L'agente e la modella. Ma Nuit è un film che non teme di raccontare il mondo con inquietudine

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Photo credit: courtesy
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«La vie est un reve brisé, la vita è un sogno spezzato» e impressiona se a dirlo è Lou Lampros, diciotto anni, carriera da modella subito tradita, e bene, per il cinema: è Marion nel film Ma Nuit (Orizzonti extra), piccolo, conciso, visione chiara come l’acqua.

Nell’intervista via zoom con Elle la protagonista incrocia la sua voce con quella della regista Antoinette Boulat, qui al suo debutto, ma famosissima come casting director per i più noti autori, da Olivier Assayas a Sofia Coppola, da Lars Von Trier a Wes Anderson, per cui ha scelto anche le facce dell’ultimo The french dispatch. «Wes è il più pignolo», dice lei «ma chi mi ha insegnato tutto è Olivier». E infatti Ma Nuit è semplice ma non scarno, stretto sulla geografia mutevole della bella faccia di Lou, passaggio attraverso il lutto come shock e scarnificazione, e poi il senso di vuoto e, infine, forse, l’alba.

«Tutto in una notte», dice Antoinette, «è un film su una Parigi che non vedete, Marion/Lou passa dalla fuga di casa alla festa troppo alcolica, all’incontro con un ragazzo (Tom Mercier) che le spiega che “non si può, non si deve, tornare a casa soli, mai”». Per Mia, potrebbe essere un pericolo, l’ennesimo, e invece è il suo angelo. «Volevo fare un film sulla paura, sui ragazzi di fronte alla violenza, alla minaccia, al cambiamento climatico estremo». Un terrore che si esprime in una città vuota e notturna, dove ogni passo, rumore, ogni accelerazione di motore diventano minaccia estrema.

Marion trema, Lou adatta il volto alle mille sfumature: «Era una grande responsabilità, protagonista per la prima volta», dice, «non ho provato il lutto, ma per altri motivi ho pensato anch’io che la vita fosse insensata. Essere giovani è complesso. Viviamo in un mondo squilibrato e Antoinette mi ha insegnato ad esprimere questa inquietudine”. Nel film c’è un riferimento scherzoso al lavoro principale di Antoinette: un ragazzo che lavora per un casting ferma Marion per strada, le offre un provino e lei dice no. «Non succede mai», dice la regista «nessuno rifiuta, ma volevo che Marion lo facesse, spesso gli attori più interessanti sono quelli che hanno declinato l’invito».

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