Le coppie non convenzionali più iconiche di Venezia - Monica Vitti e Michelangelo Antonioni

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Photo credit: Keystone - Getty Images
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Se è dall'unione di diversi pensieri che nascono le idee migliori, allora per ripercorrere la storia della Mostra del Cinema di Venezia occorre celebrare i sodalizi più celebri, duraturi e iconici che hanno calcato il suo red carpet. Coppie non tradizionali, nel senso di non (solo) coppie innamorate: spesso complici, legate dallo stesso sangue o dalla passione viscerale per l'arte del cinema. In questo caso parliamo di una coppia d'arte e d'amore che nel 1964 ha vinto il Leone d'Oro con il proprio film, un'esperienza non proprio da tutti i giorni, direte giustamente. Stiamo parlando dell'attrice Monica Vitti e del regista Michelangelo Antonioni, due pilastri del cinema italiano e della Mostra del Cinema di Venezia.

Il primo incontro tra i due avviene nel 1957 mentre Antonioni sta girando Il Grido. In quegli anni Monica Vitti è appena diciannovenne e sogna di fare l'attrice, per questo si trova nella sala doppiaggio del film. Quando Antonioni la vede di spalle in quella sala, tanto gli basta per rimanere incantato. "Hai una bella nuca, dovresti fare cinema" le dice, lei risponde con sagacia: "Sempre di spalle?". Il resto è storia. La loro relazione amorosa e artistica dura una decina d'anni tra alti e bassi, regalando al cinema italiano dei capolavori immortali.

Photo credit: Keystone - Getty Images
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Il rapporto cinematografico tra i due inizia nel 1960 con L’Avventura, poi nel 1961 la Notte, nel 1962 L’eclisse, i film che danno vita alla trilogia dell'incomunicabilità e che nel 1962, con L'eclisse, portano per la prima volta la coppia sul red carpet di Venezia 23. Sarà però nel 1964, alla 25esima edizione della Mostra del Cinema di Venezia, che la coppia entrerà nella storia. Quell'anno Michelangelo Antonioni presenta Deserto rosso, il suo primo film a colori che indaga l'alienazione e la nevrosi, il dominio della società dei consumi sulla natura. Un film che, anche grazie all'interpretazione di Monica Vitti, lascia completamente basita la platea. "Monica Vitti è, con bravura e intensità, la protagonista e bisogna riconoscere che la sua nevrosi è credibile e al tempo stesso non compromette la sincerità e violenza del breve rapporto d'amore" scrive Moravia su L’Espresso del 1964.

Proprio grazie al loro lavoro congiunto come coppia, ma soprattutto come artisti, Monica Vitti e Michelangelo Antonioni vincono con Deserto rosso il Leone d'Oro. Nelle foto d'epoca i due reggono il premio seduti in platea, sorridenti e fieri della loro opera, immortalati per sempre nella storia del cinema.

Photo credit: Keystone-France - Getty Images
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