Le cose da non fare MAI con il pandoro

Di Redazione
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Photo credit: Sabinoparente - Getty Images
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E il pandoro? Siamo tutti qui a parlare di panettone, come al solito, e il grande lievitato natalizio della tradizione veronese è sempre in secondo piano. Sì certo, c'è una minoranza che lo preferisce, ma spesso queste persone non lo dichiarano esplicitamente, quasi se ne vergognano. Quindi il pandoro diventa un dolce di serie B, una cosa che piace ai bambini, e viene trattato di conseguenza. Invece il pandoro se di buona qualità e servito con i giusti accorgimenti, può riservare grandi sorprese. Ecco quindi gli errori da non fare per godere alla grande di questo prodotto.

Farlo in casa

Provarci, a fare il pandoro in casa? E perché mai? Se il panettone è difficilissimo ma può dare grandi soddisfazioni, con il pandoro proprio non vale la pena perdere tre giorni tra rinfresco del lievito madre, preparazione dell'emulsione, predisposizione degli altri ingredienti... per poi ottenere poco più che una brioche mezza cruda. Compratelo.

Trascurare la qualità

Ma compratelo da un buon artigiano: come e più che per il panettone, si percepisce la differenza tra un prodotto da grande distribuzione e la creazione di un artigiano, fatta con tutti i crismi.

Comprarlo farcito

Men che meno, compratelo farcito: il bello del pandoro è da un lato la sua sobrietà, la sua natura di dolce semplice, candido, neutro e uniforme; dall'altro la sua predisposizione a farciture e varianti home made, fantasiose e decadenti.

Mettere poco zucchero (o troppo)

Il pandoro è già pieno di zuccheri e grassi di suo, potreste pensare: perché aggiungere altro zucchero a velo? Beh, se c'è nella confezione, ci sarà un motivo: il motivo è che fa parte della ricetta, ma non si può mettere prima, altrimenti verrà assorbito dalla crosta spugnosa e non lo vedrete più. Dopodiché, non è neanche obbligatorio svuotare tutta la bustina, anche se vostro nipote di cinque anni non la pensa allo stesso modo.

Tagliarlo male

Coltello seghettato, e molta delicatezza: solo così non otterrete fette schiacciate e brutte sin dal primo giorno.

Photo credit: Eleonora Cacciari / EyeEm - Getty Images
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Mangiarlo freddo

I grandi lievitati di Natale contengono una percentuale altissima di burro: è il loro buono, quello che li rende così morbidi e profumati. Ma questa particolarità va valorizzata: non mangiate il pandoro subito dopo averlo comprato, e neanche semplicemente prendendolo a temperatura ambiente: ponetelo per una mezz'oretta vicino a una fonte di calore, il termosifone è perfetto, per portare i grassi che contiene a una temperatura da scioglievolezza.

Lasciarlo aperto

Per lo stesso motivo, guai a non chiudere benissimo la confezione di plastica per alimenti che lo avvolge, dopo ogni volta che lo consumate: tende a seccarsi e allora davvero sarà buono solo pucciato nel latte.

Aspettare troppo

I pandori come i panettoni hanno una scadenza: se in quelli industriali, grazie a conservanti vari, può arrivare fino a 3 o 4 mesi, per i prodotti artigianali non sarà mai più di 30, massimo 45 giorni. Il nostro consiglio però è non arrivare vicino alla scadenza, perché il problema che può presentarsi non è solo la comparsa di muffe, ma la perdita progressiva di morbidezza, aromaticità e tutte le altre caratteristiche sensoriali che lo rendono un dolce speciale.

Riciclarlo male

Eccoci alle farciture personalizzate, ai pandori come base di ricetta: qui solo la vostra fantasia è il limite, ma per questo vi raccomandiamo di non porvi limiti. Non basta l'alberello con le fette tagliate in orizzontale e spalmate di mascarpone e nutella, potete essere più creativi di così! Col pandoro si può fare un tiramisù super, uno zuccotto spettacolare, addirittura le girelle che mangiavamo da piccoli. Magari ne riparliamo, con qualche consiglio più specifico.