L'arte di sclerare bene durante una pandemia (perché a farlo male sono capaci tutti)

Di Gaia Giordani
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Photo credit: COURTESY NETFLIX
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From Cosmopolitan

Sembra andare tutto bene, ma a un certo punto scoppi. Il Wall Street Journal l’ha definito pandemic meltdown, ovvero lo sclero da pandemia. Scatti d'ira legati allo stress che ci comprime in uno spazio ridotto e riduce le possibilità di sfogare la frustrazione. Perché succede? “Le crisi di rabbia sono una risposta emotiva di fronte all’impossibilità di reagire a qualcosa che sfugge al nostro controllo,” ci spiega la Dottoressa Lucia Dosselli di GuidaPsicologi.it, psicoterapeuta specializzata in EMDR.

Perché teniamo a contenerci, reprimerci, fino a esplodere?

"In questo periodo il nostro cervello sta compiendo un lavoro importante per affrontare la pandemia: pensiamo a tutti i nuovi gesti che accompagnano le nostre giornate e sono diventate nuove abitudini come igienizzarsi le mani, indossare la mascherina, studiare a distanza, evitare il contatto fisico e tutte le altre limitazioni a cui tutti siamo stati sottoposti. Tutti questi gesti sono attivati sulla base di un’allerta a cui siamo esposti e nel nostro cervello risuonano come se avessimo un campanello di allarme sempre acceso che ci ricorda di proteggerci. Rimanere in allerta per un periodo di tempo prolungato, come sta capitando in questi mesi di continua emergenza sanitaria comporta livelli di stress sempre più alti a cui il nostro cervello è chiamato costantemente a rispondere."

Però lo stress è inevitabile...

"Lo stress, se limitato nel tempo, è una risposta fisiologica naturale che ci aiuta ad affrontare un pericolo e una minaccia: tutto il nostro corpo si mobilita per rispondere con la strategia migliore che garantisca un buon risultato in termini di sopravvivenza e benessere. Tuttavia uno stress prolungato nel tempo, come a causa della pandemia, lascia il nostro sistema in sovraccarico, portando a uno squilibrio fisiologico che ci può far sentire senza risorse per affrontare la situazione.

Cosa succede quando ci sentiamo impotenti davanti a una situazione che non possiamo cambiare?

"È una delle sensazioni peggiori per un essere umano: meglio lottare o scappare di fronte a una minaccia, infatti vengono definite difese “attive” perché il nostro corpo di mobilita per rispondere al pericolo e indipendentemente dal risultato, ci si sente bene perché si è fatto qualcosa per sfuggire a quel pericolo. Quando invece non possiamo scappare o lottare ci sentiamo impotenti questo crea una sorta di blocco nel nostro corpo, che corrisponde anche a una produzione di reazioni fisiologiche che ad un certo punto possono portarci a una “crisi” che ha lo scopo di liberarci da questa terribile sensazione: pianto, urla, rabbia, scatti di ira, sono delle tipiche manifestazioni per uscire dal senso di impotenza e sono una possibile risposta al senso di impotenza che possiamo avere di fronte a qualcosa che non possiamo controllare."

Quali sono i campanelli d'allarme, interiori ed esteriori, da tenere d'occhio per renderci conto che stiamo per esplodere?

"Partiamo dall’idea che siamo tutti esposti a diverse reazioni emotive a causa di questa pandemia, perché stiamo vivendo qualcosa di straordinario a cui nessuno era preparato. In generale è importante tenere presente che la situazione di isolamento prolungata, dover modificare continuamente i propri piani, non poter programmare a lungo termine sono tutti aspetti che possono portare ad un accumulo “silente” di tensione: sono piccoli sassolini che incameriamo e se presi singolarmente, saremmo in grado di gestirli senza grossa fatica, insieme diventano una potente miscela pronta ad esplodere quando anche l’ennesimo sassolino verrà deposto."

La proverbiale goccia che fa traboccare il vaso. Il meccanismo è chiaro, ma cosa possiamo fare quando sentiamo che stiamo per esplodere?

È importante trovare una via di scarico che consenta a quella tensione di essere portata fuori in maniera adattiva, cioè senza mettere in atto comportamenti che possono essere dannosi per noi o per chi ci circonda.

Consigli per tenere a bada lo stress a lungo termine e fare in modo che questi episodi esplosivi non riaccadano?

"Il periodo che stiamo affrontando è una maratona, ma è il Covid-19 non è l’unico e nella vita di situazioni in cui bisogna tenere duro per molto tempo in condizioni di stress o incertezza ce ne sono in continuazione: preparare un esame, aspettare un responso, dover gestire carichi di lavoro pesanti o condizioni stressanti al lavoro. In queste situazioni cerca di conservare le energie e trovare momenti per ricaricarti durante la giornata."

I tips anti-sclero quando senti che stai per fare boom

  • Fai un check. Presta attenzione al tuo stato d’animo interno e poniti delle domande di “monitoraggio”: Come mi sento in questo momento? È stata una giornata più faticosa delle altre? Ho avuto oggi dei momenti di ricarica facendo qualcosa di piacevole?

  • Stop, in the name of love! Se riesci a percepire che stai per esplodere è proprio questo il momento in cui fermarti e rilasciare la tensione accumulata: piangere, uscire a fare una corsa, telefonare, ascoltare una canzone o ballare. Non c’è una modalità valida per tutti: sintonizzati sul tuo bisogno di quel momento.

  • Fai un bel respiro, anzi cinque. Focalizzati sul tuo respiro: 5-6 respiri profondi sono un’ottima base di partenza per mandare un segnale al nostro corpo per poter stare dentro all’emozione. Sembra banale, ma il respiro è un ottimo regolatore del nostro sistema vagale, aiuta a calmarci e non ha effetti collaterali!

  • Sei esplosa? Accettalo. Può succedere a tutti di perdere il controllo: mantieni un atteggiamento accogliente e non giudicante delle tue emozioni, per non aggiungere altra fatica.

I trick per ridurre la possibilità che accada di nuovo

  • Pensa positivo. Evita di esporti a un eccessivo quantitativo di informazioni negative, per esempio quelle sulla pandemia, e cerca di attenerti solo a fonti ufficiali: in un momento di profonda incertezza accumulare ulteriore incertezza a causa di fake news, non aiuta, anzi, manda il cervello ancora più in allerta.

  • Concentrati su ciò fa stare bene e di cosa puoi fare nonostante le limitazioni. Anziché focalizzarti su quello che non puoi fare, prova a investire le tue energie in piccoli progetti a breve termine: fare un corso on line su un argomento che ti interessa, dedicarti alla scrittura o a migliorare una tua competenza. Meglio piccoli obiettivi realizzabili che grandi obiettivi non realizzabili che rischiano di farti sentire ancora più frustrata.

  • Tieniti in allenamento: anche piccole sessioni di ginnastica o camminata aiutano a rilasciare le tensioni e sono un ottimo modo per produrre gli ormoni del buon umore. Se passi tutto il giorno al computer sappi che gironzolando per la casa fai circa 3.000 passi al giorno senza accorgertene: ti basta uscire di casa e camminare per mezz'oretta per raggiungere il traguardo di 10mila passi (circa 7 km) consigliati dall'OMS. A passo svelto fai cardio e bruci più calorie!

  • Coltiva la tua socialità: distanziamento fisico non significa distanziamento sociale. Trova dei passatempo di qualità con i tuoi amici: gli aperizoom del primo lockdown sono venuti a noia? Non sei l’unica. Organizza una partita a Fortnite in multiplayer, guarda in modalità video party una serie tv, fai second screening commenta in chat lo stesso film, inaugura un book club… basta lasciare spazio alla fantasia e provare.

[Nell'immagine che apre questo articolo Vanya Hargreeves di The Umbrella Academy ha il potere sovrannaturale di trasformare il suono in una forza distruttiva. Meglio non farla arrabbiare.]