L'associazione in ricordo della madre morta di tumore in 7 giorni

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Fight the cancer, l'associazione fondata da Irene e dai suoi familiari
Fight the cancer, l'associazione fondata da Irene e dai suoi familiari

Sono situazioni difficili quando un proprio familiare e soprattutto una madre o un padre, vengono a mancare a causa di una malattia. L’unione familiare e l’equilibrio che si sono raggiunti, a volte anche faticosamente, vanno in pezzi, lasciando dietro di se una scia di dolore e di amarezza, nella quale, alle volte, ci si chiede se si sarebbe potuto fare di più, per aiutare la persona amata. Ma, ci sono storie anche di rinascita interiore, che ci spingono a fare qualcosa non solo per noi stessi, ma anche per aiutare gli altri, e che nonostante il dolore per quella perdita, ci mostrano che una nuova via è possibile, come accaduto a Irene.

“Fight the cancer”: l’associazione che raccolgie fondi per la LILT

Irene Mungai, è una ragazza di Pistoia, di 24 anni, che 6 anni fa ha vissuto un terribile lutto: la perdita della madre Anna.

Anna all’epoca aveva 47 anni, e da un giorno all’altro, senza alcuna avvisaglia, le è stato diagnosticato un carcinoma allo stomaco, che si è portata via nell’arco di soli 7 giorni. Come raccontato da Irene a Fanpage, i medici sin da subito non le avevano dato speranze, anzi non c’è stato nemmeno la possibilità di affrontare la chemioterapia o qualsiasi altro tipo di intervento terapautico: -” È stata una cosa fulminante. Per tre anni non ha avuto neanche un sintomo e quando abbiamo scoperto che aveva un carcinoma maligno allo stomaco era troppo tardi. I medici ci avevano avvertito che non c’era nulla da fare. Nel giro di una settimana non era più con noi, non ha potuto neanche cominciare la chemio o prendere in considerazione qualsiasi tipo di alternativa. È stato devastante. Mi ricordo che i suoi primi compleanni li passavo in camera, mi ostinavo a comprare torta e candeline che poi soffiavo da sola perché ovviamente non potevo costringere la mia famiglia ad affrontare quel giorno nel mio modo. Poi ci siamo ritrovati io, mio fratello e mio padre e ci siamo detti che avremmo dovuto fare qualcosa”.

Nella famiglia di Irene sono tutti lottatori. Il fratello è nella squadra olimpica di judo 2021, e anche mamma Anna era insegnante e cintura nera di judo. Così circa 3 anni fa, lei, il padre e il fratello, hanno deciso di istituire l’associazione no profit “Fight the cancer- buon compelanno occhi verdi”, uno stage che comprende diverse discipline tra judo, basilian ju-jitsu e discipline affini, e che ha visto, lo scorso anno, la partecipazione di 100 atleti. I ricavati dell’iniziativa saranno devoluti alla LILT, anche se quest’anno a causa del Coronavirus, l’incontro si svolgerà esclusivamente online, come dichiarato da Irene: -“Quest’anno Fight the Cancer si terrà in una modalità completamente diversa, online, per poter garantire il distanziamento sociale previsto dalle regole anti-Covid. L’intero ricavato sarà devoluto alla LILT, Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori. Il nostro messaggio è che tramite lo sport si può affrontare di tutto. Quest’anno vogliamo concentrarci su come lo sport ci alleni alla vita e ci insegni ad affrontaregliostacoli. In futuro vorrei aprire anche un’associazione per sensibilizzare tutti quelli che affrontano un lutto o malattia che mediante lo sport si può andare avanti in qualsiasi modo, a prescindere da ciò che si vive”.