La vita di Rita Savagnone, la voce delle dive: dai grandi registi italiani alla famiglia Amendola

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Photo credit: Elisabetta A. Villa - Getty Images
Photo credit: Elisabetta A. Villa - Getty Images

Quando guardate un grande film con protagonista una diva, sappiate che nella maggior parte dei casi la voce è di Rita Savagnone. Da Claudia Cardinale a Shirley MacLaine, da Elizabeth Taylor a Liza Minnelli fino a Sophia Loren (nei film girati in America), tutte le più grandi dive del cinema sono state doppiate proprio da lei, che fin da ragazza si è distinta per la sua voce calda, musicale e per la sua capacità di cambiare tono e di dare sfumature alle attrici che doppiava.

Nata a Roma il 19 settembre 1939, Rita fa parte di una famiglia di artisti, perché suo padre era il compositore, direttore d'orchestra e maestro di canto Giuseppe Savagnone, di origini siciliane, mentre sua madre era Rossella Marraffa, di origini pugliesi. A introdurla nel mondo della radio è stata sua sorella maggiore Deddi Savagnone, attrice, doppiatrice e dialoghista. Grazie a Deddi, a soli 9 anni d'età, Rita si è affacciata al mondo della radio e dopo un po' di tempo è stata chiamata a fare anche la doppiatrice cinematografica.

Rita Savagnone doppiatrice di tante dive del cinema

Avendo cominciato questo mestiere negli anni 50, Rita Savagnone ha vissuto alcune "rivoluzioni" nel mondo del cinema e del doppiaggio. Ai suoi esordi, in Italia si giravano moltissimi film, era un'epoca d'oro per il cinema italiano. Centinaia di pellicole venivano girate da registi italiani, ma non esisteva ancora la presa diretta e dunque il doppiaggio era sempre indispensabile.

Per questo lei stessa si è ritrovata a doppiare attrici italiane come le già citate Claudia Cardinale e Sofia Loren, ma anche Stefania Sandrelli e Lucia Bosè. Sua anche la voce di Edwige Fenech, Vanessa Redgrave, Florinda Bolkan, attrici straniere che parlano anche italiano. Ma questi sono solo pochissimi nomi tra le tantissime star che ha doppiato.

E Savagnone non ha lavorato solo con direttori del doppiaggio, ma anche con grandi registi, proprio perché in quegli anni il doppiaggio era una parte fondamentale dei film e quindi i vari Sergio Leone, Damiano Damiani, Pier Paolo Pasolini, Federico Fellini, Mauro Bolognini e praticamente tutti i più grandi registi del cinema italiano hanno diretto Rita Savagnone in fase di doppiaggio.

Proprio su Pasolini Savagnone ha dei ricordi molto particolari che ha raccontato in una intervista di qualche anno fa rilasciata a Il mondo dei doppiatori. Ha detto infatti che Pasolini la provinò e poi la scelse per doppiare la grande Maria Callas in Medea e prima di procedere al doppiaggio guardarono tutti e tre il film insieme con il doppiaggio fatto dalla stessa cantante e attrice greca. Rita era seduta tra Pier Paolo Pasolini e Maria Callas e il regista voleva spiegare alla sua protagonista il motivo per cui riteneva necessario il doppiaggio. Callas, invece, era parecchio indispettita, perché si sentiva privata di quanto aveva di più prezioso, la voce, appunto. In fase di doppiaggio, poi, Pasolini non ebbe appunti da fare a Rita che tuttavia in cuor suo pensava che Callas non avesse bisogno di essere doppiata.

Qualche anno dopo Rita incontrò Pasolini e gli confessò di aver scritto una lettera per lui in un momento di sconforto, ma di non avergliela mai mandata. Lo scrittore e regista ci restò malissimo e le disse che avrebbe dovuto inviargliela e seguire l'istinto. Di lui ha ancora un bellissimo ricordo, così come di Fellini, che è stato suo amico per molti anni e la chiamava "Ritina" e "Ritona".

Negli anni 60, contro il suo stesso interesse, Rita Savagnone appoggiò la battaglia voce/volto portata avanti da Gian Maria Volonté, che riteneva che gli attori italiani non dovessero essere doppiati. Per lei, comunque, il lavoro di certo non mancava, visto che ha poi continuato a prestare la voce a tutte le più grandi stelle del cinema e ha anche ridoppiato una serie di film con protagonista Greta Garbo.

Tra gli aneddoti più divertenti della sua carriera c'è quello su un turno di doppiaggio diretta da Sergio Leone. Era per il film C'era una volta il West in cui lei doppiava Claudia Cardinale. In una scena, importante ai fini della sceneggiatura, l'attrice diceva una sola parola, "Station", da rendere ovviamente in italiano "Stazione". Ebbene, Rita si ritrovò a ripetere quella parola per tre ore e mezza, tra le 400 e le 500 volte, dando infinite sfumature perché il regista era indeciso, ma alla fine prese la terza prova!

Rita Savagnone attrice e direttrice del doppiaggio

Come capita ai migliori doppiatori, Savagnone è anche passata al ruolo di direttrice del doppiaggio e lo ha fatto per alcuni capolavori come Blues Brothers e la serie Saranno Famosi. Per l'iconico film fece una scelta coraggiosa, quella di dare a John Belushi non un vocione, come si faceva spesso per gli attori con qualche chilo in più, ma la voce giovanile e ironica di Massimo Giuliani, che si sposava benissimo con la voce di Piero Tiberi scelta per il personaggio interpretato da Dan Aykroyd. La stessa Rita prestò in quell'occasione la voce ad Aretha Franklin perché l'attrice che aveva scelto per quel ruolo aveva poi dovuto rinunciare per motivi personali.

Rita ha confessato di essersi ritrovata a fare la doppiatrice molto giovane e di aver continuato anche perché a 19 anni era già diventata mamma, ma in realtà la sua grande passione è sempre stato il teatro, a cui poi ha cominciato a dedicarsi con continuità intorno ai 30 anni d'età, quando i figli erano già grandicelli. Ha lavorato come attrice anche al cinema, in particolare diretta da Nanni Loy in Sistemo l'America e torno (1974), Chi dice donna dice donna di Tonino Cervi (1976), Nenè (1977) e La Bonne (1986) di Salvatore Samperi, I soliti ignoti vent'anni dopo di Amanzio Todini (1985), La scorta di Ricky Tognazzi (1993). È stata poi diretta da suo figlio Claudio Amendola nel film La mossa del pinguino del 2013.

In tv ha ricoperto diversi ruoli, cominciando alla fine degli ani 50 con I figli di Medea di Anton Giulio Majano, in cui interpretava Afrodite, poi negli anni 70 L'edera di Giuseppe Fina e Camilla di Sandro Bolchi, negli anni 80 L'assedio di Silvio Maestranzi, Processo per l'uccisione di Raffaele Sonzogno giornalista romano di Alberto Negrin, Adua di Dante Guardamagna, Inverno al mare di Silverio Blasi e Una tranquilla coppia di killer di Gianfranco Albano. Il ruolo per cui tutti la ricordano è però quello di Gabriella Lanfranchi, suocera di Giulio Cesaroni, nella serie tv Mediaset I Cesaroni, andata in onda dal 2006 al 2014.

Vita privata di Rita Savagnone mamma di Claudio Amendola

Come molti sanno Rita Savagnone è la mamma di Claudio Amendola, nato nel 1963, e secondogenito dopo Federico Amendola, primo figlio avuto, giovanissima, da Rita con il suo primo marito Ferruccio Amendola, con cui è rimasta solo fino all'inizio degli anni 70. Dopo il divorzio da Amendola, è stata poi sposata con il drammaturgo Manlio Santanelli, ma anche da lui ha divorziato dopo qualche anno.

Di suo figlio Claudio Amendola, Rita ha detto che sul set dei Cesaroni, tranne all'inizio, quando lui la sorvegliava con un occhio di riguardo, poi lo ha sempre considerato solo un compagno di lavoro come tutti gli altri, un simpatico collega e niente di più.

Oggi Rita è anche bisnonna grazie ad Alessia Amendola, che nel 2010 ha dato alla luce il piccolo Diego. Alessia fa lo stesso mestiere dei suoi nonni. Della nipote Rita apprezza la musicalità e il fatto di saper usare la voce come uno strumento musicale.