A lezione di self love, o come trattare noi stesse con più gentilezza può cambiarci la vita

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Quante volte i nostri più cari amici ci ricordano l'importanza di non amare solo il prossimo, ma di amare prima di tutto noi stessi? E quante volte ci ripromettiamo di adottare l'"amarsi prima di tutto" come mantra? Il problema sta in quanto spesso, in realtà, lo mettiamo in pratica. Imparare come volersi bene è una lezione da tenere a mente at all times: ascoltare consigli pratici, farli propri e applicarli alla vita è un processo complesso, intenso, ma anche imprescindibile per poter avere una vita più felice. Per andare al nocciolo della questione, dovremmo iniziare a chiederci cosa sia, nello specifico, il "self love".
Dobbiamo allora partire col definire due concetti che, seppur simili, rimandano a due sfere sentimentali diverse: la self compassion e il self love.

Se nel primo caso ci si riferisce a un'attitudine di gentilezza empatica verso il prossimo (della serie: tratto con il prossimo come vorrei che mi si trattasse), nel secondo si va più in profondità; self love significa soprattuto apprezzare la persona che siamo, che matura e che è stata. Non solo una crescita fisica, ma anche psicologica e spirituale: insomma, se l'empatia fa spesso parte della natura di una persona (o può essere aggiustata strada facendo), bisogna lavorare un po' più duramente per potersi amare, amare nel profondo. Ecco qualche riflessione sul come rimettere le priorità in ordine: amarci deve essere un imperativo!

Amare se stessi: la psicologia

So che molti di voi stanno probabilmente facendo mente locale tra le ex frequentazioni: ma allora l'ex partner che credevo essere eccessivamente concentrato su di sé aveva ragione? Calma, calma, mettiamo le cose in chiaro: c’è una bella differenza tra l'apprezzare la persona che siamo (e trattarla con amore) ed essere narcisisti. Amare se stessi non vuol dire fare paragoni con gli altri, facendo loro notare i nostri successi e cercando in loro una validazione – questi indizi fanno parte del narcisismo. Invece, il self love prevede un'attitudine onesta di fondo: non c’è bisogno di essere in competizione per essere felici – non c’è bisogno, inoltre, di buttare l'empatia alle ortiche e godere delle disavventure altrui per poter vedere confermato il nostro valore!

Photo credit: Courtesy of Unsplash - De'Andre Bush
Photo credit: Courtesy of Unsplash - De'Andre Bush

Essere gentili con se stessi

"Sii gentile con il tuo amichetto", ci diceva nostra madre all'entrata da scuola. Non possiamo quindi non prestare la stessa attenzione e cura alla persona più importante della nostra vita, quella con cui viviamo e che è al centro del nostro film: quella davanti allo specchio! Anche quella persona, infatti, ha bisogno di vedere degli atti di kindness, di gentilezza: insomma, stop all'autocritica eccessiva! Basta "abbassarsi" quando riceviamo un complimento e smettiamo di colpevolizzarci oltre misura: non è sano e non ci permetterà di diventare persone equilibrate e complete. A volte, però, bisogna fare dei piccoli esercizi per tornare ad essere gentili con noi stessi: dedicare anche solo una ventina di minuti al giorno alla mindfulness ci permette di renderci conto degli atteggiamenti negativi che abbiamo verso noi stessi – della cattiva gestione dei sentimenti e dei problemi. La mindfulness, insomma, ci permette di soffrire di meno, accettandoci di più e apprezzando la persona compassionevole, amorevole e positiva che sappiamo (e possiamo!) essere.

Esercitare il self love con la mindfulness

Negli ultimi anni c’è stato uno shift di interesse dal mero benessere fisico (la palestra e simili) a quello psicologico e spirituale: sono esplosi i corsi di yoga, i podcast di mindfulness e i libri self-help su come imparare a gestire lo stress e le situazioni che, generalmente parlando, nuocciono al nostro Io interiore. Avvicinarci a una routine di mindfulness, in particolare, può essere più facile del previsto – e particolarmente efficace: la si può praticare davvero ovunque, in qualunque condizione, purché ci assicuriamo di dedicare del tempo a noi stessi con tranquillità e una predisposizione attiva all'ascolto dei nostri bisogni. Ecco qualche vantaggio:

  1. Controllare il respiro ci aiuta a tranquillizzarci: focalizzare l'attenzione sull'inspirazione e l'espirazione (meglio ancora se con gli occhi chiusi) è fondamentale per portare l'attenzione verso la consapevolezza del sé

  2. Si può meditare camminando: chi l'ha detto che c’è per forza bisogno di un cuscino, una musica tibetana e il buio nella stanza? C’è chi preferisce farlo durante una passeggiata!

  3. Si impara a curare la propria alimentazione: ingurgitare un pasto scondito davanti al computer non fa bene al nostro umore o al nostro senso di appagamento. Prepararsi (anche in anticipo, se necessario) un pasto healthy aiuta anche il nostro organismo a

    sentirsi coccolato – e, sì, voluto bene!

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