Le proteste in Canada non hanno risparmiato nemmeno le statue delle regine Elisabetta II e Vittoria

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Photo credit: WPA Pool - Getty Images
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Che significato ha abbattere le statue? L'abbiamo visto già l'anno scorso con le proteste #BLM, è un modo per dire che il potere costituito, chi ha preso decisioni e gestito le cose per decenni, l'ha fatto sulla pelle delle frange marginalizzate. Così le statue cadono per chiedere di non dimenticare e che la storia non si ripeta. Dopo la morte di George Floyd è toccato a monumenti collegati allo schiavismo, ma perché questa volta a Winnipeg in Canada stanno abbattendo le statue della Regina Vittoria e persino della Regina Elisabetta II? "E' inaccettabile e ingiusto che si stiano verificando atti di vandalismo e incendi dolosi in tutto il Paese, anche contro le chiese cattoliche", ha criticato il premier canadese Justin Trudeau, durante una conferenza stampa. Cerchiamo di capire cosa sta succedendo.

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Il primo di luglio in Canada si celebra il Canada Day, la festa nazionale del Paese per celebrare l’unione delle province canadesi. Diversi gruppi indigeni, però, quest'anno si sono schierati - in modo ancora più netto rispetto al solito - contro questa festa sottolineando come lo Stato canadese sia nato a scapito della loro cultura annientata tramite soprusi e un vero e proprio genocidio. Di recente, poi, sono state scoperte centinaia di tombe anonime nei pressi di tre ex collegi residenziali per bambini indigeni nel Paese e questo ha portato a una forte ondata di dolore e rabbia che è scaturita in manifestazioni e proteste. A partire dall’Ottocento e poi nel corso del Novecento i bambini indigeni canadesi sono stati costretti a separarsi dalle loro famiglie e a frequentare collegi gestiti prima dalla Chiesa cattolica e poi dallo Stato. Alla base c'era un sistema studiato dal governo per l'assimilazione culturale e lo sradicamento della cultura indigena e così in quei collegi si sono consumate violenze psicologiche, fisiche e sessuali che hanno segnato per sempre la storia delle Prime Nazioni, come vengono chiamati i popoli indigeni in Canada.

Photo credit: Anadolu Agency - Getty Images
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E qui veniamo alle statue. La regina Vittoria, che ha regnato in Inghilterra (e anche in Canada in quanto colonia inglese) dal 1837 al 1901, è considerata un simbolo del colonialismo britannico e dunque di quel sistema di potere che ha permesso al governo canadese di portare avanti la repressione nei confronti degli indigeni. I manifestanti hanno ricoperto la statua di impronte di vernice rossa e di scritte e striscioni che recitano "Una volta eravamo bambini" e "Portateli a casa". "I nostri pensieri sono con la comunità indigena del Canada all'indomani di queste tragiche scoperte. Stiamo monitorando da vicino questi problemi e continuiamo a impegnarci con il governo del Canada sulle questioni legate agli aborigeni", ha affermato un portavoce di Downing Street, mentre Justin Trudeau ha messo in chiaro che "Questa non è la soluzione" e condannato il vandalismo. Sono anni ormai che la popolazione indigena chiede giustizia e trasparenza allo Stato canadese: "Si stanno vedendo i risultati del genocidio commesso dai canadesi sulle nostre terre", ha commentato il capo della Federazione delle Prime Nazioni, Bobby Cameron, "il Canada verrà ricordato come la nazione che ha provato a sterminare le Prime Nazioni. Ora ne abbiamo le prove".

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