quo Vadis con Truman Capote, che la incluse nel novero dei cigni.

Photo credit: Ron Galella - Getty Images
Photo credit: Ron Galella - Getty Images

Per Interview curò poi diverse rubriche di moda, scoprendo designer come Helen Arpel (di cui rese i tacchi famosi) e realtà di nicchia come Bottega Veneta, ha ricordato Bob Colacello in un tributo alla donna, mentre faceva da modella "per tutti quelli che lo chiedevano". Stilisti come Valentino e Halston facevano a gara per vestirla e in particolare con il secondo la donna aveva un legame molto particolare. Vicini di casa sulla East 63rd Street, Barbara adorava partecipare alle spettacolari feste date dal designer: “Alle sue feste tutti ballavano. Andavi alle 9 e restavi fino alle 6 del mattino. Era una situazione abbastanza decadente ma era civile. Per dire, c’era anche Martha Graham”, ha ricordato in un’intervista all’Observer.

Photo credit: Rose Hartman - Getty Images
Photo credit: Rose Hartman - Getty Images

Il suo lato di elegantissima socialite divenne sempre più marcato dopo il fortunato matrimonio con Henryk de Kwiatkowski nel 1986, con il quale la donna rimase per tutta la vita, nonostante la lunga fila di ammiratori da Jack Nicholson a Warren Beatty fino a Mick Jagger (che una volta durante un safari provò ad introdursi in camera sua ma sbagliò finestra e bussò a quella di Colacello). Rimasero insieme anche dopo lo scandalo della pubblicazione dei Warhol Diaries nel 1989, nei quali la donna venne menzionata per 73 volte in episodi del tutto particolari, “Andy esagerò molto e non disse sempre la verità”, affermò la donna in seguito rispetto a quanto dichiarato nei diari.

Photo credit: Ron Galella - Getty Images
Photo credit: Ron Galella - Getty Images

Al fianco di Henryk de Kwiatkowski, Barbara divenne un’affascinante padrona di casa ospitando feste e soirée mentre si spostava dalla dimora di Greenwich a Lyford Cayd, da Calumet Farm a Beekman Place. In particolare quest’ultima, affacciata sull’East River fu la casa a cui la donna dedicò gran parte del suo tempo, collaborando con Sister Parish alle decorazioni e costruendo una collezione d’arte senza pari. Stampe e disegni (rarissimi) di Warhol, arredi di Giacometti, vasi di Dunand e antichi cimeli, insieme a gioielli spettacolari di Verdura e Harry Winston; tutti oggetti che tra quest’anno e il prossimo andranno all’asta per Christie’s in seguito alla morte di Babs, come la chiamavano gli amici, nell’estate del 2020.

“Era difficile essere una donna così popolare,” raccontò all’Observer nel 2007, “Tutti mi seguivano e la cosa non mi piaceva per niente. Con il senno di poi penso: Dio, che meraviglia. Ma in realtà all'epoca non riuscivo a gestire tutte quelle persone. Sembrava ci riuscissi, ma non era vero. Sai, alla fine non sono altro che una ragazza davvero normale”.