"L'attore non è un giudice", Signore e Signori quella meraviglia di Tim Roth a Venezia 2021

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Photo credit: NurPhoto - Getty Images
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Quando lo intervisto Tim Roth è a Torino, al Museo del cinema, per una masterclass. Entusiasta della città, ha appena visitato la mostra dedicata agli attori italiani e proprio lui, il protagonista cult di Tarantino, sfodera subito un classico dei classici: «La mia preferita? Sophia Loren. Assoluta». A Venezia accompagna in concorso Sundown di Michel Franco, regista Gran premio della giuria l’anno scorso al Lido per Nuevo orden. Nel nuovo film, Roth è Neil, un inglese assai ricco in vacanza ad Acapulco con Charlotte Gainsbourg e famiglia. Quando un lutto costringe tutti a rientrare in patria, l’uomo con un inganno resta in Messico e sparisce abbandonando la sua vita precedente, affetti e beni, fino all’incontro con una ragazza dei quartieri poveri. L’inizio dell'intervista è un contropiede: «Non ho visto il film, i miei non li vedo quasi mai: com’è?». Ribatto che forse è un film politico, il mondo del privilegio incontra l’universo dei margini attraverso quest’uomo che decide di lasciarsi alle spalle tutto.

Ma per Tim Roth, Neil è un vigliacco oppure un ribelle?

Decida lei. Io non giudico mai i personaggi che interpreto, forse la verità è nel mezzo, ma se da attore ho un’opinione la tengo per me. È il mio metodo.

Si dice abbiate girato in segreto…

In quel periodo Franco era preoccupato delle reazioni politiche che Nuevo orden avrebbe potuto suscitare in patria. E girare in città come Acapulco è complicato, può essere pericoloso. Abbiamo cercato di non dare nell’occhio.

Con Michel Franco ha già girato Chronic…

Siamo diventati amici al Festival di Cannes, ero presidente di giuria di Un certain regard dove ha vinto il suo Después de Lucìa e mi ha proposto quel ruolo di infermiere che si occupa di malati terminali. Alla fine ero mentalmente esausto, ma quel che mi piace di Franco è che è un regista inusuale, ti mette alla prova. Il ruolo in Sundown è stato anche più difficile, non è semplice interpretare un uomo che cerca l’oblio anche dei sentimenti. Ho dovuto rimuovere ogni tentazione di recitazione. Non giudicare, appunto: puoi essere o meno d’accordo con Neil, ma è un uomo che ha fatto una scelta, seppur crudele, e da attore lo devi seguire. È il mistero del film.

Lei potrebbe mai abbandonare tutto e tutti?

Ah no, non potrei mai, sono legato ai figli, a mia moglie Nikki (Butler, stilista, ndr) e non vedo l’ora di trascorrere qualche giorno di vacanza a Venezia con lei da solo. Romanticamente.

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