Le recenti parole di Charlotte Casiraghi e Carolina di Monaco su arte e libertà sono una perla rara

Di Monica Monnis
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Photo credit: CHRISTOPHE ARCHAMBAULT - Getty Images
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From ELLE

Sono sempre sulle prime pagine dei giornali, che quasi quasi ci sembra di conoscerle per davvero. Di sapere quali siano le loro abitudini, i vestiti preferiti, le dinamiche familiari. Di Charlotte Casiraghi per esempio, sappiamo che ha una passione smisurata per i cavalli, che il suo cuore fashion è principalmente diviso in tre (Gucci/Saint Laurent/Chanel), che è una mamma bis encomiabile e ha sempre seguito il suo cuore e sì, che è bellissima da ogni angolazione e inquadratura. Ma cosa pensa dei social? Si ritiene una femminista? E il #metoo? Ecco. L'intervista doppia di Charlotte Casiraghi e mamma Carolina di Monaco rilasciata a Le Figaro è una perla rara, primo perché mamma e figlia sono da lignaggio restie a sbottonarsi e poi per il ventaglio di temi trattati, dall'emergenza femminicidio al alla paura di invecchiare, dall'educazione al rapporto con le origini. Madame et monsieur, Charlotte e Carolina Confidential.

Photo credit: Pool BENAINOUS/SCORCELLETTI - Getty Images
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Mamma e figlia tanto identiche da confonderle, stessi occhi, stesso naso, stessa bocca, stesso physique du rôle, condividono anche una buona parte di forma mentis. Tra le n cose che le accomunano l'amore per la cultura, l'arte e la letteratura. "Ho sempre amato i libri, anche prima di riuscire a leggere", dice Charlotte, laureata in filosofia alla Sorbona (ha scritto anche un libro, Archipel des Passions con il suo insegnante di filosofia del liceo ed è l'anima dei Rencontres Philosophiques nel principato di Monaco) prima di ammettere la sua passione per i classici dell'ottocento come Il rosso e il nero di Stendhal. "Per me era lo stesso", incalza Carolina, "da bambina ho preso dalla biblioteca dei miei genitori dei libri che ho letto senza capire nulla dalla prima all'ultima riga. Il primo libro? Les Vacances, della contessa di Ségur. Ricordo molto bene la prima frase: 'Tutto era nell'aria a Château de Fleurville', una frase che ha acceso la mia immaginazione".

Photo credit: ERIC GAILLARD - Getty Images
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Un'educazione diversa per mamma e figlia, più rigida e d'impronta "XIX secolo" per la principessa di Hannover e più libera per i suoi figli. "Abbiamo avuto molta libertà, il che non significa che siamo stati messi da parte. Eravamo abbandonati a una solitudine molto proficua: questo è ciò che ci fa costruire una potente immaginazione”, spiega CC ricordando gli anni alla scuola pubblica in campagna, definiti molto educativi nel contatto con la “diversità umana e sociale”. Perché come spiega la sorella di re Alberto, ai figli ha sempre detto: "Posso mostrarvi la porta, insegnarvi a fare le chiavi, ma voi soli proverete ad aprirla". La chiacchierata continua con l'elogio alla creatività e all'arte tout court, valori che possono salvarci e che sono "direttamente legati all'essenza stessa di Monaco, luogo che da sempre ospita la cultura". E mamma e figlia sono creative? “In cucina o in giardinaggio, sì”, confessa Carolina, mentre Charlotte, più pragmatica ammette che “per essere un genitore, devi essere creativo ogni giorno”. Touché.

Photo credit: Ron Galella - Getty Images
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Tanta arte ma poco cinema nonostante il dna dica altro. “Se c'è qualcosa che non conosco e con cui ho meno affinità, è il cinema”, confessa la principessa di Hannover, “non sono un grande appassionata di cinema e la mia cultura cinematografica si esaurisce con gli anni '80", anche se i punti comune con mamma Grace Kelly sono altri, come confessa Charlotte direttamente a maman: "quando guardo i film di mia nonna, vedo in lei la tua grazia, le tue esigenze, la tua disciplina e anche il tuo mistero". Un eredità che la mamma di Raphaël e Balthazar custodisce con cura, "Mi sento ricca di tutte queste storie di famiglia, di tutti questi contrasti, di tutte queste donne che sono uscite da un percorso netto come la mia bisnonna stravagante o mia nonna che ha scelto di lasciare il cinema".

Photo credit: Pascal Le Segretain - Getty Images
Photo credit: Pascal Le Segretain - Getty Images

Passando all'hic et nunc, doveroso un commento sull'oggi e sul ruolo e importanza dei social network definiti "violenti" da Carolina che nonostante l'idea di connessione "portano a un'immensa solitudine" ("A che serve avere 4000 amici virtuali? Questa non è la mia generazione. Potrebbe essere più intelligente uscire di casa e vedere un vero amico o due"), mentre per Charlotte "chiunque ha diritto alla propria privacy. È un diritto inviolabile. Ma oggi tutti vedono le loro vite sovraesposte". Anche sul #metoo Carolina ha le idee chiare: "La consapevolezza è un po' in ritardo e sono molto preoccupata per i femminicidi". Lo stesso per Charlotte, che entra nel cuore del discorso, dopo aver elogiato i giovani e la loro "reale voglia di costruire l'uguaglianza", parlando del corpo femminile che "affascina e preoccupa" da sempre. "Questo sottofondo di violenza contro la donna deve essere senza dubbio legato al corpo materno, al corpo sacro che può dare la vita", spiega, "Attacchiamo un corpo che rappresenta una vulnerabilità in cui eravamo immersi da bambini [...] Per questo c'è, per me, un ponte tra la questione femminile e la protezione dei bambini, un altro argomento che mi interessa molto. Quando c'è sacralità, c'è violenza".

Photo credit: PLS Pool - Getty Images
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"Essere una donna e voler esprimere la propria unicità è una lotta, qualunque sia il ruolo. È una lotta, non una guerra, ma non è una cosa facile", risponde Charlotte alla domanda sul suo sentirsi o meno femminista. Una riflessione che a catena innesca altre considerazioni: "La donna si confronta più violentemente con la perdita della sua femminilità e della sua bellezza", spiega Charlotte, "francamente, non è bello invecchiare. Non mi interessa oggi, ma posso vedere quanto siano vulnerabili le donne, quanto si sentano ferite in un periodo storico in cui l'involucro del corpo è così importante". Sono sempre sulle prime pagine dei giornali, che quasi quasi ci sembra di conoscerle per davvero, da oggi un po' di più.