Le 22 architetture più belle del 2020

Di Benedetta Lamberti
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Photo credit: Courtesy Photo
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From ELLE Decor

È un bel messaggio quello che arriva dalle migliori architetture del 2020 destinate a durare nel tempo: non sottovalutare mai la potenza e la bellezza di cultura, arte e design, in vista di una ripartenza.

Che siano green, smart o d’autore, le architetture di quest’anno, oltre ad avere l’obiettivo di rivitalizzare un centro urbano, riattivare un’area in espansione di una metropoli, rendere abitabile un pezzo di costa degradato o celebrare un luogo carico di memoria, devono lasciare un segno e trasformarsi in icona, in simbolo. È anche un loro compito e forse, più che mai, ne abbiamo bisogno tutti.

Il punto di partenza è sempre il territorio che le ospita e che, in moti casi, necessità di una nuova visibilità intesa come riqualificazione, ri-uso o nuovo utilizzo. Sì, perché la Pandemia da Coronavirus che abbiamo imparato a conoscere ha scardinato stereotipi e modi d’impiego e siamo tutti consapevoli che le grandi architettura del futuro dovranno trovare nuove modalità per esporre opere d’arte, ascoltare musica, insegnare, pregare o semplicemente coinvolgere le persone per trovare una nuova normalità.

ARCHITETTURA MONUMENTALE - WA Museum a Perth by OMA + studio Hassel


Il Western Australian Museum, progetto frutto della collaborazione tra OMA e lo studio Hassel, si distingue per i suoi volumi monumentali, rigorosamente sovrapposti l’uno sull’altro, che permettono la lettura della stratificazione del nuovo sull’antico. L’obiettivo? Voler creare un luogo da destinare ai cittadini, dove la combinazione di patrimonio storico e architettura contemporanea contribuisce alla rivitalizzazione del distretto culturale, arricchendo i 7.000 metri quadri di superficie espositiva con una nuova piazza per la città.

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ARCHITETTURA ALCOVA – The Webster a Los Angeles by David Adjaye

Photo credit: © Peter Bennetts, courtesy of Hassell + OMA
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Photo credit: Laurian Ghinitoiu
Photo credit: Laurian Ghinitoiu

Nel cuore fashion di Los Angeles, ha finalmente inaugurato un inaspettato e audace volume rosa all’angolo con San Vincente Boulevard, firmato da David Adjaye: stiamo parlando del The Webster, tra i department store più rinomati d’America che, per il suo decimo anniversario, ha deciso di aprire una sede nella Città degli Angeli. Nel lotto dominato dallo storico Beverly Center, centro commerciale presente da quasi quaranta anni, lo studio di architettura ha progettato un vero e proprio elemento scultoreo che non passa inosservato. Adjaye, che da sempre rivendica però un approccio democratico nella progettazione di architetture destinate a migliorare la vita delle comunità, ha deciso di destinare un’ampia metratura dello store alla città. La parte posteriore, infatti, è stata sottratta alla superficie utile del negozio ed è diventato un luogo di passaggio e di sosta, dove una fontana - una delle pochissime presenti in città - e una copertura sovrastante, aprono uno spazio inedito di sosta e relax.

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ARCHITETTURA SCAMBIO – Edificio civico polivalente a Sydney by Kengo Kuma

Photo credit: Martin Mischkulnig
Photo credit: Martin Mischkulnig

The Exchange (Lo scambio), un building a base circolare formato dalla sovrapposizione di sei piani sfalsati, è stato “concepito come una tasca tra i grattacieli”, ha detto Kuma, che ha utilizzato un linguaggio, una serie di materiali e un volume completamente distante dagli edifici del contesto.
Il progetto, che prevedeva la realizzazione di un luogo aperto ai cittadini capace di riunire persone ed idee, ospita, ad ogni livello, diverse attività: dalla biblioteca pubblica allo spazio destinato alle start-up, passando per un centro d’assistenza all’infanzia, un ristorante su una delle terrazze o il mercato coperto al piano terra, concepito come estensione della piazza esterna.

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ARCHITETTURA AVVENIRISTICA – Padiglioni del Parco Geologico di Sharjah (emirati Arabi) by Hopkins Architects

Photo credit: Marc Goodwin
Photo credit: Marc Goodwin

Appaiono come gusci fossili appoggiati su un terreno tanto arido quanto antico. Lo studio britannico Hopkins Architects omaggia il paesaggio del deserto con un progetto che rievoca la preistoria e ospita le attività ricettive necessarie per chi desidera visitare il Parco Geologico di Sharjah negli Emirati Arabi a poco più di 60 km da Dubai. Ecco quindi posarsi sul terreno quattro padiglioni legati l’uno all’altro da un percorso espositivo che esplora il patrimonio geologico dell’area, passando per un teatro immersivo, un bar con vista sulla catena montuosa e un negozio per souvenir, il tutto alternato a zone aperte, che offrono zone d’osservazione del paesaggio, a zone d’ombra.

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ARCHITETTURA RIGOROSA – Museo ferroviario a Bochum (in Germania) by Max Dudler


Nelle vicinanze della miniera di carbone di Zollverein, dal 2001 patrimonio mondiale dell’UNESCO, il Museo ferroviario nasce con l’obiettivo di accogliere i visitatori della città e al contempo diventare un collegamento col recente passato industriale del luogo, un tempo motore economico del Paese grazie a numerose miniere, gasometri e industrie. L’architettura in clinker rosso di Max Dudler risulta parte evidente di quella tradizione tedesca, contestualizzata nel contesto urbano odierno, con una sintassi rigorosa che fa, della leggibilità costruttiva e dell’identità architettonica, il suo tratto distintivo.

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ARCHITETTURA VERNACOLARE CONTEMPORANEA – Centro culturale artistico a Shou (in Cina) by Studio Zhu-Pei


Può un centro culturale-artistico essere in grado di riqualificare un piccolo insediamento ampliato nel tempo (rispetto agli edifici del centro storico) con edifici residenziali tanto fuori misura, quanto impersonali e fuori contesto? Sì perché nell’incessante espansione, la contea di Shou in Cina, è stata allargata di due chilometri dal centro originario, su un terreno agricolo piatto e privo di qualsiasi elemento paesaggistico, con nuovi edifici che in nessun modo rispecchiano la cultura del luogo. Per questo la scelta dello Studio Zhu-Pei, vincitore del bando, è stata quella che meno ci si sarebbe aspettati: guardare al passato e riproporre un’architettura vernacolare, opportunamente contestualizzata e resa contemporanea, che sembrasse parlare linguaggi conosciuti.

Photo credit: Stefan Müller
Photo credit: Stefan Müller
Photo credit: Schran Images, courtesy Studio Zhu-Pei
Photo credit: Schran Images, courtesy Studio Zhu-Pei

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ARCHITETTURA BRUTALISTA– Nubuke Extended ad Accra in Ghana by nav_s Baerbel Mueller e Juergen Strohmayer


La Fondazione Nubuke (nata nel 2007 nella zona est di Legon, città nel distretto della capitale dove, tra le altre, è presente l’università di Accra) ha lo scopo di promuovere l’arte e la cultura ghanese e di renderle accessibili a tutti. Il progetto di ampliamento si affianca alla sede originale (ospitata in un edificio Anni 80) e si presenta in maniera volutamente minimale, privo di fronzoli e sottotono, proprio per emergere da un tessuto urbano in fermento e da una metropoli in costante trasformazione. Il risultato è un'architettura in cemento a vista che, abbracciando il giardino, si posa longitudinalmente sul terreno diventando in tutto e per tutto una vera e propria galleria.

Photo credit: Julien Lanoo
Photo credit: Julien Lanoo

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ARCHITETTURA NON LUOGO – Galleria a Gwanggyo in Corea by OMA


Il magazzino The Galleria (il primo e il più grande franchising di grandi magazzini di lusso della Corea fondato negli anni '70), progettato dallo studio OMA a Gwanggyo (una nuova città a sud di Seul), è destinato a diventare un caso nei manuali di architettura. In un fitto contesto di grattacieli per lo più vetrati, lo studio olandese ha ideato un solido in contrasto con le alte torri residenziali che lo circondano. L’aspetto simile alla roccia, la sua posizione tra natura e ambiente urbano e le sue proporzioni misurate hanno identificato, subito, questa architettura come una pietra scolpita che emerge dal terreno. Un non luogo muto scavato solamente da un scintillante percorso pubblico (in vetro sfaccettato) che collega il marciapiede al giardino pensile. Un luogo in cui vendita al dettaglio e cultura, città e natura si incontrano.

Photo credit: Hong Sung Jun per OMA
Photo credit: Hong Sung Jun per OMA

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ARCHITETTURA HIGH TECH – Cube a Berlino by 3XN


Un’architettura intelligente a misura d’uomo: è questa, in poche parole, la definizione che si potrebbe dare del progetto Cube, dello studio danese 3XN. Un connubio tra architettura e intelligenza artificiale messe al servizio di come si lavorerò nel futuro. Il nuovo edificio, di 10 piani, che ospiterà spazi di lavoro avveniristici, nasce dalla volontà di combinare un design d’avanguardia con il comfort del fruitore, con lo scopo di dimostrare che anche i luoghi di lavoro sani possono essere sostenibili.

Photo credit: Adam Mørk
Photo credit: Adam Mørk

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ARCHITETTURA SCULTURA – Oklahoma Contemporary a Oklahoma City by Rand Elliott Architects


La nuova sede dell’Oklahoma Contemporary ha lo scopo di ospitare le ultime opere che hanno arricchito la collezione permanente, oltre ad offrire nuovi spazi studio ai giovani artisti, borsisti e studiosi. Così sono 5.000 i metri quadrati pensati dallo studio locale Rand Elliott Architects che progetta un involucro luminoso capace di catturare e riflettere i cambiamenti del cielo e della luce. Un’architettura scultura per l’arte rivolta ai cieli del Midwest e all’orizzonte, sempre visibile e in grado di rendere le quotidiane albe e i favolosi tramonti un’esperienza altamente emozionale. Per questo motivo la facciata continua, composta da circa 16.800 stecche in alluminio estruso fabbricate su misura e disposte sull’intera altezza, riflette non solo le diverse nuance del sole ma anche gli edifici e il panorama che circondano il museo, in modo da rendere l’edificio suscettibile alle trasformazioni della luce durante i giorni e le stagioni.

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Photo credit: Scott McDonald, Gray City Studios
Photo credit: Scott McDonald, Gray City Studios

ARCHITETTURA SOVIETICA – Museo di Arte Contemporanea di Taizhou (in Cina) by Atelier Deshau


Ventinove anni fa, dopo 50 anni di regime, l’Unione Sovietica cessò di esistere lasciando in eredità, tra le altre cose, un enorme patrimonio architettonico. Oggi quel corpus di edifici, spesso in disuso, sono fonte di ispirazione per gli architetti di tutto il mondo perché architetture monolitiche realizzate interamente in cemento. Partendo da questi presupposti, proprio in quel che fu un deposito di grano, l’Atelier Deshaus ha progettato un monolite gettato in opera che andrà ad ospitare il Museo di Arte Contemporanea della città di Taizhou. Il risultato? Un'architettura indipendente dalla città, che si sviluppa su una superficie di circa 2.500 metri quadri disposti su quattro piani.

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ARCHITETTURA E PAESAGGIO – Musée Atelier Audemars Piguet a Vallée de Joux (nel cantone svizzero del Vaud) by BIG


Un percorso tra passato, presente e futuro si snoda in un segno nel territorio e racconta, in un museo, 145 anni di design che hanno reso il brand Audemars Piguet uno dei più prestigiosi e celebri marchi di orologeria al mondo. Il progetto, una spirale contemporanea in acciaio e vetro con tetto verde, si solleva timidamente da terra e contiene, con preciso ordine cronologico, tutto il mondo dell’alta orologeria dalle origini del marchio, fino ad arrivare ai pezzi cult o alle sale laboratorio dove, ancora oggi come agli inizi, sapienti artigiani realizzano pezzi unici da indossare. Perché “l’orologeria è come l’architettura: è un’arte e una scienza capace di infondere ai metalli energia, movimento, intelligenza e misura”, ricorda il progettista Bjarke Ingels.

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Photo credit: TIAN Fangfang.
Photo credit: TIAN Fangfang.
Photo credit: Iwan Baan
Photo credit: Iwan Baan

ARCHITETTURA PARLANTE – Stazione dei pompieri di Anversa by HCVA


Nell’immaginario collettivo i Vigili del Fuoco sono, da sempre, considerati eroi e le stazioni dei pompieri dei luoghi senza tempo nei quali essere umani e macchine convivono come in una grande famiglia. “Per questo, gli aspetti emotivi e sociali di questi edifici non sono da trascurare”, racconta il team di architetti HCVA (Happel, Cornelisse e Verhoeven) che ha voluto raccontare l’identità di questo luogo, tanto funzionale quanto affascinante, partendo dal rosso fuoco dei mattoni ciliegia utilizzati per le facciate. Oltre a questo, proporzioni, giochi di trasparenze e lettering hanno fatto il resto. Il risultato? Una tipologia architettonica del passato, interpretata e traghettata nel futuro.

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ARCHITETTURA RIFERIMENTO URBANO – The Opus a Dubai by Zaha Hadid Architects


Quale forma dare ad un’architettura del XXI secolo per far si che si distingua, per originalità e anticonformismo, in un contesto estremo come la foresta di grattacieli che caratterizzano lo skyline di Dudai? La risposta arriva dallo studio Zaha Hadid Architects che ha da poco inaugurato The Opus: un edificio di 93 metri capace di assumere un’identità differente in base al punto di vista dell’osservatore. Ogni prospetto, racconta una storia costruttiva particolare ed è il risultato di un attento studio della geometria parametrica. La scomparsa Zaha Hadid, conosciuta nel mondo anche come uno dei tre geni dell’architettura degli Anni 90 (insieme a Rem Koolhaas e Frank O. Gehry) è riuscita a raggiungere un design tanto sperimentale quanto sofisticato, da diventare tra i capostipiti di un approccio progettuale che sfrutta in tutto e per tutto le infinite possibilità dei software contemporanei.

Photo credit: Karin Borghouts
Photo credit: Karin Borghouts
Photo credit:  Foto di Laurian Ghinitoiu
Photo credit: Foto di Laurian Ghinitoiu

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ARCHITETTURA CONTEMPORANEA DEL PASSATO – Museo del Lakenhal a Leida (olanda) by Happel Cornelisse Verhoeven e Julian Harrap Architects


Vincitori del concorso di architettura indetto nel 2013, lo studio olandese Happel Cornelisse Verhoeven insieme a quello londinese Julian Harrap Architects, hanno basato il loro progetto di ampliamento del Museo su una precisa parola chiave: semplificazione. Il principio, esposto dal neo Direttore insediatosi nel 2009, era quello di avere un progetto in grado di traghettare la costruzione della Laecken-Halle (un tipico esempio di classicismo olandese che doveva ospitare la sale delle ispezioni per i tessuti in lana) rendendola contemporanea senza dimenticare gli oltre 370 anni di storia. L’intervento dei progettisti si è quindi suddiviso in due fasi: la prima, quella del restauro. La seconda: l’espansione che, oltre ad aver rispettato il programma funzionale con uno spazio educativo, aree espositive e uffici, ha ideato un nuovo fronte verso la città utile come invito ad entrare per scoprire la collezione di circa 23.000 oggetti.

Photo credit: Karen Borghouts
Photo credit: Karen Borghouts

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ARCHITETTURA DEMOCRATICA – Concordia Design a Breslavia (Polonia) by MVRDV


A Breslavia, in Polonia, il progetto di ristrutturazione e ampliamento di un edificio storico diventa il veicolo per trasformare un pezzo dimenticato di città, rimasto irrisolto dalla fine della Seconda Guerra Mondiale, in un hub creativo capace di radunare intorno a sé differenti generazioni. La nuova aggiunta, che si libera dei marcapiano e degli ornamenti dell’edificio ottocentesco, segue la simmetria generale, con le aperture adiacenti all’esistente poste alla stessa altezza ma con dimensioni, via via sempre maggiori, fino alla totale scomparsa del pieno e alla realizzazione di una facciata completamente vetrata. Il risultato? Un’architettura misurata nella quale l’esistente è unito al nuovo attraverso il panorama e una vista inedita sulla città.

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Photo credit: Juliusz Sokolowski /Maciej Lulko
Photo credit: Juliusz Sokolowski /Maciej Lulko

ARCHITETTURA CONDIVISIONE - Biblioteca Diechman Bjørvika a Oslo by studi Atelier Oslo e Lundhagem


“La Biblioteca del futuro è finalmente pronta per essere aperta al pubblico”: è con questo messaggio che si ufficializza l’opening della Diechman Bjørvika, ultima delle oltre venti filiali della Biblioteca Pubblica di Oslo, una delle più longeve istituzioni culturali (con alle spalle una storia di 235 anni) del paese. Un modello, sostenibile e funzionale, organizzato in modo da poter contenere e fare cultura in ogni sua modalità. Perché oltre i 450mila volumi consultabili, la Diechman offre spazi giochi dedicati ai bambini, una mediateca, alcune aule dove poter frequentare corsi e lezioni (spaziando dall’imparare a creare podcast al corso di tagli e cuci, passando dalla creazione di stampanti in 3D alle lezioni di pianoforte) in un luogo dove la parola chiave del progetto architettonico sembra essere condivisione.

Photo credit: Foto di Einar Aslaksen
Photo credit: Foto di Einar Aslaksen

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ARCHITETTURA ACCESSIBILE – US Olympic & Paralympic Museum a Colorado Springs by Diller Scofidio + Renfro

Photo credit: www.jasonorear.com
Photo credit: www.jasonorear.com

“È più di un museo dello sport, è un museo di speranza e di sogni" che appare come una spirale inclusiva, pensata dal team Diller Scofidio + Renfro in collaborazione con gli atleti dei team USA, per rappresentare fisicamente e sensorialmente un percorso infinito e una connessione. Il progetto, che si compone di quattro volumi disposti a ventaglio e uniti da una grande rampa larga di 1,8 metri (adatta a raccogliere il movimento fianco a fianco di due persone inclusa una sedia a rotelle), è nato con l’obiettivo di essere uno degli spazi espositivi più accessibili e interattivi al mondo, con un tour personalizzabile in base alle esigenze di accessibilità.

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ARCHITETTURA COME MODELLO DI AGGREGAZIONE– Edificio scolastico a porto di Gand (in Belgio) by Xaveer De Geyter Architects

Photo credit: Maxime Delvaux
Photo credit: Maxime Delvaux

L’ultimo progetto firmato Xaveer De Geyter Architects offre un’interessante chiave di lettura e, pur non essendo stato progettato per rispondere ai problemi legati all’epidemia nel mondo scolastico, dimostra come il nuovo modello di scuola possa essere in grado di legare gli spazi della didattica a quelli all’aria aperta destinati, come in questo caso, sia agli studenti che alla collettività. Con la parcellizzazione del porto, la scuola è stata posta in una posizione privilegiata, affacciando direttamente sull’acqua e con la volontà di rispettare l’identità del territorio. L’edifico, che presenta un carattere marcatamente industriale con un cubo il cui scheletro in acciaio zincato custodisce le varie attività, nasce da un programma piuttosto ampio, richiesto ai progettisti nella fase di ideazione con la necessità di inserire una scuola elementare, il doposcuola, l'asilo nido e le strutture sportive per gli studenti e per il quartiere.

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ARCHITETTURA OMAGGIO – He Art Museum in Cina by Tadao Ando Architect & Associates

Photo credit:  Courtesy HEM
Photo credit: Courtesy HEM

Molte antiche teorie di cosmologia della filosofia cinese credevano in una terra piatta e quadrata avvolta da cieli sferici e divini: è questa la visione del mondo che ha avuto una profonda influenza sull’architettura e sulla pianificazione urbana orientale, diventando il punto di partenza anche del HEM (He Art Museum), il nuovo complesso museale firmato da Tadao Ando Architect & Associates. Un’architettura omaggio alla tradizione cinese in chiave moderna, ovviamente a pianta circolare, che si pone come luogo di incontro tra il nuovo e l’antico e dove, tra le altre cose, l’arte contemporanea, orientale ed internazionale, si incontra con la tradizione ed il patrimonio storico locale.

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ARCHITETTURA SIMBOLO ETERNO – Church of Beatified Restituta a Lešná (un villaggio della Repubblica Ceca orientale) by Atelier Štěpán

Photo credit: BoysPlayNice
Photo credit: BoysPlayNice

Tra i palazzi di cemento che popolano Lešná, un villaggio della Repubblica Ceca orientale, si erigono le geometrie dalle sfumature arcobaleno di Church of Beatified Restituta, la prima chiesa costruita a poche miglia dal luogo di nascita di Maria Restituta Kafka, una religiosa francescana martire, decapitata il 30 marzo 1943 per essersi opposta al regime nazista. La struttura prende corpo in tre volumi distinti: la chiesa attuale di forma arrotondata, una torre triangolare e un centro spirituale rettangolare. Il cemento grigio dei volumi contrasta con uno spazio, etereo, severo ma accogliente, reso più dolce e morbido dagli effetti luminosi policromi in grado di ricordare ai fedeli l’esistenza di un luogo beato.

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