L'era del Plaza Athénée di Alain Ducasse è finita, e con lui finisce (molto più) di un'era

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Photo credit: Stephane Cardinale - Corbis - Getty Images
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Un'annuncio (dato lo scorso 18 maggio, ndr) chiaro, perentorio, senza diritto di replica: il rapporto tra Alain Ducasse e il gruppo Dorchester Collection - per quanto riguarda il Plaza di Parigi - non sarà rinnovato alla sua scadenza del 30 giugno. What? Avete capito bene: l'era del Plaza Athénée di Alain Ducasse è finita.

Ci sono cambiamenti che, come terremoti, segnano un prima e un dopo in maniera irreversibile. Alain Ducasse, lo chef più stellato al mondo, può vantare diversi (di questi) terremoti: i più recenti della sua carriera incredibile si sono consumati nel 2000, quando inizia il suo percorso al Plaza Athénée imponendo nel 2014 un nuovo stile di cucina, oltre che il concetto avanguardista di naturalité e nel 2021, quando, dopo 21 anni, lascia lo storico palazzo parigino.

Il concetto di naturalité, creato e difeso da Ducasse e portato avanti con una coerenza estrema (basti pensare che la chef pâtissière del Plaza Athénée Jessica Préalpato, nel 2019, grazie ai suoi dessert in linea con il concetto di naturalité è stata nominata miglior chef pasticcere al mondo dalla World's 50 Best Restaurants, ndr), ha permesso alla Francia di riscoprire un mondo di prodotti e il modo di lavorarli, lasciando libero corso a una cucina il più fedele possibile alla naturalezza delle materie prime.

L'utilizzo di pochissimo burro e il bando dell'utilizzo della carne, due evergreen della cucina francese, hanno rivoluzionato il mondo della gastronomia dell'Esagono e costretto i più grandi a rivedere parametri e a riscoprire vegetali che sembravano ormai dimenticati. Il rispetto delle materie prime, la sostenibilità e l'utilizzo a 360° dei prodotti sono tre dei pilastri della “Ducasse way” che ha segnato un'epoca e le mentalità dei grandi palazzi parigini, ma non solo.

Le date che lo chef “triplement étoilé”, come si usa dire in Francia, ha segnato con un prima e un dopo quindi sono il 2000, anno in cui arriva al civico 25 di Avenue Montaigne, nell'VIII arrondissement con vista Tour Eiffel, e il 30 giugno 2021, altra data che la haute cuisine d'Oltralpe ricorderà a lungo e che dà inizio a un nuovo ciclo: Alain Ducasse lascia il Plaza Athénée, finisce una storia d'amore lunga 21 anni che ha permesso a generazioni di giovani chef di aspirare all'eccellenza. E, dopo Bocuse, l'eccellenza francese ha un solo nome: Ducasse.

Photo credit: THOMAS SAMSON - Getty Images
Photo credit: THOMAS SAMSON - Getty Images

Il post Ducasse del Plaza Athénée verrà affidato a Jean Imbert, giovane autodidatta lanciato dalla celebre trasmissione Top Chef che, di anno in anno, sforna talenti più o meno costanti e chissà che non accada una nuova rivoluzione, sempre tra le mura del bellissimo palazzo parigino.

Per quanto riguarda invece Ducasse, lo chef - di certo - non si è fermato, ma anzi, ha in cantiere un nuovo ristorante a Versailles, Le Grand Contrôle, dove ritroverà la storia dell'alta cucina francese a cui apporrà il suo personale twist moderno. Inoltre rimarrà sempre executive al Meurice di Parigi (2 stelle Michelin) e al The Dorchester di Londra (3 stelle Michelin).

Se per molto tempo la cucina francese è sembrata ferma sulle sue posizioni, senza modo di evolvere, oggi pare chiaro a tutti quanto margine ci sia ancora per sperimentare senza dispiacersi tout court. Evviva le nuove ere, e i terremoti - culinari.

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