L'Europa ha preso una posizione sul tema Lgbt+ (e Ursula von der Leyen ha dato un ultimatum a Orbán)

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Photo credit: Anadolu Agency - Getty Images
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"Se l’Ungheria non aggiusterà il tiro la Commissione userà i poteri ad essa conferiti in qualità di garante dei trattati, dobbiamo dirlo chiaramente: noi ricorriamo a questi poteri a prescindere dallo stato membro". Se qualcuno aveva dubbi che Ursula von der Leyen stesse facendo sul serio, beh, forse è arrivato il momento di ricredersi. La Presidente della Commissione europea ha tutte le intenzioni per battersi affinché l'Europa sia un luogo in cui i diritti vengono messi al primo posto. Questo - neanche a dirlo - la sta portando a uno scontro diretto con Viktor Orbán che a quanto pare è disposto a vedere quanto ancora può tirare la coda. Nonostante l'ultima (ed ennesima) legge ungherese contro la comunità LGBT+ abbia suscitato le critiche di quasi tutti i leader europei il premier non ha fatto alcun passo indietro e ora sembra che l'UE non abbia più intenzione di stare al suo gioco.

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"I capi di stato e di governo hanno condotto una discussione molto personale ed emotiva sulla legge ungherese, praticamente l'omosessualità viene posta a livello della pornografia, e questa legge non serve alla protezione dei bambini, è un pretesto per discriminare. Questa legge è vergognosa". Queste sono state le parole di Von der Leyen al dibattito in plenaria al parlamento europeo sulle conclusioni dell'ultimo Consiglio europeo e ormai sembra che Bruxelles voglia prendere dei provvedimenti. Il commissario all'economia Paolo Gentiloni ha spiegato che la Commissione sta valutando il Pnrr dell'Ungheria considerando il rispetto delle raccomandazioni Ue 2019-2020, che includono tematiche come il rispetto dello stato di diritto, la corruzione e l'indipendenza dei giudici. L’Ue insomma, come spiega La Stampa, sarebbe pronta eventualmente a bloccare il Recovery plan ungherese, tenendo in stand by i sette miliardi richiesti in attesa di poter aprire un dialogo sulle politiche di Orbán. "Sul futuro della nostra Ue", ha infatti aggiunto Von der Leyen, "abbiamo opinioni diverse, ma dobbiamo accettare il diritto per tutti di esprimere apertamente le proprie opinione senza umiliare o criticare gli altri. Dobbiamo essere d'accordo sul diritto di ciascuno a decidere della sua vita come vuole. Ci sono tanti luoghi al mondo dove si può guadagnare bene e fare ottimi affari, ma quando si tratta di vivere in pace e libertà non c'è posto migliore dell'Europa, gli europei sono diversi ma ci sono i valori che ci uniscono".

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Valori su cui non si può transigere dato che vengono continuamente messi in discussione. In Italia la legge Zan contro misoginia, omobitransfobia e abilismo rischia seriamente di non venire approvata in Senato e in Spagna proprio in questi giorni un gravissimo episodio di omofobia ha portato migliaia di persone a scendere in piazza: il 24enne Samuel Luiz è stato brutalmente ucciso in un pestaggio dopo essere stato insultato per il suo orientamento sessuale. Ecco perché le parole di Von der Leyen richiedono un'azione urgente: "Non lasceremo mai che parte della nostra società sia stigmatizzata a causa di quello che si pensa, dell'etnia, delle opinioni politiche o credi religiosi. Non dimentichiamo che quando difendiamo parti della nostra società noi difendiamo la libertà di tutta la nostra società". No, non possiamo continuare a scendere a compromessi sulla pelle delle persone.

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