Le newsletter di moda sono i nuovi fashion blog?

Di Federica Caiazzo
·3 minuto per la lettura
Photo credit: Westend61 - Getty Images
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From ELLE

Di tutte le scoperte (rivelatorie) del 2020, chissà che questo non sia capitato anche a voi: esservi ritrovate ad attendere, in trepida attesa, l’“episodio” successivo di una newsletter. E pensare, direbbe qualcuna, che siamo sempre lì lì a centellinare le iscrizioni onde evitare lo spam. Eppure, no, con le newsletter di moda non è andata proprio così: ad un certo punto del 2020 – proprio nel mezzo di una pandemia mondiale che ci allontanava da amici, colleghi e parenti - molte di noi si sono ritrovate magicamente coinvolte dal fascino dell’avere qualcuno che tornava a bussare con puntualità alla loro porta. Settimanalmente, mensilmente o chi più ne ha più ne metta, quella lettera digitale piena di news succose e prontamente imbucata nella nostra posta elettronica ci dava un senso di comfort, sollievo. Di compagnia e (nutrita) curiosità. Ma quando e come le newsletter sono diventate una tendenza così preponderante? E soprattutto: che abbiano di fatto soppiantato i fashion blog?

Secondo elle.com, i motivi che hanno favorito il fiorire delle newsletter di moda (e non solo) sono tanti, a cominciare dalla grande necessità che abbiamo avuto – e ancora abbiamo – di parlare a un amico. La vicinanza, il contatto: due cose che sono venute meno di punto in bianco all’alba di una pandemia – quella del Covid-19 – potrebbero aver istillato in noi un senso di comfort nel sapere che qualcuno ci avrebbe scritto puntualmente, venendo contemporaneamente incontro alla nostra sete di curiosità.

“La newsletter assomiglia molto a un’e-mail che ricevi da un’amica – scrive su elle.com Véronique Hyland, - anche se in realtà arriva da una giornalista di moda con cui hai sviluppato una relazione piacevolmente paranormale (leggi anche: una sconosciuta, ndr). Una newsletter è un caldo abbraccio che tantissimi di noi hanno bisogno in questo preciso momento storico”. Il punto di vista è interessante: paragonare una newsletter di moda (o altro) a un abbraccio è un po’ come ricevere una coccola in modo del tutto incondizionato, meccanismo totalmente contrario al funzionamento dei fashion blog. Diteci, quante volte avete dimenticato di tornare a far visita a quel blog tanto carino che leggevate di tanto in tanto?

Photo credit: Westend61 - Getty Images
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Ma il motivo che avrebbe favorito il diffondersi delle newsletter di moda è anche un altro: essere e rivolgersi a una nicchia. La fonte ritiene infatti che a molti giornalisti non importi affatto che l’audience sia grande o piccola, anzi: a prescindere da quanta gente li legga, ciò che a loro importa è che ci sia qualcuno di realmente interessato a ciò che scrivono. Il tutto con un twist personale che nelle testate giornalistiche – per imparzialità e per dovere di cronaca – a volte non può e non deve esserci.

A proposito di tocchi (e newsletter) 100% personali, un esempio è l’appuntamento firmato da Chrissy Surtherford, precedentemente fashion editor e oggi consulente digitale. “A un certo punto notai che molti dei miei follower pensavano che se lavori nella moda in qualsiasi altro settore, tu debba vivere e respirare solo quel settore specifico – rivela a elle.com. – Così, ho voluto dimostrare che è bellissimo essere appassionati anche ad altre cose!”. Detto fatto, la sua newsletter oggi non parla solo di moda, ma anche di salute mentale (abbiatene cura, in questo momento storico), astrologia e libri. Insomma, se c’è una cosa che Chrissy Surtherford ha capito delle newsletter, è che la chiave vincente per renderle ancor più valide di un fashion blog è il poter saltare di topic in topic con piglio sensibile ed empatico, e fare tutto con la massima immediatezza.

Immediatezza, appunto. Ovvero, sua maestà la ce-le-ri-tà. Una newsletter è più rapida e immediata di un blog, e di questo dobbiamo farcene una ragione. Con un tasto “invio” si raggiungono n° X lettori, che sono lì – dall’altra parte di uno schermo – ad attendere proprio l’e-mail che stai inviando, per leggerla (anche) con affetto. E allora, una domanda, resta: che le newsletter hanno soppiantato i fashion blog?