La voce italiana di De Niro (e molti altri) è Stefano De Sando

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Photo credit: Chelsea Guglielmino - Getty Images
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"Son 35 anni che De Niro mi presta la faccia". È con questa battuta che Stefano De Sando ama spiegare in poche parole com'è il suo mestiere, quello di doppiatore, che tanto ama. Accanto a questa attività ne ha molte altre, ma è inevitabile dire che il doppiaggio sia l'arte a cui, ormai da qualche anno, si dedica di più e con eccellenti risultati.

Proprio 35 anni fa, infatti, è stato scelto per doppiare Robert De Niro. In quegli anni il volto del grande attore italo-americano era ancora strettamente legato alla voce di Ferruccio Amendola, ma per il film Mission, in cui De Niro è un cattivo che diventa buono, serviva una voce nuova, diversa da quella che era solitamente associata alla sua faccia. Così De Sando ha cominciato a essere il doppiatore di De Niro, prima in concomitanza con Amendola, poi da solo e ancora oggi è la sua voce ufficiale.

Photo credit: Ernesto Ruscio - Getty Images
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Stefano De Sando da attore a doppiatore

Stefano De Sando nasce a Pizzo Calabro il 31 luglio 1954 e il suo nome all'anagrafe non è Stefano, ma Giuseppe. Scopre la passione per la recitazione fin da bambino, a 6-7 anni, quando le suore gli fanno interpretare prima San Giuseppe e poi l'anno dopo gli chiedono di fare l'asinello, ma lui non vuole, perché vuole recitare davvero. La mamma gli dà i soldi per un biglietto del cinema al mese, ma lui, anche se vede un solo film, ne sente almeno una ventina, perché resta lì ad ascoltare i film che non può vedere fuori dalla sala e si innamora della voce calda e duttile di Carletto Romano.

Comincia dunque molto presto a recitare, si forma a Roma e comincia a lavorare già a 18 anni per diverse compagnie teatrali, fino a quando non arriva in quella di Vittorio Gassman, con la quale lavora per molto tempo. Poi, intorno ai trent'anni, ecco la folgorazione per il doppiaggio. A differenza dunque di molti doppiatori che cominciano già da bambini a stare davanti al leggio, Stefano De Sando ci arriva già da adulto e con una lunga carriera da attore teatrale alle spalle.

Qualche anno fa, in una intervista realizzata da Il Mondo dei Doppiatori, a De Sando viene chiesto perché non fa anche il dialoghista o il direttore del doppiaggio e lui risponde che detesta fare qualunque altra cosa che non sia l'attore, perché ama visceralmente il suo mestiere e vuole restare felicemente appoggiato sul leggio. Odia anche prestare la voce per le pubblicità, infatti lo fa solo una volta perché viene richiesta ufficialmente la voce di Robert De Niro, ma per il resto rifiuta qualunque proposta in questo senso. Inoltre ritiene che il doppiaggio italiano sia stato capace di evolvere socialmente una classe che altrimenti non avrebbe potuto godere del cinema internazionale.

Stefano De Sando tra musica e poesia

L'arte a Stefano De Sando piace a 360 gradi, infatti non è solo attore, ma anche musicista e un grande amante della poesia, tanto che è il curatore delle Notti di Poesia a Capalbio, una interessante rassegna estiva dedicata a una forma espressiva ultimamente un po' troppo trascurata. Ha anche avuto collaborazioni musicali importanti come quelle con Gigliola Cinquetti, Tullio De Piscopo e Niki Nicolai e ha scritto un brano per la grande Ornella Vanoni.

Ha preso parte allo spettacolo Poesie in forma di chitarra in cui ha recitato insieme con il collega Enrico Di Troia (doppiatore anche di Gary Oldman), inserendosi in un contesto blues con la musica affidata ad Alberto Caneva per il contrabbasso, Leonardo Petrucci per la mandola, Michele Anselmi per la chitarra resofonica e Paolo Rainaldi per la chitarra solista. Tra i versi recitati quelli di Charles Bukowski, Langston Hughes, Fenton Johnson, Gregory Corso, Waring Cuney.

Per il doppiatore Stefano De Sando Robert De Niro e non solo...

Come attore possiamo vedere Stefano De Sando, oltre che in innumerevoli spettacoli teatrali, anche al cinema in film come Atsalut pader di Paolo Cavara del 1979, Il ragazzo del Pony Express di Franco Amurri del 1986, Gli Inaffidabili di Jerry Calà del 1997, Blek Giek di Enrico Caria del 2001, Cani Arrabbiati di Mario Bava del 2002, A mano disarmata di Claudio Bonivento del 2019 e D.N.A. - Decisamente non adatti di Lillo&Greg del 2020.

In tv De Sando ha lavorato in Io e il Duce di Alberto Negrin del 1985, Turno di notte di Dario Argento del 1987, Una donna per amico di Rossella Izzo nel 1998, Il maresciallo Rocca 3 nel 2001, Valeria medico legale 2 e Commesse nel 2002, Incantesimo nel 2003, Elisa di Rivombrosa e La Squadra nel 2004, Papa Luciani - Il sorriso di Dio nel 2006 e Pompei di Giulio Base nel 2007.

Molto più lungo è il curriculum che riguarda la parte del doppiaggio. Oltre a doppiare Robert De Niro, Stefano De Sando presta la sua voce anche a molti altri attori di cinema e di serie tv. Tra i personaggi "storici" c'è quello di Tony Soprano nella serie I Soprano e ha doppiato il compianto James Gandolfini anche in molti film. Tra gli altri attori più famosi da lui doppiati ricordiamo John Goodman, Ben Kingsley, Sam Shepard, Bryan Cranston, Ciarán Hinds, Richard Jenkins, Danny Hustoon, Nick Nolte, Tom Wilkinson, Chazz Palminteri, Martin Sheen, Anthony LaPaglia, Robert Duvall, Jeff Bridges e molti altri ancora.

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