L'appello di Carlo Pignatelli al Presidente Giuseppe Conte in una lettera che parla del mondo wedding

Di Giovanni Battista Sparacio
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From ELLE

Qualche giorno fa noi della redazione di Elle Spose, come anche altri giornali del settore wedding, abbiamo ricevuto questa lettera, anzi questo appello, di Carlo Pignatelli destinata al Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte. Vi suggeriamo di leggerla. Lo stilista si fa portavoce di tutto il sistema dei matrimoni: stilisti, wedding planner, floral designer, atelier, catering, location, fotografi, esperti beauty, noleggi auto, negozi di bomboniere e ci scusiamo se abbiamo dimenticato di citare altri professionisti.

In sintesi lo stilista, che rappresenta l'azienda più storica in Italia, esprime con questa lettera al Presidente tutta la sua preoccupazione per la grave crisi che sta attraversando il settore dallo scorso marzo ad oggi. Chiede quindi alle istituzioni di volgere lo sguardo verso tutti coloro che lavorano e vivono di questo mestiere. Esorta dunque l'aiuto dello Stato in termini economici per evitare il collasso del sistema.

Non sappiamo se in realtà questa lettera sia giunta nelle mani del Presidente. Noi ci speriamo, anche perchè crediamo nelle istituzioni e nel lavoro serio e rispettoso del governo. In questi mesi di emergenza sanitaria il Presidente Conte è stato certamente in prima linea e non immaginiamo neppure le difficoltà in cui si è ritrovato e si ritrova ancora oggi nel gestire questa grave situazione.

Confidiamo ancora nel governo italiano e nel suo intervento a favore del settore. Noi della redazione diamo tutto il nostro sostegno morale a chi sta vivendo più di tutti un momento difficile e a tutti coloro che fanno parte di questo mondo che siamo certi resisterà e presto ritornerà a farci sognare.

Leggi la lettera di Carlo Pignatelli al Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte

Egregio Presidente Conte, Le rivolgo questo appello accorato comprendendo la sua grande responsabilità e la necessità primaria e inderogabile di tutela della salute di ogni cittadino, in questo momento tragico per il nostro Paese e per il Mondo intero. Da stilista-imprenditore e, in primis, da rappresentante di lungo corso di un settore importante del Made in Italy, come quello delle cerimonie, non posso però tirami indietro e chiudere gli occhi davanti a una situazione di grave disagio a tutti i livelli del nostro comparto e di tutta la filiera coinvolta, di cui mi faccio portavoce in questa lettera aperta.

Le cerimonie hanno infatti un ruolo strategico in Italia: sono momento fondamentale della vita di coppia e il più delle volte vero e proprio punto di partenza per la nascita delle nostre famiglie, contribuendo a rafforzare l'identità culturale dell'intera nazione. Il matrimonio, ancora oggi, è un traguardo sognato e ricercato da molti giovani. E i numeri parlano chiaro, con circa 220 mila funzioni all'anno, a cui si aggiungono le circa 9.000 celebrate da cittadini esteri che scelgono l'Italia come meta per il loro giorno più importante. Un beneficio ancora più esteso se si considera che in molti casi i festeggiamenti non si limitano al momento del sì, ma il periodo comprende un prima e un dopo, a tutto vantaggio di strutture ricettive, ristorazione e altri servizi accessori.

Tutto questo genera un indotto economico del settore wedding, compresi abiti, accessori, fiori per gli addobbi, fotografi, catering e non solo, di circa 10 miliardi di euro, con una spesa media per matrimonio tra i 20 mila e i 40 mila euro. (dati Istat e Assoeventi). Alla luce dell'ultimo Decreto a Sua firma ci attendiamo che tale indotto economico possa subire una perdita molto grave, fino al probabile collasso dell'intero comparto, tra l'altro già provato fortemente dai mesi complicati appena trascorsi a causa di una crisi senza precedenti. Si tratterebbe di mettere a serio rischio una filiera che rappresenta un unicum a livello europeo, con la perdita di occupazione e conseguente disagio sociale per migliaia di artigiani e lavoratori, molti di questi del Mezzogiorno, dove di fatto avvengono le fasi più importanti della confezione degli abiti.

Per tali motivi, con questa mia lettera Le chiedo, prima che sia troppo tardi, di prevedere degli aiuti economici anche al nostro compartimento, a fronte di oltre 65.000 matrimoni annullati nel solo 2020 e non ancora riprogrammati. Chiedo anche la possibilità di un confronto sui futuri provvedimenti inerenti il mondo delle cerimonie, mondo che conosco da oltre 50 anni. Sarei molto onorato di poter mettere a disposizione degli enti governativi la mia esperienza per poter dare suggerimenti utili per la stesura di protocolli volti alla corretta e sicura celebrazione e festeggiamento dei matrimoni. Il calore umano delle persone, pur nel rispetto delle precise regole da tempo messe in atto e del distanziamento sociale, non può essere negato ai futuri sposi perché parte fondante di un momento così importante e carico di significato.

E soprattutto la vicinanza dei cari darà loro la possibilità di vivere un sogno, un segnale di speranza ancora più necessario in un momento così buio. Tutto questo, chiaramente, non solo con tutte le dovute precauzioni del caso a cui i professionisti del settore sono preparati e adeguatamente formati, ma anche con le giuste multe per i trasgressori. Spero che Lei possa accogliere questo appello, che mi sento di poter fare a nome di tutto il comparto. In attesa, fiducioso, La ringrazio e La saluto con viva cordialità.

Carlo Pignatelli