Le nuove parole di Kamala Harris sull’immigrazione negli Stati Uniti fanno riflettere, e discutere

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Stanno girando da ieri le parole che la vicepresidente Kamala Harris ha pronunciato durante il suo viaggio in Guatemala e stanno facendo discutere. Del resto il topic è decisamente caldo, negli Stati Uniti come in molti altri Paesi (compresa l'Italia) e forse questo ha contribuito ad accrescere il flame e la polemica. La vice di Biden ha parlato di immigrazione e ha detto senza troppi mezzi termini "Voglio essere chiara con le persone di questa regione che stanno pensando di intraprendere quel pericoloso viaggio verso il confine tra Stati Uniti e Messico: non venite. Non venite". Che significa? Davvero - come non hanno mancato di far notare in molti - non c'è poi così tanta differenza tra l'amministrazione Trump e Joe Biden?

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Il tema è sicuramente molto spinoso e Biden, affidando a Harris la gestione della questione migratoria le ha dato una bella gatta da pelare. Se a questo si aggiunge il fatto che Biden e Harris, in campagna elettorale sul tema dell'immigrazione avevano promesso di porre fine alla "vergogna morale e nazionale dell’amministrazione precedente" , è comprensibile che delle parole così dure abbiano fatto scalpore. Harris ha detto che "gli Stati Uniti continueranno a far rispettare le nostre leggi e a proteggere i nostri confini", e ha sostenuto che l’amministrazione del presidente Joe Biden "vuole aiutare i guatemaltechi a trovare speranza in patria". Non proprio frasi di apertura, ecco. Anche Alexandria Ocasio-Cortez ha definito il discorso "deludente" in un tweet aggiungendo che "In primo luogo, chiedere asilo a qualsiasi confine degli Stati Uniti è un metodo di arrivo legale al 100%" e che “In secondo luogo, gli Stati Uniti hanno trascorso decenni a contribuire al cambio di regime e alla destabilizzazione in America Latina. Non possiamo dare fuoco alla casa di qualcuno e poi biasimarlo per la fuga". Touché.

Photo credit: Tom Williams - Getty Images
Photo credit: Tom Williams - Getty Images

C'è da dire, però, che né Biden né Harris hanno mai sostenuto di voler facilitare l'immigrazione irregolare, ma piuttosto di voler rendere più accessibile quella regolare cambiando totalmente approccio rispetto a Donald Trump. Per farlo, come ha spiegato su Instagram Francesco Costa, vicedirettore del Post e esperto di politica statunitense, hanno - tra le altre cose - alzato il numero dei rifugiati accolti ogni anno negli USA, aumentato i visti per i lavoratori stagionali, abolito la norma che impediva di entrare legalmente nel Paese a chi non poteva permettersi di pagare un'assicurazione sanitaria entro 30 giorni e quella che costringeva chi chiedeva asilo regolarmente di aspettare in Messico che la propria domanda venisse esaminata. L'intenzione, insomma, è quella di ampliare le vie legali per scoraggiare quelle illegali. Resta però il fatto che chi sceglie di attraversare a piedi il deserto (o il Mediterraneo su un barcone) e rischiare tutto pur di cambiare vita è evidentemente in una condizione che non permette di aspettare visti e tempi burocratici. È a questo che si riferiva AOC con il suo tweet e rimane un problema ancora senza soluzione a cui l'amministrazione Biden dovrà far fronte. Solo il futuro e i fatti ci diranno se e come ci riuscirà.