Le 50 foto più belle che abbiamo pubblicato su Instagram nel 2020 (secondo voi)

Di Carlotta Marelli
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Photo credit: Courtesy Photo
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From ELLE Decor

Case, pezzi di design, immagini dal mondo, mostre o scene di film e serie Tv: abbiamo riguardato tutto il nostro account Instagram per cercare le foto che vi sono piaciute di più quest'anno. Eccole!

La casa con la scala rosso vermiglio

Dopo circa dieci anni, il team di Michaelis Boyd torna nel Borgo Reale di Kensington e Chelsea, il quartiere di Londra situato nella parte occidentale del centro cittadino che gode del riconoscimento onorifico da parte della Corona britannica, per rinnovare una splendida casa georgiana, Elvaston Place (il riferimento è a una delle principali strade che attraversano il distretto). Nel 2010, infatti, gli stessi architetti la trasformarono in una maisonette con quattro camere da letto unificando i due appartamenti preesistenti. Da allora, lo spazio che si sviluppa sui tre piani occupando circa 350 metri quadrati di superficie è un luogo versatile sempre pronto a dare il benvenuto ad arte e design. Se l'aspetto esterno dell'edificio riflette l'architettura vernacolare del borgo, gli interni accolgono la contemporaneità: Michaelis Boyd combina così classici pezzi d'arredo con un'importante ed eclettica collezione museale di oggetti e fotografia.

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La casa milanese vedo-non vedo

Una casa per lettori? Sì, a Milano. L'ha progettata nel 2019 lo Studio Atomaa. Fra living room e accesso alle altre stanze dell'appartamento, i libri hanno la meglio e respirano istintivamente con l'interior design raffinato, elegante e vivo (grazie all'effetto vedo-non vedo delle porte, se chiuse o aperte). Dalla cinematografia al design, dalla letteratura alla musica, il progetto architettonico è stato cucito su misura: fra esigenze e desideri della coppia che abita questa fetta di cuore meneghino.

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Cene d'estate en plein air

Voglia di stare all'aperto: giardini, balconi, terrazzi si sono trasformati in un salotto senza tetto - come una stanza a cui non possiamo più rinunciare per vivere. Prima lo spazio esterno lo rincorrevamo per la città: il tavolino a cui sedere era solo quello del bar, fuori, lungo il marciapiede. Come a confermare che Martin Heidegger aveva ragione a scrivere che "La vera crisi dell’abitare consiste nel fatto che i mortali siano sempre in cerca dell’essenza dell’abitare, che essi devono anzitutto imparare ad abitare”. Dunque, ripartiamo dall'abitare, recuperando anche la buona e vecchia abitudine di mangiare all'aperto senza uscire di casa - visto che, al ristorante, ancora non ci possiamo andare.

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Omaggio a Maradona

Aveva appena compiuto 60 anni Maradona, morto il 25 novembre 2020 per un arresto cardiocircolatorio. Calciatore straordinario, Maradona ha fatto sognare il mondo, tanto da diventare un metro di misura della perfezione: quando veniva bene qualcosa, il complimento era “a livello di Maradona”. E poi “è accaduto l’inevitabile” scrive il quotidiano argentino Clarin. “È accaduto l’inevitabile. Uno schiaffo emotivo e nazionale. Un colpo che riverbera a tutte le latitudini. Un impatto mondiale”.

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I film di Wes Anderson, nel mondo reale

Tutti lo conoscono per il coloratissimo profilo Instagram, un pot-pourri fiabesco delle architetture e dei paesaggi dai rimandi wesandersoniani che si incontrano casualmente qua e là in tutto il mondo: ma oggi, Accidentally Wes Anderson è diventato anche un libro. 368 pagine, per l'esattezza, raccontano l'immaginario di riferimento del celebre regista autore, tra gli altri, di Grand Budapest Hotel sovrapposto al mondo reale e catturato dalla lente di fotografi professionisti e non che Wally Koyal raccoglie sulla pagina social dal 2017. Nell'atlante edito da Voracious ritroviamo così hotel dai colori pastello, edifici fortemente simmetrici e fermi immagini di tableau vivant perfettamente compositi, in un mix di suggestioni dal sapore nostalgico che porta alla luce dimenticati uffici postali e remote fortezze indiane.

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La regina degli scacchi

Due semplici sedie sgangherate e un tavolino in legno sgraffiato: lì, nell'angolo di un polveroso scantinato di un orfanotrofio, inizia la lunga partita a scacchi (e di vita) di Elizabeth Harmon, l'enigmatica e ipnotizzante protagonista di The Queen's Gambit, la nuova miniserie targata Netflix. I sette episodi, creati da Scott Frank e Allan Scott sulle pagine dell'omonimo romanzo scritto da Walter Trevis nel 1983, raccontano quello che apparentemente potrebbe somigliare alla tipica storia di un riscatto sportivo: ma La Regina degli Scacchi, titolo italiano che si sostituisce a quello originale (riferito al gambetto di donna, una tipica apertura scacchistica), è molto di più. La libertà sognata dalla piccola Beth si trasforma presto in un turbinio infernale di ossessioni e dipendenze che la trascina in un continuo sali e scendi di sconfitte e vittorie, di sregolatezza e genio. La scacchiera diventa così per la protagonista, una fantastica Anya Taylor-Joy, terra di confine tra potere e paura: talvolta è il rifugio che la protegge dai fantasmi del passato, talvolta, invece, è lo specchio rivelatore del peggior futuro, pronto a cadere a terra in mille pezzi a ogni sua débâcle.

In omaggio a lei, abbiamo costruito una design gallery che è un invito al gioco: sedetevi su una comoda poltrona davanti a bel tavolino e, in solitudine o in compagnia, concedetevi un momento di leggerezza operosa. Tra mazzi di carte e set di cristallo, allontanate i pensieri per lasciare spazio allo svago. Senza rinunciare allo scacco matto del design.

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Il rifugio per il corpo e la mente

Non arriva nemmeno ai dieci metri quadrati di superficie: Space of Mind è uno spazio volutamente piccolo che lascia grande respiro al pensiero per "sentirsi come a casa, lontano da casa". A progettare il rifugio perfetto per la mente è lo Studio Puisto, team di architetti con base a Helsinki specializzato nella progettazione di stabili ed edifici eco-compatibili. L'ultima chicca è una cabina moderna ideata per abbracciare il nuovo abitare nel nome della fluidità e della trasversalità. La struttura può infatti essere collocata ovunque, dalla cima di una montagna al cortile di casa.

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In ricordo di Vittorio Gregotti

Il mondo dell'architettura, e non solo, piange la scomparsa di Vittorio Gregotti, spentosi a Milano per complicazioni legate al Coronavirus il 15 marzo 2020. Aveva 92 anni. Grande maestro dell'architettura italiana, è stato anche docente, saggista, critico, direttore di storiche riviste come Casabella.

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Il Gattopardo

Durante un soggiorno in Franciacorta, Sandra e Mario stavano ancora pensando a come mettere a nuovo la loro proprietà sulla propaggine meridionale d’Italia, a Lampedusa, per ridare vita a un boutique hotel di lunga tradizione, Il Gattopardo. Da ben cinque anni i lavori si protraevano rigorosi ma a rilento, e serviva una nuova scossa. Così, ammirati dall’hotel in cui erano ospiti, decisero di chiedere di chi fosse opera e di ingaggiare il team di MORE per l’impresa. Fedeli al detto del romanzo, bisognava cambiare tutto perché nulla cambiasse: i 10 dammusi dovevano rimanere il cuore della struttura, e i colori caldi e bruciati delle pietre i toni prevalenti.

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Il pied-à-terre nel cuore di Londra

All'ultimo piano di una casa vittoriana, tutta bianca e affacciata lungo una tranquilla e allorché rara via londinese, Onda Studio Interiors ha ristrutturato un appartamento non lontano dal celeberrimo Kensington Palace. Entrando, a colpire è la luminosità dello spazio - fonte di pace, relax e serenità. Tutta questa luce invade la casa filtrando dalle finestre vista tetti di Londra e arriva a posare i suoi accenti sulla collezione di oggetti - piccoli pezzi d'arte - appoggiati sui ripiani lisci e stabili che arricchiscono l'ambiente di personalità e gusto.

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La tigre del Bengala davanti alle rovine

Il parco nazionale di Ranthambhore, nel Rajasthan, è uno dei posti al mondo dove è più facile avvistare le maestose tigri del Bengala nel loro habitat naturale, mentre camminano tra i 1334 kmq di giungla circondata o si muovono guardinghe attorno al forte Ranthambhore, costruito nel X secolo e oggi patrimonio Unesco. Intorno ad esso, antichi templi e moschee, padiglioni di caccia in rovina cenotafi ormai ricoperti dalla vegetazione raccontano il passato di questo luogo, terreno di caccia dei Maharaja fino al 1970 e oggi centro di conservazione per le tigri. Proprio davanti a queste rovine il fotografo naturalista indiano Nitish Madan, profondamente impegnato nella causa della conservazione della fauna selvatica, ha scattato la foto sta facendo il giro del mondo: una tigre che passeggia sulla sponda del lago, proprio davanti al forte, avvolta nella morbida luce invernale che illumina le mattine di dicembre nel nord dell’India, quando i venti freddi arrivano dall’Himalaya e si trasformano in banchi di nebbia.

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Santa Sofia torna moschea?

La basilica di Santa Sofia potrà essere convertita nuovamente in una moschea. A stabilirlo il 10 luglio 2020 è stato il Consiglio di Stato turco che ha deciso di annullare il decreto con cui Mustafa Kemal Ataturk trasformava il 27 novembre 1934 il monumento simbolo di Istanbul in un museo. Dichiarando l'illegittimità della decisione presa ottant'anni fa, il più alto tribunale amministrativo del Paese lascia così l'ultima decisione al presidente Recep Tayyip Erdogan che, in un tweet di poche ore dopo, ha deciso di convertirla in un luogo di culto.

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L'antica masseria salentina

Salento vuol dire tante cose. Sole, mare e vento solo le prime a venire in mente. Ma anche sapori, musica, spirito di iniziativa, capacità di puntare sul territorio e sulla cultura. Tutte cose che sono distillate e trovano una perfetta sintesi in Dimora Sighé, un casale ad Alessano, da cui si vede il monastero delle Clarisse, il più orientale d’Italia. Quando venne acquistata, questa tipica masseria del ‘700 era poco più che un rudere. Il coraggio di rimboccarsi le maniche è venuto a Elisa Cazzato che si è affidata allo studio di Agelab Design, specializzato nel recupero di dimore storiche. L’obiettivo era arrivare a un punto d’incontro tra le esigenze di un turismo raffinato e quella di preservare la storia e quindi l’autenticità del luogo. Dimora Sighé emerge infatti tra i campi di ulivi, tra le cave di tufo dismesse del paese, ed è stata in larga parte ristrutturata con materiali di fornitori locali.

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L'atelier d'artista nella giungla

Lontano dagli occhi del grande pubblico, invece, nella piccola comunità di Sac Chic persa nel verde della giungla dello Yucatàn, l’atelier dell’artista Javier Marín apre le sue porte per accogliere la comunità artistica messicana. Il Plantel Matilde, letteralmente riserva Matilde, nasce come studio di scultura per poi diventare un laboratorio di idee e residenza per artista in quello che una volta era un campo di henequén, una pianta d’agave. L’ideatore della riserva è Javier Marín, artista con una carriera trentennale nell’ambito della scultura che, dopo aver concepito uno spazio a misura della sua arte e, in particolare modo, dei suoi lavori monumentali, ha incaricato suo fratello Arcadio Marín per tradurre lo spazio nella sintassi architettonica tipica messicana.

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Il ristorante dentro il vecchio teatro

All’interno della vecchia biglietteria e foyer dello storico Teatro Kursaal nel centro di Bari, lo studio SMALL (acronimo di Soft Metropolitan Architecture and Landscape Lab) ha progettato La Biglietteria, un ristorante che lascia a bocca aperta. Lo stile New Déco degli ambienti, ha contribuito armonicamente a conservare ciò che rimaneva della struttura originaria, come il pavimento di bardiglio, le volte a vela, il vano del botteghino del teatro con l’insegna originale in vetro. A ispirare il tutto, le forme naturali tipiche dell'estetica flapper dell’America anni ‘20. Sulla parete di fondo del ristorante, una serie di archi spezzati si alternano a specchi, rivestimenti colorati ed inserti con paglia di Vienna.

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La casa vacanze arabeggiante

Tende immacolate che si agitano al vento, pietre ruvide che portano impresse le impronte di migliaia di passi, volte suggestive tra le quali riecheggia il ricordo di giorni lontani: sta in questi semplici, ma iconici dettagli tutta la magia di Maison Salentina, la casa vacanze in Puglia progettata da Massimo Brambilla nel pittoresco borgo di Patú, all'estremità meridionale del Capo di Leuca.

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Il lido in città

Inaugurato il 21 giugno alla Biblioteca degli Alberi di Milano Lido Bam, una spiaggia verde con 80 ombrelloni circondata dai Grattacieli di Porta Nuova. Una spiaggia in città aperta fino al 31 agosto per chi quest’anno non ha potuto andare in vacanza.

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Ciao, Philippe

Philippe Daverio, storico dell’arte, docente, saggista e volto noto della TV, è morto nella notte tra l’1 e il 2 settembre 2020 all’Istituto dei Tumori di Milano, dove era ricoverato. A dare la notizia della morte di Daverio è la regista e direttrice del Franco Parenti Andree Ruth Shammah: “Mi ha scritto suo fratello stamattina per dirmi che Philippe è mancato stanotte” ha detto all’ANSA. Philippe Daverio era nato il 17 ottobre 1949 da padre italiano, Napoleone Daverio, costruttore, e madre alsaziana, Aurelia Hauss, quarto di sei figli. Dopo gli studi in economia e commercio alla Bocconi di Milano (non scriverà mai la tesi finale) apre, nel 1975, la Galleria Philippe Daverio, in via Monte Napoleone 6 a Milano, dedicata all'arte italiana del XX secolo, a cui fanno seguito nel 1986 la Philippe Daverio Gallery di New York, e nel 1989 una seconda galleria a Milano in Corso Italia n. 49, in cui trova spazio anche l’arte contemporanea. Philippe Daverio è stato anche assessore alla Cultura del comune di Milano dal 1993 al 1997 – occupandosi, tra le altre cose, della ricostruzione del Padiglione d'Arte Contemporanea, distrutto da una bomba nel luglio 1993, della ristrutturazione di Palazzo Reale e del Teatro alla Scala – e volto noto della TV, protagonista di trasmissioni come Art'è, Art.tù, Passepartout e Il Borgo dei Borghi. A decretarne il successo è stata soprattutto la sua capacità di raccontare l'arte e la cultura in modo popolare e trasversale, convinto che la condivisione e la comprensione dei parametri culturali propri e degli altri fossero una chiave indispensabile per coesistere in maniera solidale.

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Il ristorante clandestino

Budapest può vantare un nuovo ristorante clandestino con interni teatrali e accoglienti allo stesso tempo: Buha | i | rest. Il risultato è opera dell'architetto d'interni Roman Plyus, che ha creato la quinta perfetta usando piastrelle smaltate a mano, marmo e intonaco color terracotta per pareti e bancone. Lo spazio, che è diviso in un bar e uno spazio lounge più intimo, si trova all'interno di una vecchia fabbrica tessile risalente al 20° secolo , da cui la scelta del colore della terracotta, il tono ha contribuito a bilanciare il vecchio esterno in mattoni rossi con il nuovo interno. "Il cliente desiderava uno spazio ultramoderno contrapposto alle sedie vintage di Pierre Jeanneret, lascito di un precedente progetto", afferma il designer, che ha anche aggiunto due Circle Chair di Hans J. Wegner nell'area di ingresso. Sia gli archi delle finestre che incorniciano la vista sulla strada che le piastrelle del pavimento sono originali provenienti dalla vecchia destinazione d'uso.

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Le luci di Natale

Anche in un anno fuori dal comune, le luci di Natale della Rinascente a Milano riescono a ricreare un’atmosfera di magia: cascate di luci bianche rivestono di bagliori la sobria architettura progettata da Ferdinando Reggioni e Aldo Molteni nel 1950.

Addio a Christo

“L’artista Christo Vladimirov Javacheff, noto come Christo, è morto per cause naturali il 31 maggio 2020, nella sua casa a New York City. Aveva 84 anni” si legge sul profilo Facebook ufficiale, che ancora porta il nome della moglie Jeanne-Claude Denat de Guillebon, scomparsa il 18 novembre 2009. “Christo ha vissuto al massimo la sua vita, non solo sognando ciò che sembrava impossibile, ma realizzandolo. Le opere di Christo e Jeanne-Claude hanno riunito le persone nelle esperienze condivise in tutto il mondo, e il loro lavoro continua a vivere nei nostri cuori e nei nostri ricordi” riporta la dichiarazione dell’ufficio stampa. Nato a Gabrovo, in Bulgaria, il 13 giugno 1935 Christo si trasferì a Parigi nel 1958, dove incontrò quella che era destinata a essere sua moglie ma anche la sua compagna nella creazione delle monumentali opere d’arte ambientale che li hanno resi famosi nel mondo. Tra le opere più famose di Christo e Jeanne-Claude ci sono Wrapped Coast, Little Bay a Sydney, Australia (1968-69), Valley Curtain Colorado (1970-72), Running Fence in California (1972-76), Isole Surrounded a Miami (1980-83), The Pont Neuf Wrapp a Parigi (1975-85), The Umbrellas in Giappone e California (1984-91), Wrapped Reichstag a Berlino (1972-95), The Gates a Central Park, New York (1979-2005), The Floating Piers al Lago d'Iseo (2014-16) e The London Mastaba alla Serpentine di Londra (2016-18).

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La casa a Chilometro Zero

Quando si dice materiali a chilometro zero nemmeno i più rigorosi si aspetterebbero di trovare 2/3 delle tegole con cui si ristrutturano i tetti direttamente in giardino. È più o meno quello che è successo a Architekti B.K.P.Š, studio fondato a Bratislava nel 1991 e che nel suo portfolio vanta commissioni importanti che vanno dal National Theatre alla Slovak National Gallery. Per un progetto in scala più ridotta (circa 54 metri quadrati), la consegna era di mettere mano alla casa un tempo appartenuta a un piccolo fabbricante di mattoni a Čachtice, in Slovacchia.

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Black Lives Matter

A Washington, la capitale degli Stati Uniti, una porzione della 16esima Strada è stata ribattezzata come Black Lives Matter Plaza: una grande scritta gialla è comparsa sulla nota strada, che porta alla Casa Bianca. Il progetto è stato approvata dal sindaco della città Muriel Bowser.

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Sardegna Creativa

Dal numero di luglio-agosto 2020 di Elle Decor Italia. Sardegna Creativa: l'esprit ironico di Paola Navone reinterpreta un buen retiro di famiglia a Porto Rafel. Spazi fluidi e forme primordiali vivono in simbiosi con il mare e il verde della macchia mediterranea.

Petra virtuale

Petra, nel sud della Giordania, è una delle città più antiche del mondo, abitata già migliaia di anni prima di Cristo, anche se gli storici ritengono che la città rosa in arenaria che ammiriamo oggi – di cui l'85% è ancora sotto terra, inesplorato – sia stata costruita nel terzo secolo a.C. dagli arabi nabatei. Grazie agli accordi fra Google e la regina Rania Al-Abdullah di Giordania, anche in isolamento, possiamo continuare a esplorare la città di Petra online con un tour vituale, comprensivo di una guida con la voce della stessa Rania che racconta la passeggiata interattiva intorno ad alcuni dei monumenti più iconici di Petra. Seguendo i suoi passi, attraversiamo una gola stretta, chiamata Siq, e ci muoviamo accanto alle tombe, alle rovine di un tempio, passiamo un enorme monastero fino ad arrivare a Al Khaznah (il Tesoro), il famoso edificio di Petra dall'elaborata facciata scolpita nella parete rocciosa della gola.

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La bellezza fragile del vetro

Un invito a riscoprire il valore dell'arte vetraria e della poeticità della materia trasparente attraverso una selezione di arredi e oggetti tutti accomunati dalla fascinosa plasticità e malleabilità del vetro. Così gracile e resistente allo stesso tempo, dà forma e volume a oggetti di design che entrano nelle nostre case in punta di piedi. Restituendoci tutta la bellezza delicata della fragilità. Tra i pezzi scelti, anche il tavolo Ragno di Fiam Italia. Disegnato da Vittorio Livi, fondatore dell'azienda nata nel 1973, il progetto esemplifica la duttilità della materia vetrosa. Il piano di appoggio sembra infatti espandersi fino a toccare terra esibendo una soluzione di continuità tra la sua orizzontalità e la verticalità delle quattro gambe.

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Minimal alla messicana

Una nuova versione dello stile minimal nasce dal connubio tra tradizione messicana e cultura mediterranea: stiamo parlando del progetto di casa A690 progettata dall’architetto messicano Delfino Lozano a Zapopan, nell'area metropolitana di Guadalajara. Un minimal Mexiterraneo, definito dallo stesso Lozano, per “descrivere i materiali e le sensazioni che proviamo a dare ai nostri progetti, in cui interpretiamo l'architettura mediterranea - materiali semplici e puri - e la mescoliamo con la nostra architettura tradizionale messicana”. Siamo nel cuore del Messico. In una vecchia proprietà degli Anni 70, costituita da 3 piani fuori terra distribuiti in diversi volumi concatenati, racchiusa da due muri perimetrali che la arginano dal contesto, definendo un micro-mondo privato che utilizza il total white per le pareti esterne e le piastrelle in terracotta per i tetti piatti della casa.

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La scultura che diventa paesaggio

Edoardo Tresoldi, classe 1987, è l'artista che realizza l'anima dei luoghi attraverso installazioni mastodontiche in rete metallica. Il 12 e il 13 settembre ha inaugurato Opera, il suo nuovo intervento di arte pubblica sul lungomare Falcomatà di Reggio Calabria, con una due giorni di incontri e performance: incursioni poetiche a cura dello scrittore Franco Arminio, le poesie di Lara Chiellino, l'esibizione di Daniel Cundari con Jo Di Nardo e Francesco Speciale, i live di Guido Maria Grillo con Francesco Loccisano e Fabio Macagnino e di Livio e Manfredi.

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Togetherness / Interiors

Dal numero di novembre di Elle Decor Italia. TOGETHERNESS/INTERIORS. Il tema dello spazio abitativo è sempre stato il cuore del magazine, a partire dai servizi del corpo centrale, tradizionalmente legati agli interiors delle case più belle, scoperte, selezionate e fotografate da noi in tutto il mondo. Un luogo, quello della casa, che più di tutti ha risentito negli anni delle mutate esigenze sociali, dei cambiamenti culturali e delle trasformazioni, anche improvvise e per questo inaspettate, degli ultimi anni, da quelle ambientali alla pandemia. Ecco perché considerare quello della casa come un progetto che riguarda la sola dimensione privata è sempre stato un approccio che Elle Decor ha voluto superare, concentrandosi sui cambiamenti che hanno fatto diventare l’ambiente domestico il luogo della convivialità, delle relazioni, dell’apertura a un universo ben più complesso di quello tradizionale, all’insegna del ‘togetherness’. Così, sfogliando le pagine dei nostri archivi ci siamo resi conto di quanti fossero gli step evolutivi del paesaggio domestico, raccontati con un linguaggio fotografico, ispirato a quello del cinema, sempre più spesso ‘esplorando’ gli interni in una sorta di piano sequenza che dall’ingresso ci porta al soggiorno, attraversa gli ambienti della cucina, si dirige nella zona notte ed esce sul terrazzo o in giardino. In questa sorta di movimento di camera virtuale, raccontato sfogliando le pagine del giornale, abbiamo scoperto nuove modalità di organizzare e di fruire gli spazi.

Tra il Bauhaus e l'avanguardismo russo

Il costruttivismo è il movimento artistico e architettonico che ha segnato l'avanguardismo russo a cavallo degli Anni Venti del Novecento. E sta tutto in questo appartamento a Mosca, firmato dall'interior designer Sergei Khrabrovsky. Geometrie rigide, angoli e zig zag esigenti sposano il bianco o il nero di un'estetica moscovita che vive in 74 metri quadrati. Si entra e si cammina in un corridoio da museo, dove ci si sente sospesi nel tempo e nello spazio. L'accoglienza arriva dal path marmoreo del pavimento, le cui forme grafiche catturano l'attenzione adagiandosi su una pietra a contrasto. Passo dopo passo, mentre sembra che i piedi giochino una partita a scacchi, le spalle camminano di fianco all'arte di Khrabrovsky - superando una serie di opere che lo stesso designer ha realizzato durante l'autoisolamento a causa del Coronavirus.

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La casa che si nega allo sguardo, ma si apre alla natura

È chiusa e severa solo in apparenza, questa casa messicana con rivestimento in ceramica che si nega allo sguardo esterno ma si apre alla natura. Collocata in un affollato quartiere di Città del Messico, la proprietà evidenzia una chiara concezione site-specific, in cui le caratteristiche del territorio, sia morfologiche che identitarie, assumono un ruolo guida per quel che riguarda la struttura e il design. A firmare il progetto è l'architetto Manuel Cervantes, che ha immaginato un'oasi naturale custodita nel cuore della casa

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Ode ai portici bolognesi

Nella sede del Ministero dei Beni Culturali di Roma la decisione è presa: saranno i portici di Bologna la candidatura italiana per il ciclo 2020 - 2021 alla lista del patrimonio mondiale dell’Unesco (Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura). La nomination, su cui ha lavorato intensamente il Comune emiliano, vuole far conoscere al mondo questa cartolina del Bel Paese che, per 62 km, ospita il passeggio di cittadini, visitatori, studiosi e studenti in un sistema, complesso e articolato, di regolamentazione urbanistica, delineato nel corso di nove secoli. Un modello architettonico e, al tempo stesso sociale, che è considerato il luogo di integrazione e scambio della città. Una promenade d’architecture storica in cui i principali protagonisti della vita bolognese condividono idee e tempo.

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L'appartamento anticonformista

Dici Malasana e subito pensi alla movida, quella vera: un inno alla vita che rimbalza tra strade affollate, percorse da un’energia inesauribile, dove il divertimento segue le impronte di una cultura alternativa e underground. È in questo quartiere che Madrid si è riscoperta libera e ribelle, dopo la caduta del franchismo, ed è qui che sorge questa casa vitaminica e anticonformista, firmata dall’architetto Gonzalo Pardo di studio Gon, in collaborazione con la collega Ana Torres.

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In diretta da Parigi

Paris Déco Off è design, tessuti, saper fare artigiano ma anche l’occasione per scoprire i cortili nascosti e gli appartamenti più belli tra le vie della Rive Gauche e la Rive Droite. Come questo allestito per de Gournay da India Mahdavi con una nuova collezione di carte da parati in seta decorate a mano.

La giungla in tavola

“Per fare un servizio di piatti ci vuole un solista, ma anche un’orchestra” racconta Benoit-Pierre Emery, direttore artistico dell’Art-de-la Table Hermès, mostrandomi la nuova collezione di porcellane per la tavola Passifolia, presentata a Parigi nella settimana di Maison&Objet 2020. 30 pezzi in tutto, uno diverso dall’altro. Pezzi preziosi e informali allo stesso tempo, che trovano la loro massima espressione negli oggetti più piccoli: tra le mani diventano universi di dettagli tratteggiati con una mano delicata, illuminati dalla sottile bordatura d’oro dipinta a mano. Nathalie Rolland-Huckel, è l’artista dalle cui mani è nata la collezione Passifolia, disegnata osservando un giardino universitario a pochi passa da casa, scavando nelle immagini più oniriche della natura. La collezione è poi passata alle mani di sapienti artigiani che danno forma alle porcellane di Hermès, che lasciano traccia del loro lavoro firmando ciascun pezzo con un piccolissimo simbolo da scovare sul retro di ogni ceramica.

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Fornasetti a Parma

Mettere a dialogo architetture e opere di ieri con pezzi di design di oggi è un’idea meravigliosa quanto complicata, ma genera di sicuro bellezza se la location è il complesso monumentale della Pilotta di Parma e l’intervento è di Fornasetti. Aperta al pubblico il 3 giugno, ‘Theatrum Mundi’, co-curata da Barnaba Fornasetti (direttore artistico dell'atelier milanese) con Valeria Manzi (presidente dell’associazione Fornasetti Cult) e Simone Verde (direttore del complesso monumentale della Pilotta), è una mostra speciale, che dissemina oltre mille di pezzi di Piero e del figlio Barnaba nelle varie collezioni ospitate nel luogo. In sintonia con il bando “Rivitalizzazioni del Contemporaneo”, ideato per Parma Capitale della Cultura 2020+2021.

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Il castello del Barone trasformato in hotel

Se il Castello Hörtenberg è stato per lunghi secoli residenza privata e, al più, monumento da ammirare da fuori, si è da poco tramutato nella più rinomata guest house della città. Parliamo di Bolzano, dove Podini Holding ha comprato il castello dal Barone Fuchs e, pur rispettando i dettami della tutela dei Beni Culturali, l’ha ristrutturato e convertito in hotel a cinque stelle. Considerata la lunga storia dell’edificio, un soggiorno può essere un’ottima occasione per ammirare la città da un punto di vista insolito e decisamente privilegiato. La scelta della giovane Anna Podini, dell’architetto Peter Kompatscher e del restauratore Markus Pescoller è stata di non lasciarsi andare a facili storicismi, ma anzi di approntare un moderno hotel a cinque stelle impreziosito da un passato tanto ricco.

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Nudo in piazza

In piazza del Plebiscito, Napoli, il lockdown, anzi Look down ha preso la forma di una grande installazione pubblica: un neonato rannicchiato in posizione fetale sui sanpietrini, incatenato a terra. A firmare l’opera è Jago, al secolo Jacopo Cardillo, scultore di Frosinone già noto alle cronache per il busto in marmo di Benedetto XVI “spogliato” Habemus Hominem, realizzato nel 2009 e voluto da Vittorio Sgarbi per la 54esima Biennale di Venezia del 2010 tra diverse polemiche. La scultura di Jago a Napoli, installata all’alba del 5 novembre in collaborazione con la Fondazione San Gennaro – un metro e sessantacinque di marmo bianco nel cuore della città, accolto dalla diffidenza e dalla curiosità dei passanti – sono una denuncia della condizione fragile di un’intera fetta di società schiacciata dalla crisi economica, ma anche un invito a rivolgere lo sguardo verso il basso, verso i problemi sociali scatenati dalla pandemia e verso una povertà sempre più diffusa.

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Piedi a New York, testa tra le nuvole

Vivere nel cuore di New York in un sofisticato gioco di dettagli che rimandano all'atmosfera californiana: ha preso così forma e colore l'interior design dell'appartamento progettato da Jamie Bush + Co nel neo-complesso abitativo One Manhattan Square. Il grattacielo residenziale, voluto da Extell Development Company e costruito tra il 2014 e il 2019 nel quartiere di Two Bridges, ospita infatti un meraviglioso appartamento studiato per una giovane famiglia dove il sapiente mix tra arredi ultra-moderni e icone del design tracciano i confini valicabili dell'abitare contemporaneo. La penthouse, così come la maggior parte degli interni dislocati sui 72 piani, si affaccia su un panorama mozzafiato che spinge lo sguardo oltre le sue già ampie vedute, rivolgendosi sullo skyline di East River, Brooklyn, Queens, New Jersey e Long Island.

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Austerità a Formentera

Essenziale e nuda, in contrasto con la prorompente vegetazione che la avvolge: così appare questa casa vacanze adagiata tra campi d’orzo e di grano sull’isola di Formentera. Marià Castelló Martínez, l’architetto che l’ha progettata, non voleva che fosse mimetica, inghiottita dal paesaggio, ma che si stagliasse su di esso, decisa e minimale, nient’altro che una scatola candida di cemento, legno e vetro, impegnata in un dialogo profondo con la natura circostante, da cui non scaturisce una rinuncia alla propria identità.

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Ibiza al naturale

Dal numero di luglio agosto 2020 di Elle Decor Italia. Un’isola dalla vitalità straordinaria e dalle mille sfaccettature:c’è da perdersi visitandola, che si punti lo sguardo sul fascino selvaggio delle saline con il minuscolo lido di sabbia bianca di Cala Pluma (da raggiungere a piedi, 15 minuti dal parcheggio più vicino) o, cercando più comfort, sul Chiringuito a Es Cavallet, beach club di design con ristorante, che ha riaperto il 4 luglio. Per lo shopping ma anche per cene, feste ed eventi c’è Sluiz a Santa Gertrudis, un enorme trendy store-bazar che è anche locale e ristorante e vende oggettistica, arredi artigianali, abbigliamento. Per notti magiche c’è l’Agriturismo Ca NaXica, 20 stanze una diversa dall’altra con piscina e Spa, o il Paradiso Ibiza Art Hotel, nella baia di sant’Antoni: arte contemporanea e design vintage per un’estetica pop e vitaminica, tra Miami Modern e Gruppo Memphis.

Una promenade domestica

Il sapiente utilizzo della materia, la purezza della forma, lo spazio libero dedicato all’architettura e l’utilizzo delle cromie chiare sono solo alcuni degli elementi architettonici che caratterizzano i progetti dello studio portoghese dei fratelli Aires Mateus che, nel quartiere di Sao Mamede sulle colline di Lisbona, hanno ristrutturato questa antica abitazione del lontano 1700. Intervenire sull’esistente per conservarlo e adattarlo alla vita contemporanea è un tema, tanto attuale quanto discusso, che lo studio Aires Mateus ha affrontato diverse volte in maniera puntuale con la consapevolezza che la storia e l’architettura antica hanno spesso molto da insegnare al mondo moderno. In questa tenuta, gli architetti hanno voluto valorizzare l’aspetto minimal di questa struttura del 18° secolo semplicemente riorganizzando la successione degli ambienti (del piano terra) e valorizzando i materiali dell’epoca.

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Sotto il sole delle Cicladi

Adagiata su un pendio impervio che si tuffa nel Mediterraneo, nella rinomata isola di Paros, cè una casa che è un tributo allo stile vernacolare delle Cicladi, riproposto in chiave minimal, contemporanea e mimetica. Il progetto, firmato dal team di architetti locali G&A Evripiotis, si sviluppa a partire da due fattori determinanti: l’identità e la conformazione del territorio. Lo stile degli interni, in accordo con lo spirito puro e autentico del progetto, denota un approccio minimale, che si stacca dai dogmi vernacolari per abbracciare un’idea di comfort funzionale e sobriamente raffinato.

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Fashion e food a Osaka

Fashion e food sono da sempre due esperienze che si influenzano a vicenda, e sempre più spesso designer e chef di fama internazionale danno vita a delle creative - e gustose - collaborazioni per ampliare e variare la propria offerta. A esplorare il mondo della ristorazione, per la prima volta, anche Louis Vuitton, che ha appena inaugurato il suo nuovo ristorante a Osaka, in Giappone: qui infatti, oltre a una lussuosa boutique a più piani, il 15 febbraio apriranno le loro porte anche una caffetteria e un ristorante Louis Vuitton, nati dalla collaborazione tra gli architetti Jun Aoki e Peter Marino. Il primo, Le Café V, è situato all'ultimo piano dell'edificio, in cima alla fluttuante facciata bianca ispirata alle vele delle tradizionali navi mercantili Higaki-Kaisen. Il ristorante di Louis Vuitton invece, Sugalabo V, è un elegante spazio industrial chic concepito per un piccolo gruppo di commensali, illuminato da luci soffuse, che si sviluppa attorno a una cucina aperta, e a cui si accede attraverso un pannello di tipo speakeasy. Le Café V e Sugalabo V sono in due punti separati all'interno dell'edificio, entrambi caratterizzati da un menu di Yosuke Suga, discepolo della leggenda culinaria francese Joël Robuchon, che riflette il background di Suga nell'alta cucina.

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85 metri quadri di pace

Tonalità naturali e minerali come quelle di sabbia, terracotta e calcare possono creare in un appartamento un ambiente simil-termale che zittisce il traffico cittadino del 7° arrondissement di Parigi, trasformando la casa in un'oasi di pace. È quello che ha fatto la designer franco-israeliana Emmanuelle Simon. Lavorando alla ristrutturazione di un appartamento nel cuore della capitale francese, ha trasformato 85 metri quadrati in un'abitazione perfetta: geometria e tranquillità, colori neutri che richiamano la natura e spazi allargati. Così nella casa si respira un'atmosfera eclettica che frequanta stili come l'Art Déco e il wabi-sabi, ovvero l'estetica giapponese che riscopre la bellezza nella transitorietà degli oggetti, nell'idea della perfezione assoluta ma intuitiva e spontanea.

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Guida all'isolamento nell'isolamento

Chissà se nel mondo post-Coronavirus ci sarà ancora spazio per l'open space? Dopo aver desiderato ambienti aperti, spazi di lavoro condivisi e case fluide, adesso, vivendo in isolamento, ci rendiamo conto di quanto fosse preziosa quella privacy di cui poco magari ci siamo prima preoccupati. Soprattutto in casa, dove confini sempre meno tracciati hanno reso gli interni un unico spazio abitativo all'insegna della condivisione. Ai tempi di #iorestoacasa tutta la famiglia si trova a convivere ventiquattr'ore su ventiquattro nello stesso appartamento, dove tutto è diventato un po' di tutti. Come ritrovare quindi il proprio angolo nel mondo? Per ritagliarsi uno spazio intimo può bastare poco. Alcune soluzioni arrivano dall'arredamento stesso e proprio da pezzi evergreen come la Hanging Egg Chair di Sika Design di Nanna Ditzel.

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Addio a Kenzo

Lo stilista giapponese Kenzo Takada è morto domenica 4 ottobre 2020 all'età di 81 anni. Secondo la notizia diffusa da un portavoce il primo fashion designer nipponico a imporsi sulle passerelle della Ville Lumière si è spento all'American Hospital di Neuilly-sur-Seine, nella periferia occidentale di Parigi, "a seguito del Covid-19".

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A pranzo in un vecchio bunker

La Ghiacciaia a Covolo di Pederobba (Treviso), tra i vigneti del Prosecco, è un indirizzo che regala un’esperienza gastronomica ricca di fascino, in una location unica, un tempo regale cella frigorifera, poi bunker bellico abbandonato e infine, oggi, bistrot di design firmato MAO Architects.

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Cupole colorate fronte mare

Nello Stretto che separa il Golfo Persico da quello dell’Oman, un tempo preda dei pirati ed oggi diventato il tratto d’acqua più ambito al mondo per il commercio di petrolio, l’Isola di Hormuz resta ancora una terra ai più sconosciuta. Sotto osservazione dei botanici e dei geologi, sul lembo di terra a sud dell’Iran non cresce vegetazione autoctona e l’unica acqua potabile arriva dalla terra ferma con un acquedotto. Eppure, le stesse caratteristiche che svantaggiano una qualsiasi forma di vita diventano la ricchezza principale dell’isola: il paesaggio è ruvido e i minerali presenti nel terreno rendono la sabbia rossa, colore che tinge le acque rendendo le spiagge uniche al mondo. É in questo contesto surreale, quasi fosse uno scenario marziano, che lo studio di progettazione ZAV Architects ha progettato e realizzato Majara Residence, un complesso di residenze culturali che entra a far parte del più ampio progetto “Presence in Hormuz 02”: un vero e proprio manifesto politico e sociale.

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All'aperto anche d'inverno

Nella nuova concezione dello spazio domestico, i dehors ci hanno insegnato che non sono più solo un "fuori": balconi, terrazzi, tetti sono importanti quanto una cucina o un salotto. Ridefinendo i confini di casa, hanno fuso la loro dimensione con il dentro, con l'intimità calda dei nostri spazi al chiuso. Proprio come una stanza di cui non possiamo più fare a meno, noi, come i protagonisti di una novella di Calvino, abbiamo bisogno di un luogo dove prenderci cura delle piante e avere una tana accogliente e confortevole dove poter vedere il giallo autunnale sbiadirsi sotto le piogge d'ottobre. Chiamiamolo outdoor d'autunno. E arrediamolo.

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