Le parole sessiste del professore di bioetica dell’Università di Bari (sospeso) fanno davvero male

Di Monica Monnis
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Photo credit: Fanatic Studio/Gary Waters/SCIENCE PHOTO LIBRARY - Getty Images
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Giusto il tempo di gioire per la nomina di Antonella Polimeni, che dopo essere stata la prima donna preside eletta nella facoltà di Medicina e Odontoiatria è diventata nei giorni scorsi la prima rettrice dell'Università La Sapienza di Roma, di festeggiare (con riserva) che finalmente dopo 717 anni di storia dell'ateneo romano (fondato nel 1303) è una donna a sedere sulla poltrona più alta (in Italia solo 7 rettori su 84 sono donne, sentore che la strada per parlare di parità di genere ahinoi è ancora lunga), che ecco arrivare una tegola in testa impossibile da schivare e che fa davvero male. Sentire le parole del professore di Boietica, Donato Mitola agli Studenti dell'Università di Bari intrise di sessismo dall'ultima alla prima sillaba è qualcosa di cui avremmo fatto volentieri a meno e che ci mette di fronte alla cruda realtà sulla tragica percezione della gender equality in Italia. Il professore è stato sospeso ma il ghiaccio non basta a lenire la ferita ancora sanguinante.

"Non ci possono essere giudici donne, perché giudicare significa essere imparziali, mentre le donne sono emotivamente più sensibili degli uomini e il loro processo decisionale è condizionato, anche se incoscientemente, dall'emotività/Chi non è cresciuto dalla madre nei primi due-tre anni di vita a 30 anni sviluppa delle psicopatie/Le coppie omosessuali non possono crescere figli/Se uno è un criminale i figli ereditano qualcosa/Se fai l’aborto uccidi una persona, perché il dna dalla prima cellula resta inalterato". Questo è solo un collage parziale delle massime vomitate dal professore durante una lezione on line agli studenti del primo anno di Medicina dell’Università di Bari, che si sono subito accorti della gravità discriminatoria delle sue parole e hanno provato (invano) a controbattere per poi registrare il video con l'intento di farlo circolare e far sì che tutto questo non passasse in sordina, che in un luogo deputato al sapere, alla crescita, all'apertura di mente ed orizzonti non avvenga più una cosa simile.

Secondo il docente, che durante la lezione ha mostrato una slide del cervello umano per dimostrare le differenze uomo/donna "in cui la rappresentazione della materia grigia di una donna è legata a generare il mal di testa, all'impulso per l'acquisto di gioielli e di scarpe e a parlare molto", come denunciato dalle consigliere nazionali di Parità, Francesca Bagni Cipriani e Serenella Molendini in una lettera inviata al Rettore dell'Ateneo, le donne dovrebbero rinunciare a una determinata categoria di professioni e stare a casa con i figli dipingendo uno scenario anacronistico e agghiacciante. Anche l’associazione studentesca universitaria Link Bari ha voluto denunciare l'"episodio sessista e misogino" chiedendo spiegazioni, la sospensione del professore e provvedimenti atti a sradicare il sessismo tra i corridoi (virtuali o meno) dell'ateneo.

Di poche ore fa la notizia della presa di posizione del Rettore Stefano Bronzini e del Presidente della Scuola di Medicina Loreto Gesualdo, che hanno immediatamente disposto la sospensione del Professore "dall’incarico di cultore della materia e da qualsiasi altra attività di didattica e di ricerca di questa Università". L’Ateneo barese parla di "frasi lesive della parità di genere espresse che ad un primo esame contravvengono ai principi fondamentali enunciati dal Codice Etico di questa Università e, più in particolare, a quelli di eguaglianza e non discriminazione".

"L'Università degli Studi di Bari Aldo Moro sarà sempre attenta e vigile sui temi dell’uguaglianza", le parole del Rettore, "e condannerà sempre qualsiasi atto di discriminazione, diretta e indiretta, morale, fisica o psicologica, relativa al genere, all’età, all’orientamento sessuale, alla razza, all’origine etnica, alla diversa abilità, alla religione, alla lingua, alle convinzioni personali e politiche nonché alle condizioni personali e sociali". Perché è inaccettabile che un professore che dovrebbe essere una guida e un esempio nel diffondere e tramandare ideali di rispetto di ogni persona umana e della sua dignità possa diventare veicolo di misoginia e razzismo. Per il World Economic Forum, se il gap tra uomo e donna venisse colmato, il Pil mondiale aumenterebbe di quasi 6 miliardi di dollari, ma purtroppo, sono ancora in tanti a non averlo capito.