Letta ha ragione: voto a 16 anni e ius soli. Il punto di Corrado Formigli

Di Corrado Formigli
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Photo credit: Getty Images
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From ELLE

Nel discorso all’assemblea che lo ha eletto nuovo segretario del Pd, Enrico Letta ha indicato due obiettivi ideali: il voto ai sedicenni e lo ius soli. Qualcuno, pensando ai nostri ragazzi sdraiati sul divano di casa con smartphone, playstation, telecomando e cuffiette, esseri misteriosi e sconosciuti col nostro stesso cognome, storcerà il naso: la tessera elettorale a quelli lì? Eppure l’idea di Letta è buona e arriva al momento giusto.

Quando la pandemia sarà finita (perché finirà, statene certi), i nostri adolescenti torneranno quelli di prima. Ma con qualche consapevolezza in più. Avranno capito, anche se non lo daranno a vedere, che viviamo in un mondo fragile dove il nostro comportamento determina la sicurezza degli altri, ci si salva o ci si infetta tutti insieme, isolarsi e farsi un tampone può salvare la vita di chi ti sta accanto, le regole possono diventare cogenti al punto di privarti di quello che consideri un diritto naturale: la libertà. I nostri sedicenni abiteranno inoltre un Paese al minimo storico di nascite: la politica di domani potrà permettersi di tenere fuori dalle scelte questa preziosa tribù? Greta Thunberg ha iniziato i suoi scioperi per il clima proprio a sedici anni, trascinandosi dietro milioni di ragazzini. Noi, in un’Italia devastata dal cemento e dallo smog e alle porte di una svolta ambientale, possiamo ancora tenerli fuori, proteggerli sotto l’ombrello di un paternalismo scettico e deresponsabilizzante?

Quanto allo ius soli, riconoscere il diritto di cittadinanza a chi nasce e studia nella nostra nazione mira allo stesso obiettivo: ringiovanire la platea degli elettori sfruttando il desiderio di integrazione di famiglie venute da altri continenti ma spesso più attaccate delle nostre all’Italia. Anche qui: sono gli immigrati a fare più figli. La pandemia ha mostrato quanto sia importante la fedeltà fiscale per sanità e welfare, ma la denatalità diminuisce lo stock dei contributi. Anche per questo, e non solo per comune senso di umanità, avremo bisogno di dare un passaporto italiano a chi nasce e studia in Italia. Voto ai sedicenni e ius soli: due battaglie politiche alte, identitarie. Quel che è mancato finora al Pd dominato dal politicismo tattico e dilaniato dalle correnti. E che ora Letta dovrà combattere se vuole conquistare nuovi elettori.