Le 5 startup green del 2020 che cambieranno il mondo

Di Redazione
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Photo credit: ODD ANDERSEN - Getty Images
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Photo credit: Courtesy Photo
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Quella ambientale è forse la sfida più difficile che la nostra specie ha mai dovuto affrontare nella sua storia. Nei prossimi decenni le conseguenze del riscaldamento globale potrebbero includere la desertificazione di grandi aree della Terra, l’estinzione di centinaia di specie animali e le migrazioni “ambientali”, cioè quelle in cui le popolazioni sono costrette a migrare proprio per via delle condizioni dell’ambiente. Non c’è tempo nemmeno per gli eccessi di allarmismo: bisogna agire e farlo immediatamente.

Fortunatamente, in larga parte del mondo, la sensibilità sui temi ambientali cresce costantemente. Soprattutto tra i più giovani l’attenzione per l’ambiente è altissima, e la vicenda della giovane attivista svedese Greta Thunberg è solo la punta dell’iceberg di questa consapevolezza crescente.

Il bello è che questa nuova sensibilità ambientale (che sarebbe stata inimmaginabile solo qualche decennio fa) non si traduce soltanto in parole, ma in ingegno e operosità di moltissime aziende, tra le quali molte startup, aziende nuove, in grande crescita e che mirano a far emergere idee innovative sul panorama globale.

Ci sono startup che hanno già, in certi campi, cambiato il mondo: basta pensare a quelle che hanno dato vita ai social network, ai motori di ricerca e a molte delle app che usiamo ogni giorno. Ma ci sono anche delle altre startup che concentrano i loro sforzi per far sì che il nostro futuro sia più verde, sostenibile e pulito. Eccone di seguito cinque, esempi eccellenti di startup nate da poco, ma che già possono puntare a migliorare il futuro.

ReCreo

L’Italia è uno dei paesi nel mondo in cui è più urgente recuperare le aree urbane in fase di abbandono. Non si tratta di luoghi inquinati o disabitati perché inabitabili, ma semplicemente di borghi e costruzioni rurali che hanno perso il loro uso abitativo. Per recuperarle è nata una startup universitaria, si chiama ReCreo, ha sede a Firenze, ed è nata appositamente per contrastare lo spopolamento rurale. Il modo con cui la startup affronta il problema è una mappatura, pubblica e condivisa, che di fatto favorisce l’incontro della domanda e dell’offerta di qualunque terreno o immobile abbandonato.

Digitalizzare è un modo eccellente per condividere il sapere sui nostri borghi e centri abitati abbandonati, che contano migliaia di unità immobiliari che spesso si trovano in contesti paesaggistici di grande pregio. Oggi, grazie a ReCreo, questa mappatura agevola un mercato di riqualificazione, che non cementifica ma recupera ciò che è già stato costruito. Un grande incentivo allo sviluppo dell’ecoliving e alla rigenerazione architettonica.


Photo credit: AzmanL - Getty Images
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Take-Away

Una delle manovre più urgenti da prendere in considerazione quando si parla di ambiente è quella di ridurre gli sprechi del cibo. L’industria alimentare è un pilastro fondamentale per quanto riguarda il rispetto dell’ambiente. Per questo è nata Take-Away, startup francese con sede a Lione, che mira a diffondere la pratica della cosiddetta “doggy-bag", cioè la sportina con il cibo che i clienti di ristoranti e bar possono portare a casa dopo aver consumato. Quelli che consideriamo spesso semplici “avanzi” sono spesso così tanti, nel mondo, da corrispondere a oltre il 20% di tutto il fabbisogno alimentare mondiale. Proprio così: il venti percento di ciò che viene comprato va sprecato. La missione della startup francese è quella di farci cambiare mentalità, e di farla cambiare anche agli esercizi commerciali, in modo che inseriscano un servizio automatico che consente ai clienti di non sprecare ciò che non consumano.

La startup ha pensato bene di sostituire il termine "doggy-bag" con "gourmet-bag", che suona molto meglio. E di creare una scatola apposita altamente innovativa: completamente impermeabile, bella e facilmente trasportabile interamente composta di cartone riciclabile.

U-Earth

U-Earth è una startup con sede a Londra, ma la sua fondatrice ha un nome tutto italiano: Betta Maggio. L’idea alla base di questa startup è quella di fornire aria pulita in modo sempre più semplice ed efficiente, oltre che innovativo. L’aria, dopotutto, è un elemento fondamentale per la nostra salute e per il nostro benessere. Le emissioni di gas inquinanti e di particolato mettono a serio rischio la salute e sono praticamente impossibili da evitare, visto che l’aria è ovunque. Da qui l’idea: perché non provare a rimuoverle?

Con l’uso di una particolare tecnologia U-Earth si propone proprio di ripulire l’aria, tonnellata dopo tonnellata, privandola degli inquinanti prodotti dalle auto, dalle caldaie e dall’industria. L’idea è particolarmente innovativa: la tecnologia impiegata attrae elettricamente le molecole di inquinante, poi con un processo biologico controllato queste particelle vengono inserite in un processo di “bonifica”. Il tutto monitorato in tempo reale.

Photo credit: NurPhoto - Getty Images
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Impossible Food

Si parla moltissimo dell’impatto che la carne ha sull’ambiente. Innanzitutto i macelli hanno un problema con la riproduzione dei batteri e per questo usano in modo sconsiderato antibiotici, creando un problema ancora maggiore: l’antibiotico resistenza, cioè quel fenomeno per cui i batteri si abituano ai nostri medicinali, rendendoli inutili. E poi c’è il fatto che i macelli impiegano enormi quantità di componenti chimici e per far crescere gli animali c’è bisogno di quantità d’acqua insostenibili per il pianeta Terra. Da qui nasce l’idea di David Lee, direttore operativo di Impossible Foods, fare della carne, ma vegetale. La tecnologia, oggi, lo permette: grazie a processi chimici all’avanguardia si è riusciti a ricreare consistenza, sapore e apporto proteico della carne, ma solamente coi vegetali, quindi senza far male a nessun animale.

Si tratta di una delle startup più avanzate al mondo con l’idea di permettere all’intera umanità di diventare vegetariana senza rinunciare al sapore della carne, alle ricette tradizionali e i piatti a cui siamo ormai abituati, compresi gli hamburger. Per questo Impossible Foods ha ottenuto finanziamenti per molte centinaia di milioni di dollari, persino da Bill Gates.

Sfridoo

Fondata a Bologna nel 2017, Sfridoo ha un obiettivo molto ambizioso: accelerare la transizione ecologica di aziende e società, in modo che queste possano passare a modelli di economia circolare. Si tratta di rispettare l’ambiente, ma anche di risparmiare ed evitare gli sprechi. Sfridoo si impegna a trovare e segnalare il valore degli scarti, di quelli che nell’industria vengono chiamati “scarti” o “eccedenze di produzione”. Queste possono trovare spazio altrove, come materie prime o come sottoprodotti. Quello del risparmio può essere un grande affare: se si è capaci di ottimizzare le risorse a disposizione si aumenta anche la produttività: un’azienda che mandava a discarica (spendendo per lo smaltimento) può trasformare i propri scarti in una risorsa economica da vendere. E così via.