L'attivista per i diritti delle donne Loujain al-Hathloul è libera, dopo la prigionia in Arabia Saudita

Di Redazione Digital
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Photo credit: Getty Images
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From ELLE

Sono passati più di mille giorni da quando Loujain al-Hathloul è stata arrestata e imprigionata in Arabia Saudita. Giorni in cui la famiglia l'ha prima persa di vista senza più notizie per poi trovarla in carcere segnata dalle violenze e incapace di reggersi in piedi. Giorni in cui le sue sorelle Alia e Lina al-Hathloul non hanno mai smesso di lottare per il rilascio e la comunità internazionale si è impegnata per tenere viva la sua storia. Al-Hathloul a 31 anni è un'attivista per i diritti delle donne: ha lottato per l'abolizione del sistema di tutela maschile, contro le continue restrizioni alla libertà femminile, contro il divieto di guidare che è stato abolito proprio poco dopo il suo arresto. Ora Loujain al-Hathloul è tornata a casa, il giudice le ha concesso la sospensione della pena e l'ha rilasciata. Sui social sono già circolate le sue foto: più magra, segnata, invecchiata, ma con la stessa luce negli occhi.

"Loujain è a casa" ha scritto su Twitter sua sorella Lina pubblicando alcune foto dell'attivista commossa e felice. Era stata proprio lei a diffondere la notizia di un possibile rilascio anticipato da parte del giudice arrivata a sorpresa qualche giorno fa. Proprio lo scorso dicembre, infatti, Loujain era stata condannata a cinque anni e otto mesi di carcere accusata di promuovere un'agenda straniera e di utilizzare Internet per danneggiare l'ordine pubblico. La pena poi era stata ridotta a due anni e dieci mesi e il giudice aveva retrodatato l’inizio della condanna al maggio 2018, il momento dell'arresto. Ora al-Hathloul è stata rilasciata anticipatamente con una sospensione della pena ma, come fanno notare le sorelle, non si può parlare di "libertà". "Gli anni di prigionia di Loujain sono finiti, ma non è libera", ha detto infatti Adam Coogle, vicedirettore per il Medio Oriente di Human Rights Watch. "Non può lasciare l'Arabia Saudita né parlare in pubblico e una condanna sospesa incombe su di lei. Il calvario di Loujain rimane un flagrante errore giudiziario".

Al-Hathloul è figlia di un ufficiale di marina, nata a Jeddah nel 1989. Ha vissuto per diverso tempo a Tolone, in Francia e si è laureata presso la British Columbia University di Vancouver. Nel suo Paese è molto conosciuta: nel 2012 ha realizzato dei video dove denunciava le restrizioni imposte alle donne, nel 2013 ha pubblicato un'altra clip dove guidava un'auto dall'aeroporto di Riyadh fino a casa violando il divieto. Poi si è dedicata assieme ad altre attiviste a una campagna per porre fine al sistema di tutela maschile e nel 2014 è arrivata la prima condanna dopo un tentativo di guidare dagli Emirati Arabi fino in Arabia Saudita. Nel 2018 è stata arrestata definitivamente e nei mesi in carcere al-Hathloul ha lanciato uno sciopero della fame per protestare contro la sua prigionia e si è unita ad altre attiviste denunciando le torture e le aggressioni sessuali subite durante gli interrogatori.

Ora si pensa che il suo rilascio possa essere legato all'arrivo alla Casa Bianca di Joe Biden che, durante la sua campagna elettorale, aveva sostenuto la causa di al-Hathloul. Come spiega il The Guardian, a differenza di Donald Trump che aveva sempre sostenuto il regime del principe Mohammed, Biden ha promesso di rivalutare i rapporti economici con l'Arabia Saudita mettendo al primo posto i diritti umani e i principi democratici. Il rilascio di al-Hathloul mostra forse l'inizio di un cambiamento, ma la strada è ancora lunga e sono molte le attiviste sostenitrici dei diritti delle donne che al momento rimangono in carcere. Non dobbiamo dimenticarle.