Le amnesie che aiutano a ripartire

Mattia Feltri
·Direttore HuffPost
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Rome, 1928 - Mussolini speaks to those gathered in Piazza Venezia (Photo: World History Archive / AGF)
Rome, 1928 - Mussolini speaks to those gathered in Piazza Venezia (Photo: World History Archive / AGF)

In un bellissimo libro di memorie appena pubblicato in Italia da Raffaello Cortina (I ricordi mi vengono incontro), il filosofo francese Edgar Morin mette su carta, in un’inestimabile rapsodia di appunti, i novantanove anni di vita compiuti l’8 luglio. Ne ha diciannove quando annota la rapida e imbelle prostrazione della Francia davanti alla Wehrmacht di Adolf Hitler. «Il collaborazionismo si accentua e viene arruolata una legione di volontari francesi contro il bolscevismo». Parallelamente, scrive, «si accentua anche la Resistenza». Il grosso sta in mezzo, rintanato. Il grosso deve vedere come vanno le cose, cogliere l’attimo per spostarsi un po’ più di qui o di là, e lo farà, naturalmente, quando i tedeschi retrocederanno all’avanzare degli americani.

Per ripulirsi la coscienza, ci sarà bisogno dei capri espiatori. Il più noto è il generale Philippe Pétain, l’eroe della Prima guerra mondiale, il vincitore della sacra battaglia di Verdun, respinti i tedeschi che ora, poco più di vent’anni dopo, trovano le porte spalancate. È stato un grande soldato, osò dire un paio d’anni fa Emmanuel Macron, sfregiando il sentimento antifascista francese. Vorrei dire un sentimento di velluto, da abbinare a un buon Armagnac, ma svierei me e i lettori. In ogni caso Pétain fu un grande soldato e un grande generale, non di quelli tratteggiati da Stanley Kubrick in Orizzonti di gloria, laddove la gloria passava dal sacrificio cieco e indolente delle truppe: Pétain sapeva che ogni soldato è un uomo e non carne da cannone.

Nel 1940 Pétain non vede altra via d’uscita che l’armistizio. Il Parlamento, quasi all’unanimità, incarica il generale di negoziarlo e lo eleva a capo del governo provvisorio di Vichy. Era l’unico con l’autorevolezza necessaria a trattare coi nazisti e a risparmiare...

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.