Le mani che in tempi di pandemia diventano altro sono il nuovo feticcio di Instagram

Di Michele Boroni
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Photo credit: Unsplash
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From ELLE Decor

Lavarsi spesso le mani anche in casa, igienizzarsi le mani prima di entrare in luoghi pubblici, evitare se possibile di dare la mano alle persone e, in certe occasioni, indossare i guanti monouso.

La pandemia ha di fatto modificato il ruolo dei nostri organi prensili, non tanto nell'utilizzo quanto nei gesti, nelle consuetudini e nella dimensione simbolica.

È come se le mani stessero diventando altro: quello che un tempo era una parte del corpo indissolubilmente legata alla sfera relazionale e affettiva, oggi è diventata qualcosa da difendere e da non condividere con gli altri.

Quindi da una parte ci troviamo a osservare attentamente le mani altrui quasi come se fossero forme aliene e minacciose, dall'altra ipotizziamo nuovi utilizzi alternativi.

Ed è proprio su questi nuovi stati d'animo che giocano queste due pagine Instagram.

La prima è @Subwayhands pagina nata ben prima del lockdown - ma che oggi guardiamo con altri occhi - che raccoglie foto di mani immortalate durante le corse della metro newyorkese. Secondo la fotografa Hannah Ryan le mani raccontano storie, svelano personalità e stati d'animo: il modo in cui tengono un libro, in cui sono incastrate tra loro le dita o come si aggrappano a quelle di altre persone. La pagina è attiva da almeno tre anni (1223 post, oltre 230 mila follower) e negli ultimi tempi abbondano gli scatti di mani con indosso i guanti monouso.

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Più recente invece la pagina creata da Alessandro Malossi, artista e tatuatore, che lavora sia per brand come Calvin Klein e Nike sia per opere proprie esposte in gallerie d'arte in Italia e in Spagna. @pleasetalktomyhand è un progetto parallelo recente in cui l'artista usa le proprie mani - quelle mani che oggi sono un elemento da proteggere ma anche un'arma di diffusione del virus – come una tela per lanciare messaggi provocatori, frasi di speranza e di disperazione.

La maggior parte sono relative al periodo che stiamo vivendo come “My hands use more alcohol than my mouth”, “It's Halloween, since January”, ma anche “Seriously, wear that f**king mask”.

Ecco che grazie a Instagram possiamo leggere la nostra parte del corpo con altri occhi e immerse in altri contesti.

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2020

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