I libri del cuore dei designer: 10 titoli (+1) consigliati da Raffaella Mangiarotti

Di Elisabetta Donati De Conti
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Photo credit: Courtesy Photo
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From ELLE Decor

Raffaella Mangiarotti è una designer entusiasta ed eclettica, ma anche art-director e insegnante - una carriera poliedrica che ben si accompagna alla sua personalità scoppiettante. La designer milanese ha iniziato la sua carriera progettando elettrodomestici con lo studio deepdesign – ne ha disegnati moltissimi dalle linee contemporanee per poi firmare la celebre linea ispirata agli anni '50 di Smeg – ma oggi si concentra principalmente sul settore del mobile e sulla direzione artistica, collaborando con diverse aziende dell'eccellenza italiana. Destreggiarsi tra questi diversi mondi non è un'impresa facile, ma i suoi libri del cuore rivelano la sua predisposizione a una varietà eterogenea di interessi, con un'attitudine sempre aperta a nuove prospettive sulle cose, sfaccettate e inaspettate. Uno sguardo, il suo, attraverso il quale si scopre come leggere fenomeni complessi con romanticismo e semplicità, e con cui si può provare ad affrontare questioni tecniche con spirito umanistico. Nei dieci libri che suggerisce ai nostri lettori infatti, introspezione ed esuberanza, società e individuo, analisi e poesia, vanno decisamente a braccetto.

Works in progress, di Philippe Weisbecker, Pie International Inc., 2019

Questo libro è stato un colpo di fulmine: non conoscevo l'autore ma appena ho visto i suoi disegni me ne sono innamorata, li ho trovati da subito familiari. Il libro contiene circa settecento opere d'arte di Weisbecker, artista e illustratore che vive tra Parigi e Barcellona, che collabora frequentemente con il The New York Times, e che realizza molte grafiche in Giappone. I suoi disegni iconici e delicati hanno un che di infantile, mentre mantengono una bellezza unica dal tratto fortemente artistico; Work in Progress è una raccolta visiva fatta di contrasti e sapori dal passato.

A frame for life: the designs of Studioilse,di Ilse Crawford e Edwin Heathcote, Rizzoli International Publications, 2014

I libri della Crawford sono rarissimi e davvero preziosi, ma questo in particolare mi piace molto perché racconta approfonditamente dello scopo di progettare per creare spazi che, oltre ad essere belli, facciano anche stare bene. Da sempre condivido il pensiero della designer britannica, alla quale sotto l'aspetto concettuale mi sento molto affine, perché con i suoi splendidi lavori – qui raccolti e commentati - cerca sempre di trasmettere un senso di accoglienza che a mia volta provo a raccontare ai miei clienti.

Il cerchio,
di Dave Eggers, Mondadori, 2017

The Circle parla di alcuni dei temi più caldi di quest'epoca, come per esempio quello dei limiti della privacy o quello della tensione tra il nostro account e il vero io, a prescindere dalla nostra volontà esplicita. Il libro non è solo un avvincente romanzo – da cui è stato anche tratto un film con Tom Hanks ed Emma Watson – ma anche un monito interessante per una riflessione che meriterebbe ulteriori approfondimenti. Siamo forse più presi ad auto-rappresentarci che a vivere le nostre vite?

Disordine armonico. Leadership e jazz,
di Frank J. Barrett, Egea, 2017

Questo libro mi è stato regalato da un consulente strategico con cui spesso lavoro e con il quale c'è un rapporto di stima reciproca, che mi ha detto che il titolo era la mia descrizione: che io sono di fatto un disordine armonico. L'ho letto tutto per capire che, in fondo, era un complimento, perché racconta come districarsi all'interno di contesti complessi grazie all'improvvisazione. Mantenendo ben chiaro dove ci si vuole dirigere, modificare i piani a seconda degli avvenimenti, negoziare strada facendo e non spaventarsi di fronte alla confusione possono essere degli atteggiamenti e delle risorse che non solo hanno a che fare con la cultura manageriale, ma che trovano il loro miglior esempio in quella della musica jazz.

La casa che vorrei. Gioca con il nuovo design italiano, di Margherita Pincioni e Gianfranco Setzu, Soter Editrice, 2020


Margherita, mia cara amica, ha pubblicato poco più di un anno fa un activity book invitando cinquanta designer a disegnare, con il loro personale tratto, dei mobili che possono essere ritagliati per comporre la propria casa ideale di carta. Un libro per tornare bambini, pensato appena prima di questo periodo in cui, effettivamente, nelle nostre case abbiamo trascorso davvero tanto tempo.

Fiducia: come le virtù sociali contribuiscono alla creazione della prosperità,di Francis Fukuyama, Rizzoli, 1996

Fukuyama – il politologo statunitense noto per La Fine della Storia - sostiene che il benessere delle nazioni dipende da un unico, preminente aspetto culturale: il livello di fiducia di una società nei cittadini e nelle istituzioni. Più le comunità condividono questo senso di fiducia collettiva, più riescono a sviluppare spontaneamente forme di aggregazione intermedie tra lo stato e le famiglie, e ad accumulare quel capitale sociale essenziale per un'economia flessibile e competitiva. Un'analisi critica e puntuale di un tema che mi sta molto a cuore.

Lettere alla Fidanzata, di Fernando Pessoa, Adelphi, 1988


Sono affezionatissima a questo scritto perché mi ricorda una pratica che nella mia famiglia è sempre stata molto presente, quella di lasciare i bigliettini ai propri cari su comodini, scrivanie, tavoli. E non sempre solo per pura esigenza logistica, ma anche per la più spontanea voglia di scrivere qualcosa a chi si ama, compagni o figli che siano. Queste lettere – effettivamente scritte da Pessoa per la fidanzata – sono molto intime e parlano un linguaggio d'altri tempi, ma trovo siano anche molto moderne nei contenuti. Dopo averlo letto, ho lasciato questo libro sul comodino di mio figlio, sperando di trasmettergli la voglia di coltivare amore e romanticismo con genuinità anche di questi tempi.

Ossi di Seppia, di Eugenio Montale, Oscar Mondadori, 1925


Il mio libro di poesie preferito da una vita, lo rileggo spesso e volentieri. Sono nata in Liguria per caso, perché i miei genitori si trovavano in vacanza lì, e poi abbiamo continuato ad andarci ogni anno. Le parole di Montale in questi versi mi fanno rivivere le stesse immagini, gli stessi odori e gli stessi colori che conservo nei miei ricordi. Il suo modo di descrivere il paesaggio coinvolge tutti i sensi, è sinestesico e ed è più intenso della realtà stessa.

Diario dall'eremo. 10 marzo-30 aprile 2020. I cinquanta giorni che rinchiusero il mondo visti dal Parco del Delta. Storie di mare, sabbia, pineta, animali, design, attualità e memorie,di Virginio Briatore, Longo Editore Ravenna, 2020

Uscito lo scorso dicembre, racconta l'esperienza dell'autore di design Virginio Briatore durante i quasi due mesi di lontananza dalla città a causa della pandemia. Un testo in cui si alternano esperienze semplici a momenti riflessivi, e che pone l'accento su un cambio di paradigma che non per tutti è stato scontato, ma che soprattutto ha portato a galla piccole cose importanti che nella frenesia spesso si perdono.

La terapia gestaltica. Parola per parola,
di Frederick s. Perls, Astrolabio Ubaldini, 1982


Non leggo abitualmente saggi di psicoterapia, ma l'ho acquistato dopo averne letto un passaggio su una rivista, che mi ha illuminato. Non è di lettura immediata ma ho trovato importante il messaggio di fondo: pur essendo uno psicologo dell'Ottocento, Perls ha delle idee davvero innovative rispetto – ad esempio – a quelle di Freud. Secondo lui infatti è più importante promuovere una sana accettazione di sé piuttosto che la ricerca delle cause scatenanti qualsivoglia problema – una ricerca che può persino acuire uno stato di malessere - e questa attitudine è molto più vicina a quella contemporanea della mindfulness e della meditazione, dove trovare il modo per convivere con sé stessi è in fondo la cosa più importante.

Platone è meglio del Prozac,Lou Marinoff, Piemme, 2013

Complementare alla lettura precedente, questo libricino mette alla prova un'idea molto interessante: propone un approccio filosofico anziché psicologico nella risoluzione dei nostri problemi più personali. Suggerisce infatti di trovare un pensatore del passato vicino alla propria sensibilità, a seconda del proprio modo di essere e dei propri valori e con “il suo aiuto” sciogliere alcune delle domande che ognuno di noi si fa sulla vita. D'altro canto, le grandi domande con le epoche non cambiano e greci e romani avevano già risposto alla maggior parte di esse.