L'effetto diuretico dell'ortaggio primaverile: l'asparago

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asparagi cellulite
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Un asso nella manica contro la cellulite e i chili in eccesso potrebbero essere gli asparagi: questi ortaggi non andrebbero sottovalutati ed inseriti nella nostra dieta. Donano infatti tanti benefici al nostro organismo che non immagineremmo.

Asparagi e cellulite: i benefici

Perché gli asparagi dovrebbero essere consumati frequentemente? Perché sono un trionfo di proprietà nutrizionali: sono infatti ricchi di sali minerali come il fosforo, il magnesio e il potassio, ma anche di vitamine, soprattutto la vitamina C e la vitamina A. Contengono inoltre una sostanza, l’asparagina, alla base della funzione diuretica degli asparagi; e il glutatione, un ottimo antiossidante.

Un valido motivo per consumare asparagi abitualmente è il fatto che essi sono quasi praticamente privi di calorie. Sono dunque sempre perfetti per la nostra alimentazione e soprattutto se ci stiamo sottoponendo a diete dimagranti.

L’effetto detox

Ma è quella detox forse la funzione più interessante che riconosciamo agli asparagi, perché è quella che ci aiuta a combattere la cellulite. I nutrienti che troviamo in questo ortaggio, infatti, permettono al nostro organismo di depurarsi a fondo: è in particolare il glutatione ad aiutare la depurazione di intestino, reni, fegato e anche pelle. In particolare, in favore della pelle lavorano le purine: addette alla riduzione del ristagno dei liquidi, permettono alla nostra pelle di mantenersi più tonica ed elastica, a prova di cellulite.

L’asparagina, invece, è un amminoacido che si comporta da diuretico naturale, e dunque aiuta anch’essa ad evitare che i liquidi stagnanti causino inestetismi o problemi come la ritenzione idrica e la cellulite. Gli asparagi sono costituiti per la maggior parte di acqua, e l’alto contenuto di sali minerali non solo blocca la fame ma rende anche più semplice l’espulsione dei liquidi.

Un consiglio

Gli asparagi andrebbero consumati freschi, seguendo la stagionalità. In particolare, possiamo trovarli sulle nostre tavole da marzo a giugno, ma sono quelli di prima raccolta – ovvero tra marzo e aprile – a contenere più nutrienti (e sono anche più buoni).