"LEI” (al cinema e non solo) è cambiata: e ora (da Venezia) scatena l'inferno

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Photo credit: courtesy
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Elle si traduce Lei, femminile singolare, e al Lido questo pronome è più che mai d’attualità. Qui vi racconteremo le nostre scelte del cuore, i film, i protagonisti e soprattutto le protagoniste che non s’arrendono più, anche se vessate, molestate, dimenticate. In tempi in cui tutte siamo sospese alla sorte delle sorelle afghane, nessun cineasta ormai evita “il” tema, e almeno il silenzio è finito.

Una Mostra nel cui incipit risuonano le voci femminili delle Madres Paralelas di Pedro Almodóvar, non può che indicarci la strada: sì, ancora una volta poche registe, eppure le storie narrano più che mai di donne, bambine e adolescenti, tra accuse di violenza millenaria e attuale, maternità inquiete e imperfette, vocazione patriarcale, misoginia ben coltivata e, per fortuna, ribellione. Sarà così in tanti, tantissimi film, nel nome fin d’ora, di Lady D ossia la divina Kristen Stewart nell’atteso Spencer di Larrain, poster già di culto su ogni Social.

Un po’ per alibi, un po’ per scusarsi, un po’ perché era tempo, il cinema e Venezia si trasforma in atto di accusa alla cultura maschile, vedi alla voce La scuola cattolica, ma non solo. E c’è di più, il vittimismo è finito, le ragazze non piangono nell’angolo, la reazione spesso è forte e alla voce “ribellione e superpoteri” sappiamo già di poter contare su una giovane generazione di attrici e registe. È la nuova tendenza: il femminismo horror serpeggia in Mona Lisa and the blood moon di Ana Lily Amirpour, e trionfa in Last night in Soho, modalità Swinging London più Revenge Movie. Infine verrà la ragazza elettrica Aurora Giovinazzo che in Freaks out s’infiamma, letteralmente, contro i cattivi. Fulminante. Elle, Lei, non è più quella di un tempo. Al suo segnale scatenate l’inferno. Buona visione!

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