L'incantevole storia dell'abito in velluto rosso di Rossella O'Hara in Via col vento

Di Debora Attanasio
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Photo credit: Getty Images
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From Marie Claire

Via col vento è stato girato più 80 anni fa eppure è ancora un film cult, uno di quelli che se va in onda in tv, fa il picco di spettatori (anche se dura quasi 4 ore...). Ricco di citazioni entrate nel lessico di tutti (“domani è un altro giorno” ci dice qualcosa?), fra le tante cose che ne hanno determinato ha però anche un paio di scene memorabili legate a due fra i tanti abiti indossati da Vivien Leigh nei panni di Rossella O’Hara che rimangono indelebilmente nell’immaginario dello spettatore: quello in velluto verde che Rossella si confeziona sacrificando i tendaggi del salone di Tara, e quello in velluto rosso e piume indossato nella scena del compleanno di Ashley Wilkes. Se il primo dei due abiti è difficile che qualche donna in questi decenni l'abbia desiderato, il vestito rosso in velluto di Rossella O'Hara hanno sognato di indossarlo almeno tre generazioni. Un modello molto raro da vedere all’epoca, senza strati di sottogonne e senza il cerchio per tenerle gonfie, comparso in una scena affatto casuale. Quasi aderente e decisamente spettacolare, riuscire a disegnarlo non è stato facilissimo, ma Walter Plunkett, al quale era stato affidato questo compito, ce l'ha fatta.

Plunkett, nato nel 1902, era stato destinato dai genitori a studiare legge alla Ucla, ma quando si era reso conto che invece di sottolineare libri di diritto si dedicava quasi solo a disegnare i costumi per le rappresentazioni teatrali studentesche, si era trasferito a New York che brulicava di teatri, per poi tornare in California dove sorgeva Hollywood, in cui nel 1926 iniziò però a lavorare come comparsa. Erano tempi in cui il budget non era un gran problema, per cui quando lo stilista, ormai entrato ne giro di Hollywood, propose alle produzioni delle idee ambiziose da trasformare in realtà, i vertici della RKO che ne apprezzarono il talento lo blindarono sotto contratto dandogli carta bianca. Walter Plunkett poteva realizzare ciò che voleva senza badare a spese, e presto diventò uno dei migliori amici di Katharine Hepburn. La Hepburn era una star emergente e quando capitò per la prima volta nello studio di Plunkett per il film La falena d’argento, nel 1933, la precedeva la fama di personaggio irrequieto e senza peli sulla lingua. Lo stilista, che di peli sulla lingua ne aveva meno di lei, le disse senza mezzi termini: "Di questo passo diventerai una sgualdrina peggiore di Constance Bennett". Invece di prendersela, Katherine Hepburn scoppiò a ridere e, poiché aveva apprezzato la schiettezza dell’affermazione, i due divennero grandi amici e lavorarono insieme per tutta la loro carriera.

Photo credit: Silver Screen Collection - Getty Images
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Quando Plunkett fu incaricato di disegnare e realizzare gli abiti di Via col vento, nel 1939, era ormai quasi una star e più avanti, nel 1951, vincerà anche un Oscar per i costumi di Un americano a Parigi. La complicazione maggiore di Via col vento consisteva nel coprire accuratamente quindici anni di storia in cui la moda stava cambiando. Se inizialmente il film è ambientato in Georgia nel 1861, in quella scena del compleanno di Ashley siamo già nel 1870, per cui lo stilista si è potuto permettere questa variazione temporale e confezionare l’abito di Vivien Leigh in velluto scarlatto ricamato con perline di vetro, dalla profonda scollatura a cuore e orlato da piume di struzzo bordeaux. In quella scena, Scarlett infrange già le regole presentandosi alla festa completamente sola. Quel tipo di abito aderente, che con il tempo sarà facile trovare nel guardaroba di ogni donna altolocata dell'epoca, aggiunge scandalo allo scandalo. Anche il colore è deliberatamente sopra le righe, il rosso scuro e passionale che lancia un messaggio ben preciso: la protagonista vuole dare fuoco ai sentimenti di qualcuno. Quell’abito di velluto rosso fu cucito tutto a mano, punto per punto, ed esiste ancora. Nel 2011 è stato restaurato grazie a una raccolta fondi, sono state sostituite quasi tutte le piume originali, troppo rovinate dal tempo. Ed è stato svuotato di una pesante stoffa interna che veniva aggiunta agli abiti di fine Anni 30 per impedire che si scorgessero troppo le forme di chi li indossava, ma che rendeva difficile i movimenti, anche se nel film Vivien Leigh non lo fa percepire. È arrivato in Europa nel 2012 per essere esposto al Victoria & Albert Museum di Londra, poi ha fatto ancora bella mostra di sé negli Stati Uniti in occasione del 75esimo anniversario del film, nel 2014. Oggi è custodito nell’Harry Ransom Center di Austin, in Texas. Una tappa-pellegrinaggio per tutti gli ammiratori tenaci di Via col vento, quando torneremo a viaggiare.