L'eredità di Agitu rimarrà viva con Bea Zott, la 19enne che ha mollato tutto per curare le sue capre

Di Anna Zucca
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Photo credit: Maria Lupan su unsplash
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"La mia non è stata una scelta, è stata una sfida. Nelle relazioni, di qualsiasi tipo, tra le persone c'è qualcuno che riceve di più e qualcuno dunque di meno. Con gli animali riesci a dare amore ed a trovarlo allo stesso livello." scriveva Bea Zott, 19 anni, sul suo profilo Instagram circa 5 mesi fa, raccontando del suo amore per le montagne del Trentino e la scelta, presa da circa due anni, di dedicarsi totalmente al lavoro della pastora.

Beatrice conosceva l'imprenditrice Agitu Ideo Gudeta da quando era arrivata in valle, era un'amica di sua madre, ma non si aspettava che quando la pastora sarebbe venuta a mancare, sarebbe andato a lei il compito di prendersi cura del suo gregge di capre. Agitu è stata uccisa dall'uomo che era suo dipendente da appena pochi mesi, il 29 dicembre. E così Bea non ci ha pensato due volte, accettando la richiesta dei famigliari dell'imprenditrice in questo delicato momento di transizione, e facendo da spola tra la casa a Pergine Valsugana e gli animali di Agitu, assicurandosi che abbiano acqua e fieno, la stalla sia pulita.

Quello di Agitu non era un gregge qualunque, la loro storia parte da lontano, da Adis Abeba, di dove era originaria Agitu. Avrebbe compiuto 43 anni a gennaio, era emigrata anni fa tornando in Italia (dove aveva già vissuto per gli studi in sociologia) chiedendo asilo in Trentino, per sfuggire alle persecuzioni dovute al suo intenso attivismo per i diritti umani. In Etiopia, Agitu aveva imparato ad allevare le capre partecipando ad alcuni progetti con i pastori nomadi del deserto e, in Italia, aveva pensato di creare un pascolo tutto suo.

Così a Frassilongo ha fatto nascere il suo maso, che l'ha resa famosa per la qualità dei prodotti (non solo caseari, ma anche creme di bellezza, ortaggi ecc.) e che con il tempo è diventata una vera e propria azienda biologica, chiamata La capra felice. La filosofia della vita in montagna, dedicata alla natura e i suoi doni era profondamente radicata in Agitu e condivisa allo stesso modo da Beatrice Zott, che scrive su Instagram: "Me lo hanno detto in molti che esiste il "basta poco per vivere". Ho ben capito che non te lo insegnerà nessuno, è dentro ognuno di noi, è la nostra natura, devi sceglierlo".

E proprio per questa vocazione comune che lega le due donne pastore, che Beatrice è pronta a tenere viva l'eredità di Agitu, coltivare il suo sogno, allevare le sue capre. Far sì che tutto ciò che di buono ha fatto per la natura non svanisca nel nulla, calcando le orme di Agitu nei luoghi che entrambe amano: "Ti immergi nei larici e nel loro profumo. È così puro il colore della montagna. Succede che a volte ti copre, senti i piedi legati alla terra e i capelli alle nuvole, così vicine quassù.".