Le donne del fumetto e le loro lotte femministe nella mostra Women in comics a Roma

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"Ero una voce che gridava nel deserto, sai? Non lo sono più. Ci sono tutte queste donne. Sono così talentuose. Sono così intelligenti" ha dichiarato a Vulture Tina Robbins, una delle capostipiti del fumetto nordamericano e curatrice del Women in comics insieme a Kim Munson. L'esposizione arriva direttamente da New York e si ferma a Roma dall'1 giugno al 13 luglio, in esclusiva europea, presentata da Arf! Festival. Nelle sale di Palazzo Merulana ci saranno oltre 90 opere di 22 autrici protagoniste del fumetto nordamericano e canadese a tracciare la storia del fumetto fatto da donne e le lotte femministe per trovare il proprio spazio in un campo da gioco che, ancora una volta, era prerogativa maschile.

Le opere raccontano la vita e i lavori delle fumettiste dagli Anni 50 ad oggi: dal fumetto vintage alla prima antologia di fumetti realizzata e curata esclusivamente da donne, la It Ain't Me Babe Comix pubblicata nel 1970 da Robbins e Mendes; tutta la psichedelia degli Anni 70 finita inevitabilmente nei lavori delle fumettiste; le rivendicazioni; le pubblicazioni underground e le graphic novel; il mondo dei comics di supereroi di Marvel e DC; il pubblico mainstream che riconosce le fumettiste e il loro talento con il caso di Raina Telgemeier e il suo Coraggio (2020) che nella settimana in cui è uscito è stato il libro più venduto negli Stati Uniti scalzando perfino Stephen King.

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Women in comics però non è solo una mostra, è un'occasione per parlare delle autrici e con le autrici in un inedito dialogo tra Italia e Stati Uniti. Curati dalla fumettista Rita Petruccioli (la sua prima graphic novel è Ti chiamo domani, edito Bao Publishing) e la giornalista Francesca Torre, si terranno fino al 10 giugno una serie di incontri in live streaming tra fumettiste straniere e italiane, per parlare dell'esperienza femminile nel fumetto, autodeterminazione, intersezionalità, la rappresentazione del corpo e della violenza. Tra le ospiti italiane, simbolo di una scena calda e in ascesa anche nel nostro paese: Sara Pichelli, Josephine Yole Signorelli di Fumettibrutti, Elisa Macellari e con la collaborazione di Lucha y Siesta e Collettivo moleste (gruppo di recente creazione per la parità di genere nel fumetto).